mercoledì, 8 febbraio 2023
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14 Settembre 2010

[DUP] CANCRO, 29 OSPEDALI ONCOLOGICI CON IL BOLLINO BLU. L’UMANIZZAZIONE ENTRA IN CORSIA PER RIDURRE ANSIA E DEPRESSIONE

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Milano, 9 settembre 2010 – HUCARE è la prima esperienza nazionale per affrontare il disagio psicologico dei malati. Migliora la comunicazione medico-paziente grazie a corsi specifici e a una lista di domande

Centoquarantacinque oncologi (su 188) e 388 infermieri (su 470) hanno seguito un corso di alta formazione per migliorare le competenze comunicative; ad ogni paziente oncologico è stato assegnato un infermiere di riferimento con il compito di assisterlo nelle varie fasi della terapia fornendogli informazioni dettagliate. E in ogni reparto è garantita la presenza di uno psicologo a cui sono indirizzati i malati di cancro colpiti da un disagio psichico grave (uno su tre infatti soffre di ansia e depressione), individuato con uno screening specifico. Sono questi alcuni dei risultati preliminari del progetto HUCARE (HUmanization of CAncer caRE), unico in Italia e fra i primi al mondo, che oggi al Circolo della Stampa di Milano, promuove il convegno “Diffondere la cultura dell’Umanizzazione in Italia: il progetto HUCARE”. L’iniziativa, avviata nel 2008 e che si concluderà alla fine del 2011, si pone l’obiettivo ambizioso di migliorare le condizioni dei pazienti oncologici grazie a una serie di interventi mirati di supporto psicologico e sociale. “Tutti i 29 centri partecipanti – spiega il prof. Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di HUCARE e primario di Oncologia a Cremona – hanno finora ottenuto almeno un bollino blu. Il ‘cammino dell’umanizzazione’ è comunque ancora lungo e al termine del percorso potremo valutare se le strutture coinvolte avranno realizzato tutti gli obiettivi centrati sulla comunicazione tra medico e paziente, sull’informazione ed educazione sanitaria e sul supporto psicosociale”. HUCARE è reso possibile grazie a finanziamenti pubblici, pari a mezzo milione di euro, del Ministero della Salute e della Regione Lombardia, che ha inoltre un ruolo di primo piano con 25 centri partecipanti. Tra i promotori anche l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che ha organizzato il convegno di oggi. “Il nostro obiettivo – sottolinea il prof. Carmelo Iacono, presidente nazionale AIOM – è far conoscere questa esperienza di assoluto livello, sia fra gli operatori che al grande pubblico, ma anche testimoniare l’impegno della Società scientifica sul fronte di una sempre più competente risposta ai bisogni globali del paziente”. Ogni anno in Italia più di 250mila persone sono colpite da tumore, malattia che spesso porta con sé ansia e depressione. “Un corretto approccio terapeutico – continua il prof. Iacono – esige che vi sia attenzione anche a questi problemi. Il ruolo dell’AIOM è confermato dalla proposta di linee guida per l’assistenza psicosociale, al centro del dibattito nella seconda parte del convegno. La prima esperienza di linee guida in questo campo è quella australiana, a cui si ispira la ‘versione’ italiana implementandola”. E tra i relatori del convegno vi sono proprio due ricercatrici dell’Università di Sidney, Phyllis Butow e Heather Shepherd, fra i massimi esperti al mondo delle problematiche psicologiche dei malati di cancro.

HUCARE intende modificare il modo di lavorare nelle strutture oncologiche, agendo sui sistemi organizzativi e diffondendo la cultura dell’umanizzazione, cioè un approccio sistematico ai problemi psico-sociali. Sono 5 gli obiettivi prefissati, a ciascuno dei quali corrisponde l’attribuzione di un bollino blu: miglioramento delle capacità comunicative in almeno il 75% dei medici e infermieri; assegnazione dell’infermiere di riferimento al 75% dei malati (con menzione in cartella clinica); istituzione in ogni reparto di un Punto di Informazione e Supporto (PIS); presenza dello psicologo con rilevazione del distress psicologico e dei bisogni sociali nel 75% dei pazienti. “Un altro punto fondamentale – continua il prof. Passalacqua – è la lista delle ‘domande chiave’ che il malato può rivolgere all’oncologo. Si tratta di un elenco predefinito di 70 quesiti utili per facilitare il colloquio con il medico all’inizio del percorso diagnostico-terapeutico: in questo modo il paziente può comprendere meglio aspetti della malattia talvolta poco chiari. Prevediamo che entro novembre la lista sarà distribuita in tutti i centri. Già avviata da tempo in altri Paesi come l’Australia e gli Stati Uniti, è la prima volta che in Italia viene realizzata un’esperienza di questo tipo”. E in quasi tutte le strutture coinvolte è stato già avviato anche il Punto di Informazione e Supporto (PIS), un servizio molto utile per ridurre il disagio psicologico e migliorare la soddisfazione. È gestito da personale infermieristico appositamente formato, dotato di una biblioteca per pazienti con materiale informativo specifico in diversi formati (cartaceo, video, ecc.), con accesso a Internet e a banche dati. “Per quanto riguarda il supporto psicosociale – conclude il prof. Passalacqua – non solo è stata introdotta o implementata la figura dello psicologo nei reparti (prima solo il 50% l’aveva), ma è stato previsto in maniera sistematica lo screening del disagio psicologico attraverso una scala comune validata a livello nazionale, per misurare il grado di ansia e depressione”. Il Convegno è reso possibile grazie al sostegno di Novartis.
A testimonianza dell’importanza e del successo di HUCARE, altri 20 centri hanno chiesto di partecipare: al termine della prima fase della sperimentazione, nel 2011, è prevista l’estensione dell’iniziativa anche ad altre strutture.

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