Medinews
7 Giugno 2004

“DOTTORE STO BENE… FACCIA QUALCOSA”: L’IMPEGNO DEI MEDICI PER MANTENERE GLI ITALIANI IN BUONA SALUTE

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Nasce la Società Italiana della Persone Sane. Venerdì e sabato un convegno a Spoleto

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Roma, 7 giugno 2004 – Stringere la cinghia, nel senso di far diminuire il girovita della popolazione; camminare un’ora al giorno per almeno cinque giorni la settimana; aumentare l’apporto di frutta, verdura e cibi antiossidanti nella dieta secondo schemi ormai noti. Basterebbero queste tre azioni sull’intera popolazione per ottenere già nell’arco di 5-10 anni risultati inimmaginabili in termini di salute pubblica – 10% di morti in meno per malattie cardiovascolari e metaboliche – e un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale calcolato in 40 miliardi di euro. Sono questi i primi tre progetti messi a punto dalla neonata Società Italiana delle Persone Sane e della Salute (SIMPeSS), un movimento medico che si fonda sulla consapevolezza che solo applicando in maniera integrata e coordinata tutte le conoscenze e le tecniche a disposizione si possano raggiungere progressi rilevanti nelle condizioni di salute dei cittadini, superiori sicuramente a quelli ottenibili dalla medicina clinica di diagnosi e cura. La SIMPeSS celebrerà la sua costituzione ufficiale venerdì 11 e sabato 12 giugno al Chiostro di San Niccolò a Spoleto nel corso di un convegno dal titolo “La sfida del terzo millennio: la medicina delle persone sane”.

“Credo sia ormai maturo il tempo – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e coordinatore nazionale della SIMPeSS – di promuovere un nuovo modo di praticare la medicina. La cura delle malattie è costosa e i risultati sono limitati e complessi, malgrado gli straordinari sviluppi delle conoscenze e delle tecnologiche biomediche. Non possiamo del resto nasconderci che in un futuro non tanto lontano sarà difficile, se non impossibile, governare i costi di alcune patologie croniche e invalidanti. Ecco quindi che la cultura della prevenzione e la promozione dello star bene saranno sempre di più le uniche possibilità per aumentare la qualità e gli anni di vita delle persone. Tutto questo con un vantaggio non indifferente: la semplice modifica dei comportamenti non ha costi aggiuntivi”.
La nuova Società Scientifica, nata da una costola di SIMG per dar modo alle diverse discipline mediche di avere una casa comune in cui fare ricerca e mettere a frutto le singole conoscenze, non si pone né come alternativa né in contrapposizione con la medicina clinica tradizionale, della quale recepisce i progressi scientifici integrandoli alle tecniche di salute in virtù della sua natura multidisciplinare e pluriculturale. Gli iscritti appartengono infatti alla comunità medica e scientifica nazionale ed internazionale e praticano la ricerca, la prevenzione, la diagnosi e la cura all’interno delle proprie specifiche discipline.
SIMPeSS si presenta con tre modelli di intervento. Il primo, come illustra sempre Cricelli, “partirà già da oggi e coinvolgerà tutti i medici di famiglia, chiamati a controllare il peso e il girovita dei loro assistiti, iniziando dai più piccoli. Negli ultimi 20 anni i bambini obesi sono infatti raddoppiati e in Italia rappresentano il 35% della popolazione. Il 42% degli adulti obesi ha avuto problemi di peso già dal periodo adolescenziale e il 33% sin dell’infanzia. Con questo progetto culturale e sociale, che stiamo elaborando con la Società Italiana dell’Obesità, intendiamo mettere un freno al fenomeno del sovrappeso, invitando la popolazione a porsi l’obiettivo di conquistare un buco in più nella cintura dei pantaloni. Che detto così può sembrare banale, ma in termini di salute ha una valenza enorme, per esempio nella diminuzione delle patologie metaboliche e cardiovascolari”.
“La seconda strategia di prevenzione – dice il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente di SIMG – prenderà avvio a settembre e sarà elaborata insieme agli specialisti della Società della Medicina Sportiva e della Società Italiana di Reumatologia. Lo slogan è: mettiamo in movimento gli italiani, almeno un’ora al giorno per cinque giorni la settimana. Che non significa necessariamente svolgere un’attività sportiva, ma muoversi nel quotidiano: andare a scuola o al lavoro a piedi, fare le scale, andare a comprare il giornale nell’edicola più lontana da casa…”.
La terza grande campagna riguarda la nutrizione. “Dal prossimo anno – continua Brignoli – l’impegno sarà orientato a far mangiare meglio e bene gli italiani: più frutta e verdura in tavola e più spazio a cibi antiossidanti, riducendo al contempo l’apporto calorico. La stima dei dati scientifici internazionali ci dice che la somma di queste tre azioni, qualora venisse messa in atto simultaneamente, porterebbe a ridurre la mortalità cardiovascolare nei prossimi 10 anni anche del 10% e nel breve periodo ad un risparmio annuo a crescere di 5 miliardi di euro. Nell’arco di 10 anni risparmieremmo qualcosa come 40 miliardi di euro”.
Un altro campo d’azione che vedrà in prima linea la SIMPeSS riguarda la diagnosi precoce, attraverso la messa a punto di nuovi test predittivi: indicatori sintetici, esami di laboratorio in grado di evidenziare il reale stato di salute delle persone, come è successo in passato per la glicemia e il colesterolo. Alcuni di questi test saranno presentati nel corso del convegno di Spoleto. “Sviluppati da una multinazionale della diagnostica (UNILABS) e distribuiti in Italia a partire dai prossimi mesi da parte di Biochekup – conclude Cricelli – consentiranno una predittività dei vari fattori di rischio delle persone sane di gran lunga superiore e assai più sofisticata di quella offerta dai test diagnostici attualmente disponibili. La SIMPeSS è impegnata a supportare la diffusione dell’informazione medico scientifica di tali strumenti diagnostici”.
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