giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
30 Marzo 2007

DISFUNZIONE ERETTILE, COLPITI 3 MILIONI DI ITALIANI. GLI ESPERTI: SBAGLIATO IGNORARE LA MALATTIA

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Spesso è spia di diabete, ipertensione, depressione. 8 maschi su 10 non vanno dallo specialista, anche se esistono rimedi efficaci per il trattamento della disfunzione erettile. La pillola più ‘rapida’ è vardenafil

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Berlino, 22 marzo 2007 – I maschi italiani tendono a sottovalutare il problema della disfunzione erettile: la maggior parte di coloro che ne soffre non la ritiene una vera e propria malattia ma un disturbo passeggero e prima di parlarne con uno specialista attende, in media, due anni. Questo atteggiamento crea un ‘sommerso’ enorme di 2 milioni e 400mila uomini, il 40% tra i 50 e i 60 anni, per i quali trascurare gli insuccessi sessuali potrebbe significare ignorare un segnale di serie patologie, ritardandone la diagnosi. L’allarme giunge dal 22° Congresso della European Association of Urology (EAU), dove i clinici italiani rivestono un ruolo in termini di contributo scientifico. “La stragrande maggioranza di chi soffre di disfunzione erettile ritiene si tratti di una condizione non curabile – avverte il prof. Vincenzo Mirone, presidente della Società Italiana di Urologia e della Società Europea di Urologia Andrologica -. Ma non è vero: oggi con i nuovi farmaci, la possibilità di risolvere queste problematiche è elevata, circa l’82%”.

Vardenafil, detta anche ‘pillola arancione’ è la più recente molecola nel trattamento della disfunzione erettile, e, unica della classe, ha dimostrato agire già dopo 10 minuti dall’assunzione, facilitando il recupero di una vita sessuale normale. Vardenafil è efficace anche in chi ha il diabete, l’ipertensione o altre patologie, come dimostrato dallo studio ‘Realise’, la più vasta ricerca mai condotta sulla disfunzione erettile (110.000 uomini in 50 Paesi) presentata a Berlino. È stato fatto notare che, nella parte dello studio in Germania su oltre 29.500 pazienti tedeschi (età media 58 anni) il 77% soffriva anche di un’altra patologia concomitante, in genere cardiovascolare. Da questo studio è emerso anche che, dei pazienti che avevano utilizzato in precedenza sildenafil, 7 su 10 hanno preferito passare a vardenafil. A Berlino si è parlato anche dell’efficacia dei farmaci per il trattamento della disfunzione erettile in chi ha subito l’asportazione chirurgica della prostata a causa di un tumore. In circa il 60% di questi casi la disfunzione erettile è una complicanza dell’operazione. E proprio per verificare l’azione di vardenafil rispetto al placebo in questi pazienti, è in corso uno studio internazionale randomizzato, in doppio cieco, che coinvolge circa 1.000 pazienti ai quali è stata asportata la prostata. Lo studio, denominato ‘Reinvent’, è coordinato dal prof. Francesco Montorsi, urologo presso l’Istituto Scientifico S. Raffaele di Milano e presidente della Società Europea di Medicina Sessuale (ESSM). Nello studio sono coinvolti 12 paesi tra cui anche l’Italia, dove partecipano i centri di Milano, Genova, Trieste, Firenze, Napoli e Bari, e dove sono trattati un centinaio di pazienti prostatectomizzati. “La disfunzione erettile può però colpire anche uomini tra i 20 e i 30 anni – spiega il prof. Mirone – ed in questi casi è quasi sempre compagna della depressione e va affrontata adeguatamente con l’aiuto dello specialista. Studi importanti evidenziano come la tendenza all’uso di droghe nasca spesso da insuccessi sessuali. Una sessualità vissuta con difficoltà può essere considerata un fattore prodromico all’utilizzo delle droghe e per questo va tenuta sotto controllo ad ogni età”.
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