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13 Gennaio 2003

DIABETICI E NUOVO PRONTUARIO FARMACEUTICO: I FARMACI INNOVATIVI RISCHIANO DI ESSERE NEGATI

Napoli, 13 gennaio 2003 – Inizia male il 2003 per i diabetici italiani. La recente revisione del prontuario terapeutico da parte del Ministero della Salute ha incluso nella lista dei farmaci antidiabete solamente le medicine già utilizzate da più tempo. Alcune formulazioni di insulina e molti dei farmaci più recenti ed innovativi sono rimasti fuori dalla portata di molti pazienti, perché non reperibili, rimborsati, o perché sono distribuiti esclusivamente in ospedale. “La revisione – spiega Vera Buondonno Lombardi, presidente della FAND, l’associazione italiana diabetici – aveva l’obiettivo di ridurre la spesa farmaceutica, abbassando il prezzo dei farmaci più cari per garantire, in compenso l’accesso alle terapie più innovative. Per quanto riguarda invece i 3 milioni di ammalati di diabete questo non è successo”.

“La situazione in Campania – spiega il prof. Dario Giugliano, presidente della sezione campana della Società Italiana di Diabetologia (SID) e ordinario di malattie del metabolismo alla Seconda Università di Napoli – è simile a quella nazionale, quindi molto grave. Nella nostra Regione abbiamo circa 240 mila diabetici, ma almeno altrettanti ignorano di essere malati oppure sono affetti da intolleranze al glucosio, lo stadio appena precedente allo sviluppo della malattia”.
Come in tutta Italia, il diabete è una malattia in forte aumento anche in Campania a causa dell’invecchiamento della popolazione e degli stili di vita adottati. “Molti non sanno di essere malati o peggiorano la propria condizione perché sul territorio non si fa una corretta prevenzione. Come medici – sottolinea il prof. Giugliano – non siamo soddisfatti di come viene controllata la malattia anche in Campania: lo si può notare dall’eccesso di complicanze nei pazienti. La vera arma vincente è la prevenzione: è indispensabile che tutte le persone al di sopra dei 45 anni che siano o obese o ipertese, con elevati livelli di colesterolo o che abbiamo un familiare con diabete, eseguano un controllo almeno annuale, meglio semestrale”.
Cambiare stile di vita è già un passo importante ma se questo non basta è necessario ricorrere a terapie farmacologiche. “Oggi – spiega il prof. Giugliano – abbiamo a disposizione molti farmaci per curare il diabete, in particolare quelli innovativi come i glitazoni e le nuove formulazioni di insulina. Purtroppo in Italia queste molecole soffrono di limitazioni economiche e non scientifiche. In particolare i glitazoni sono inseriti in fascia H, vengono cioè distribuiti solo nei centri ospedalieri. Questa situazione penalizza sia il paziente, che non sempre può recarsi all’ospedale per ritirare il farmaco, sia i medici dei centri. Come medici, quindi, non possiamo che augurarci che i farmaci innovativi siano disponibili per tutti i pazienti, anche utilizzando la professionalità del medico di medicina generale”.
Secondo un recente sondaggio nazionale condotto dalla Fand, che ha coinvolto molte centinaia di persone ammalate di diabete è risultato che la quasi totalità (90%) dei pazienti in trattamento con farmaci orali è preoccupata di dovere un giorno fare ricorso all’insulina e ritiene che eventuali farmaci alternativi debbano essere resi accessibili. Quasi tutti (96%) chiedono che questi farmaci siano reperibili in farmacia dietro prescrizione del medico.
“La FAND – conclude la dr.ssa Lombardi – ha sempre operato per dare dignità alle persone ammalate di diabete e tutelarne i diritti. Grazie anche alle battaglie sostenute dal Nostro compianto presidente, il dottor Roberto Lombardi, il diabete è stato riconosciuto come malattia ad elevato impatto sociale con una legge dello stato (115/87). Coerentemente con il passato, assicurare l’accesso ai farmaci per tutti i malati è oggi un nostro impegno fondamentale. Chiediamo che la nostra classe politica prenda atto di questo bisogno e dimostri maggiore sensibilità nei confronti dei moltissimi cittadini ammalati di diabete, azzerando prima di tutto le disparità che discriminano i diabetici italiani da quelli del resto d’Europa, anche alla luce di quanto dichiarato dal Ministro Sirchia in occasione della recente giornata mondiale contro il diabete”.
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