29 Settembre 2010
DIABETE, STOP ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DI ROSIGLITAZONE. I MEDICI DI FAMIGLIA: “VA GARANTITA LA CONTINUITÀ DELLA TERAPIA”
Firenze, 29 settembre 2010 – Il farmaco ha dimostrato di causare danni cardiovascolari. Claudio Cricelli: “Dobbiamo convocare i malati per valutare i trattamenti alternativi in base alla situazione individuale”
Attenzione a non interrompere la terapia nei pazienti con diabete. È l’appello della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) dopo l’annuncio dell’EMA (European Medicines Agency) di sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci contenenti rosiglitazone, utilizzati nelle persone con diabete mellito. Studi britannici e americani hanno infatti dimostrato un aumentato rischio di eventi cardiovascolari nei malati trattati con questa terapia. “Intendiamo fornire ai cittadini, ai pazienti, ai medici di famiglia e a tutti gli operatori della sanità uno strumento di supporto alle decisioni cliniche da assumere dopo la sospensione dell’impiego di questo farmaco – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG -. Perché la continuità del terapia è essenziale in questo tipo di malati”. Ecco i consigli pratici elaborati dalla SIMG: i medici non devono più prescrivere nuove terapie a base di rosiglitazone; i pazienti che stanno attualmente assumendo questo farmaco (anche in associazione) devono essere convocati al più presto per discutere i trattamenti alternativi adatti alla loro situazione clinica; i malati non devono sospendere autonomamente l’assunzione di farmaci contenenti rosiglitazone fino a che non ne abbiano discusso col proprio medico curante, per evitare pericolosi aumenti della glicemia. Maggiori informazioni sul sito SIMG www.simg.it. Da considerare poi che vi sono valide alternative per continuare a mantenere i pazienti in compenso metabolico: la scelta dipenderà dalla situazione metabolica e clinica individuale. “I dati provenienti da studi clinici, osservazionali e meta-analisi – continua il dott. Cricelli – hanno confermato un possibile aumento del rischio di cardiopatia ischemica associata all’uso di rosiglitazone. Da qui la decisione dell’EMA di sospenderne la commercializzazione”. Rosiglitazone era già ristretto ad una seconda linea di trattamento e controindicato nei pazienti con cardiopatia ischemica ed insufficienza cardiaca (in atto o pregressa) a causa del frequente riscontro di ritenzione idrica tra gli effetti collaterali.