Cagliari, 24 gennaio 2013 -“Preoccupanti dati sul consumo di sigarette tra gli adolescenti sardi: almeno una al giorno per un 15enne su quattro. Il giovane rossoblu spiega come le regole dello sport valgano anche per evitare i tumori. L’iniziativa è sostenuta da Presidenza del Consiglio, CONI, FIGC e FMSI.
Ogni giorno vedo tanti, troppi giovani con la sigaretta in bocca. Ragazzi, fumare non serve a nulla! Pensate che vi renda più belli o ganzi? Io credo che renda solo più stupidi e soprattutto meno sani! Quindi basta scuse: mollate subito quelle sigarette e guadagnate anni di vita!”. I ragazzi dell’Istituto “Pertini” di Cagliari ricorderanno a lungo queste parole di un professore un po’ speciale. È Davide Astori, giovane promessa della formazione sarda e della Nazionale Italiana, salito in cattedra durante l’ottava tappa del progetto educazionale “Non fare autogol”. Dopo il successo delle prime due edizioni, torna la campagna promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione AIOM, per spiegare ai giovani come tenersi alla larga dai tumori. “La prevenzione del cancro passa sempre di più dagli adolescenti – sottolinea la prof.ssa Maria Teresa Ionta, Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Cagliari – : pochissimi sanno che adottare un corretto stile di vita, fin da una giovane età, mette al riparo l’organismo dall’insorgenza di malattie e disturbi. Il fumo è uno dei fattori di rischio più diffusi, anche in Sardegna: il 4% dei 13enni e il 20% dei 15enni consumano sigarette regolarmente, ma se si parla di abitudine giornaliera queste percentuali crescono in modo preoccupante, arrivando al 10% per i 13enni e al 25% per i 15enni. Dati allarmanti, perché chi inizia a fumare così giovane ha il triplo di probabilità di sviluppare un cancro al polmone rispetto a chi inizia 10 anni più tardi. Sensibilizzare e informare i teenagers ha quindi un ruolo fondamentale”. Per ribadire questo concetto al fianco di AIOM sono scesi in campo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il CONI, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). “I tumori sono secondi solo alle malattie cardiovascolari come numero di decessi – aggiunge il prof. Daniele Farci, Coordinatore Regionale AIOM per la Sardegna –, ma rappresentano la principale causa di anni di vita persi, poiché insorgono in età più giovane. Si tratta in ogni caso di malattie in cui la prevenzione può fare la differenza. È questo il principale obiettivo della campagna ‘Non fare autogol’, che utilizza il linguaggio universale dello sport per veicolare importanti messaggi di salute”. Un progetto innovativo che fino al termine del campionato coinvolge tutte e 20 le squadre del campionato di calcio di Serie A. Un “Tour della prevenzione oncologica” in 16 città, con i più importanti campioni del nostro torneo: da Nocerino a Chiellini, da Cambiasso a Diamanti fino a Balzaretti, con il CT della Nazionale Cesare Prandelli. “Per noi è un onore partecipare a iniziative così importanti – dichiara Davide Astori –, perché in questo modo rappresentiamo un modello positivo per i ragazzi e cerchiamo di dimostrare che anche i calciatori, fuori dal campo, possono fare qualcosa di buono”. Secondo le stime relative al 2010, l’incidenza di tutti i tumori in Sardegna è stata di 6.997 casi (in aumento rispetto ai 6.881 del 2009, con 3.672 decessi (in aumento rispetto ai 3.647 del 2009). Sempre nel 2010, le persone viventi colpite da una neoplasia erano 43.296 (in aumento rispetto ai 41.814 del 2009).Il progetto Non fare autogol, la cui terza edizione è resa possibile da un educational grant di Bristol-Myers Squibb, può contare su un importante versante online per raggiungere tutti gli studenti italiani: dalle pagine facebook (http://www.facebook.com/NonfareAutogol) e twitter (http://twitter.com/NonFareAutogol) al seguitissimo sito internet www.nonfareautogol.it, dove gli studenti di tutta Italia possono partecipare al “Quiz della salute”: 15 domande sui 7 autogol del proprio benessere, i comportamenti dannosi più diffusi tra i giovani. In occasione di ogni tappa, tra i ragazzi che avranno totalizzato il miglior punteggio, viene estratto un vincitore che ritira un premio direttamente dalle mani del campione di serie A. Sempre dal sito è possibile scaricare l’opuscolo informativo del progetto, che viene distribuito ai ragazzi che partecipano agli incontri con gli oncologi e i calciatori. La terza edizione, inoltre, può contare su un media partner di primo livello: AIOM ha stipulato un accordo con Rai Sport, per cui tutti gli incontri vengono trasmessi in diretta sul canale 57 del digitale terrestre e online in streaming sul sito www.raisport.rai.it. Nelle prime due edizioni sono stati raggiunti migliaia di studenti grazie al contributo di campioni come Pato, Legrottaglie, Miccoli, Gilardino, Palombo, De Sanctis, Perrotta, El Shaarawy, Chiellini, Giovinco, Montella, Rocchi, che completano la “squadra della prevenzione” dell’AIOM. “Il cancro colpisce di più le Regioni settentrionali (+30%) rispetto al Sud – concludono Ionta e Farci –, ma complessivamente nel nostro Paese migliorano le percentuali di guarigione. Il 61% delle donne e il 52% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Il merito è da ricondurre alla più alta adesione alle campagne di screening, che consentono di individuare la malattia in uno stadio iniziale, alla maggiore efficacia delle terapie ma anche alle campagne di sensibilizzazione e prevenzione oncologica, come il progetto Non fare autogol”.
Autore Davide Antonioli