Medinews
29 Ottobre 2003

DAI LABORATORI ALLA PIAZZA, 30 ANNI DI ONCOLOGIA TRA SCOPERTE, VITTORIE E ‘APPRENDISTI STREGONI’

Presentato al Congresso il volume che celebra i tre decenni di attività dell’AIOM

Roma, 22 ottobre 2003 – Si intitola “Il Fenomeno cancro” e condensa in 256 pagine gli ultimi trent’anni dell’oncologia italiana e internazionale riletti attraverso la lente d’ingrandimento dell’Ansa, la principale agenzia giornalistica italiana. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, che anche attraverso questa pubblicazione intende celebrare il trentennale di attività. Un’attività iniziata ufficialmente il 7 novembre del 1973 nello studio del prof. Umberto Veronesi, all’Istituto Tumori di Milano, dove si erano dati appuntamento 21 oncologi animati dalla voglia di una ‘casa comune’, in cui poter sostenere e facilitare la promozione della ricerca clinica e sperimentale, la formazione di operatori sanitari (medici e non), l’attività educazionale ad ogni livello, l’assistenza al paziente neoplastico in tutte le fasi della malattia, oltre naturalmente ad esercitare un’azione politica volta alla formazione di strutture oncologiche adeguate.
Il volume – che raccoglie una selezione delle migliaia di lanci che dal 1973 ad oggi hanno raccontato i progressi, le attese deluse e le tante conquiste in ambito oncologico –
non si pone l’obiettivo di raccontare il fenomeno cancro con assoluto rigore scientifico, ma è piuttosto un percorso guidato nelle tappe più significative della lotta ai tumori – le ipotesi sulle cause delle varie neoplasie, le scoperte in ambito farmacologico e genetico, le terapie mirate – senza trascurare gli aspetti sociali della malattia, le storie delle persone sconosciute e dei personaggi famosi, ma anche le notizie rilevatesi poi del tutto infondate o che hanno creato facili illusioni, con la comparsa sulla scena di imbonitori e pseudo guaritori.
“Credo che questa chiave di lettura dell’oncologia – sostiene il prof. Francesco Cognetti, presidente dell’AIOM – sia doppiamente interessante. In primo luogo, perché offre alla storia della medicina un documento di grande valore, in cui vengono declinate le tappe di una delle più lunghe e difficili battaglie della scienza moderna. Una lotta combattuta allo stesso modo e con la medesima partecipazione nei laboratori di ricerca, nei reparti di degenza e in ognuna delle case toccate da questa che non è mai stata una malattia come le altre, ma La Malattia, nemmeno da nominare se non sottovoce o con qualche perifrasi: una sorta di anticamera certa della morte, sinonimo di grande dolore e di inconsolabile sofferenza. Il libro – e questa è l’ulteriore nota di merito – ripercorre con equilibrio questo connubio indissolubile tra aspetti scientifici, sociali ed emozionali del ‘grande male’, raccontando – e ricordandoci – le tante ipotesi che si sono susseguite sull’origine dei tumori, le conquiste, le vittorie, le false illusioni, le piccole e le grandi storie quotidiane che hanno caratterizzato questi primi trent’anni”.
“Se un appunto si può fare a questo libro – afferma il prof. Roberto Labianca, presidente eletto dell’AIOM – è quello di vedere i fatti “dal di fuori”, da come la stampa ha presentato il mondo oncologico: in realtà, si tratta di una prospettiva deliberatamente scelta e che non esclude affatto, anzi sollecita, una successiva esplorazione “dall’interno”. Il collega Enrico Aitini sta già lavorando, su mandato del Direttivo, per raccontare la storia dell’AIOM attraverso le testimonianze e la memoria di chi ha vissuto direttamente questa vicenda: sono convinto che tale operazione che, potremmo dire con presunzione, l’ASCO sta già “imitando” per il proprio quarantennio, servirà ulteriormente a esplicitare i valori di rigore e di solidarietà che ci hanno sempre contraddistinto”.
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