lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
21 Marzo 2006

CUORE, INTERVENTO ELIMINA LA FIBRILLAZIONE ATRIALE

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Lo rivela uno studio italiano presentato all’American College of Cardiology. Al via in 13 centri italiani ed europei la seconda fase del trial che si concluderà nel 2008

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Milano, 20 aprile 2005 – Cicatrizzare le aree del cuore responsabili del cortocircuito causa dell’aritmia per eliminarla una volta per tutte. È l’ablazione transcatetere la terapia del futuro per la fibrillazione atriale, la più comune aritmia del cuore che interessa circa 2 milioni di italiani, con 60.000 nuovi casi l’anno e una prevalenza del 5% tra gli over 65. Si tratta di una condizione potenzialmente pericolosa in quanto causa di ictus, terza causa di morte dopo infarto e neoplasie. A dimostrare per la prima volta al mondo la superiore efficacia dell’intervento di ablazione contro quello farmacologico è uno studio denominato CACAF (Catheter Ablation for Cure of Atrial Fibrillation), eseguito nei centri italiani di Maddaloni (CE), Mirano (VE) e Ciriè (TO) e presentato all’American College of Cardiology (ACC) di Orlando in Florida. Secondo il Dr. Giuseppe Stabile, della Elettrofisiologia della Casa di Cura S. Michele di Maddaloni (Caserta), “l’intervento consente di far battere il cuore normalmente a quasi 6 pazienti su 10 (il 56%), mentre con i farmaci solo una percentuale tra il 2 e il 9%, quindi nemmeno 1 paziente su 10 riesce a mantenere un ritmo normale. Nei 12 mesi di follow-up abbiamo quindi registrato un successo terapeutico in circa un 50% in più di pazienti rispetto al trattamento farmacologico, gravato anche da pesanti effetti collaterali”.
“Il dato emerso dal CACAF – sottolinea il Dr. Emanuele Bersaglia del Laboratorio di Elettrofisiologia dell’Azienda ULSS n°13 – Presidio Ospedaliero di Mirano (VE),– è ancor più rilevante considerando che la ricerca ha interessato pazienti con aritmia molto severa, tipicamente i peggiori che vediamo in clinica. Hanno una lunga storia di fibrillazione atriale, con molti tentativi falliti di cardioversione e senza benefici nonostante l’uso di due o più farmaci. Il CACAF è il primo studio randomizzato che ha dimostrato come un unico intervento di ablazione combinato con la terapia medica sia in grado di eliminare totalmente l’aritmia in un anno di osservazione, e quindi evitare le complicanze oltre che far stare meglio pazienti con un’aritmia resistente alle terapie tradizionali”.
Lo studio CACAF è stato il primo al mondo a confrontare in modo prospettico l’ablazione con la terapia medica in 137 pazienti con fibrillazione atriale da oltre 5 anni che non avevano tratto benefici dall’uso di due o più farmaci. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere ablazione e terapia antiaritmica (68 pazienti) o solo farmaci (gruppo di controllo, 69 pazienti). L’efficacia è stata definita come assenza totale di aritmie a 12 mesi di follow-up. “Un altro aspetto importante dello studio – aggiunge il Dr. Stabile – è che per la prima volta l’efficacia dell’ablazione non è stata verificata solo sulla base della scomparsa dei sintomi, ma anche di un elettrocardiogramma eseguito quotidianamente e trasmesso attraverso il telefono. Questo è importante per verificare la reale efficacia del trattamento, che risulta incorrettamente elevata in studi che non valutano la possibile presenza di episodi asintomatici”.
“Il messaggio che si trae dai risultati di questo studio – afferma il Dr. Gaetano Senatore, responsabile del Servizio di Aritmologia dell’Azienda Sanitaria Locale n°6 – Ciriè, Torino, che ha arruolato circa un terzo dei pazienti del CACAF – è che l’ablazione è maturata dallo stadio di terapia sperimentale a quello di intervento terapeutico consolidato in grado di risolvere situazioni cliniche complesse. Oggi in Italia circa 3-4 mila pazienti si sottopongono a questa procedura ogni anno, ma dopo questo studio il numero è destinato ad aumentare”. “L’obiettivo futuro – conclude il Dr. Bertaglia ,– è quello di curare questa aritmia con la sola ablazione senza più ricorrere ai farmaci antiaritmici. Per valutare questa possibilità è stato concepito lo studio randomizzato CACAF 2, che coinvolgerà 270 pazienti in 13 centri Europei. L’arruolamento è iniziato nel 2004, i risultati sono attesi per il 2009”.
Questi studi consentiranno che l’ablazione divenga una terapia di scelta nelle linee guida che i medici devono adottare per il trattamento della fibrillazione atriale.
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