lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
14 Ottobre 2008

CRICELLI: “È IN SEI PUNTI LA SVOLTA DELLA MEDICINA GENERALE”

Lo scopo è quello di creare un nuovo patto sociale tra cittadini e medici e di rinnovare il rapporto di fiducia. Previsti più di 2000 partecipanti e l’intervento di Livia Turco

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Firenze, 22 novembre 2007 – “La svolta della medicina generale deve partire da sei punti chiave: solo così il cittadino potrà fare davvero affidamento su medici del territorio seri, preparati, attenti”. Con queste parole il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di medicina generale (SIMG), apre il 24° Congresso della Società, in corso a Firenze dal 22 al 24 novembre. La SIMG compie quest’anno 25 anni e si regala il “lusso” di una provocazione, non solo intellettuale, per dare il via ad una vera e propria rivoluzione della professione medica. “Vogliamo superare – spiega il dott. Cricelli – i tecnicismi insiti nell’idea di clinical governance. Ogni Paese civile richiede ai propri medici delle garanzie, che rappresentano il presupposto per concedere fiducia”. E queste garanzie sono riassunte nei sei punti la cui stesura ha richiesto il contributo di tutta la comunità della medicina generale italiana: beneficialità, qualità professionale, affidabilità/eticità professionale, accontabilità/verificabilità, completezza dell’informazione e autonomia/responsabilità. Solo dall’applicazione concreta di questi principi può nascere il “patto sociale” tra i medici e i cittadini: per superare i tecnicismi astratti e farsi carico delle reali necessità del Paese. I vantaggi per i pazienti? Un medico fortemente responsabilizzato evita gli sprechi e utilizza al meglio le risorse disponibili, offrendo al cittadino le migliori opportunità di cura. In sostanza, è in grado di garantire tutti i vantaggi della buona medicina.
Il Congresso SIMG di quest’anno, con la partecipazione di oltre 1500 medici, si preannuncia come il più grande evento della medicina generale del nostro Paese. A testimonianza dell’importanza dei temi trattatati, sono previsti gli interventi del Ministro della salute, Livia Turco, e di Nello Martini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Saranno inoltre presenti Aldo Ancona, Direttore Generale dell’Agenzia per i Servizi Sanitari, Sergio Dompè, Presidente di Farmindustria, politici, amministratori e dirigenti del settore pubblico e privato. Sono state anche invitate tutte le rappresentanze delle categorie mediche, Giacomo Milillo, Segretario Generale della Fimmg, Mauro Martini, Segretario Nazionale dello Snami, garantendo così una pluralità di contributi e interventi da più parti.

“Negli anni scorsi il nostro sforzo – continua il dott. Cricelli – si è concentrato sulla definizione degli strumenti tecnici per favorire la qualità della professione. Siamo passati dalla formazione permanente a quella complementare, alla ricerca clinica, per arrivare alla clinical governance che rappresenta il riepilogo generale della buona pratica della medicina. Compiuto il percorso tecnico, ci stiamo ora avvicinando al grande patto sociale. Quest’ultimo è la vera garanzia che gli elementi tecnici in possesso del medico siano gestiti con rigore ed eticità. Un patto che deve necessariamente includere una nuova prospettiva del rapporto con l’ospedale, permeato sulla continuità della cura e dell’assistenza. Troppo spesso il paziente lascia l’ospedale e si trova abbandonato in una terra di nessuno in cui non ci sono le risorse necessarie per aiutarlo. Il paziente che torna a casa dovrebbe invece trovare un territorio attrezzato per prenderlo in cura. È nostro compito creare il filo di continuità che unisce le cure ospedaliere a quelle della medicina generale. Ma dobbiamo pretendere che le risorse organizzative siano adeguate per la presa in carico del paziente in tutte le fasi della cura”. I recenti interventi del Ministro Turco si sono mossi proprio in questa direzione.
Il congresso SIMG affronterà per la prima volta e con grande risalto anche il tema della medicina di genere, andando al di là il concetto di medicina di sesso. “Il genere – conclude il dott. Cricelli – è qualcosa di molto più complesso dell’idea di maschio o femmina. Non significa solo specificità sessuale, ma anche complessità. L’incertezza sessuale non deve costituire un problema per il medico che ha il compito di curare ogni genere, anche ciò che non è ben definito e che sta in mezzo”.
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