Medinews
15 Settembre 2003

CREATO IL TOPO CON EMICRANIA: INSERITI NELL’ANIMALE I GENI DIFETTOSI CHE PROVOCANO LA MALATTIA NELL’UOMO

Roma, 14 settembre 2003 – E’ una delle più importanti scoperte per comprendere i meccanismi alla base dell’insorgenza dell’emicrania, disturbo neurologico che colpisce il 12% dei maschi e il 24% delle donne in tutto il mondo ed è caratterizzata da una forte, complessa, componente genetica. “Abbiamo creato in laboratorio il ‘topo emicranico’ – spiega il dr. Michel Ferrari, presidente dell’IHS
(International Headache Society) e professore di Neurologia all’Università di Leiden (Olanda) – inserendo i geni umani della malattia nel genoma dell’animale. Siamo così riusciti ad ottenere un modello sperimentale ottimo per studiare e comprendere i meccanismi alla base dell’emicrania. Questo modello può essere anche usato per testare nuovi farmaci per curare e prevenire gli attacchi”. I lavori cui partecipano i massimi esperti internazionali nello studio della cefalea proseguono fino al 16 settembre al palazzo dei congressi dell’EUR.


Gli scienziati olandesi hanno bloccato i nervi e la parte esterna del cervello per 30- 60 minuti e poi li hanno attivati di nuovo. “Questa metodica è in grado di attivare il sistema vascolare trigeminale, responsabile del dolore nell’emicrania – spiega il dr. Ferrari – Grazie a questi esprimenti abbiamo capito che la corteccia cerebrale (la parte esterna del cervello) è iperattiva agli stimoli. Questa iperattivazione risolve una delle principali controversie dei meccanismi dell’emicrania: vi è stata sempre discordanza tra gli scienziati sul fatto che il cervello nell’emicranico sia più o meno attivo.” Oggi il dilemma sembra risolto, e la strada da percorrere pare effettivamente quella di sperimentare nuovi farmaci che riducano lo stato di ipereccitabilità. “Gli studi di genetica – aggiunge Ferrari – rappresentano una grande promessa per individuare nuovi bersagli e sviluppare farmaci più efficaci e mirati per ottimizzare la terapia. Attualmente infatti solo nel 50% dei casi i farmaci disponibili riescono a prevenire il mal di testa. La creazione del ‘topo con emicrania’ ci consentirà di sviluppare molecole sempre più mirate e meglio tollerate.”
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