Medinews
20 Marzo 2021

COVID-19, PEDIATRI DI FAMIGLIA: “VACCINAZIONI E QUALITÀ DELLE CURE PRIMARIE. IL FUTURO RIPARTA DAL TERRITORIO”

Il Presidente FIMP Paolo Biasci: “Dopo un anno di eccezionale impegno per ridurre la pressione sul resto del Servizio Sanitario Nazionale, ci viene riconosciuta la possibilità di occuparci di tutto il Calendario Vaccinale dei nostri bambini. Ma abbiamo bisogno di copertura legale e personale di studio”. Il Ministro della Salute Speranza: “Grazie per il vostro lavoro, anche in questa crisi. Prossimità parola chiave della sanità del futuro. Massima attenzione alle vostre istanze anche nei prossimi provvedimenti normativi”.

 Roma, 20 marzo 2021 – “Oggi tutte le vaccinazioni del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale possono essere somministrate dai Pediatri di Famiglia. Un riconoscimento atteso da anni, frutto di un accreditamento finalmente ottenuto e consolidato presso il Ministero della Salute e le Regioni che hanno compreso e riconosciuto il nostro ruolo, centrale nel Servizio Sanitario Nazionale per la presenza capillare, la prossimità territoriale e il rapporto fiduciario con le famiglie. Il Covid-19 ha ridisegnato il futuro. Ora guardiamo a una nuova normalità che chiediamo sia fatta soprattutto di implementazione della qualità delle cure primarie, dal personale di studio ai necessari dispositivi di diagnostica ambulatoriale”. Questo l’intervento chiave di Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, al 47esimo Congresso Nazionale Sindacale FIMP, presenti oltre 600 iscritti, riuniti oggi in modalità webinar.

 

In apertura dei lavori, l’intervento e il plauso del Ministro della Salute Roberto Speranza: “Ho avuto modo di apprezzare la serietà del lavoro di tutti voi, questa rete di prossimità e vicinanza, straordinario patrimonio per il nostro Paese. Dobbiamo accelerare sui vaccini liberando e potenziando tutte le risorse che abbiamo e vi sono grato per esservi fatti carico intanto dell’immunizzazione dei genitori di bambini portatori di fragilità. Garantisco la mia massima attenzione alle vostre istanze, anche nei prossimi provvedimenti normativi. In questi mesi dobbiamo lavorare insieme su due obiettivi fondamentali: la chiusura dell’emergenza Covid e l’incredibile opportunità di ripartenza offerta dalla crisi al Servizio Sanitario Nazionale: dobbiamo, assieme, trasformare la crisi in opportunità. La parola chiave della riforma sarà prossimità. I vostri studi rappresentano un pezzo del SSN che contribuisce in modo sostanziale alla domanda di salute dei nostri concittadini. Oggi più che mai le persone sono consapevoli che il nostro SSN è davvero la cosa più preziosa che abbiamo. Rilanciarlo sarà frutto di una grande impresa collettiva”.

 

A un anno dall’inizio della pandemia, il bilancio della Pediatria di Famiglia nella gestione del Covid-19 è importante. “Buona parte della tenuta del Sistema Sanitario – ricorda Biasci – è passata dalla porta dei nostri oltre 7000 studi: abbiamo infatti ridotto la pressione sugli ospedali pediatrici fino all’80%, gestito i pazienti con il triage telefonico, programmato gli accessi negli studi ed evitato il diffondersi del contagio. Ora ci occupiamo di vaccinare genitori e caregiver dei bambini fragili, sollevando dal compito i Servizi di Prevenzione su tutto il territorio nazionale.  In futuro, quando sarà disponibile, organizzeremo le somministrazioni per gli under 16, accedendo e aggiornando l’anagrafe vaccinale in tempo reale e così rafforzando l’efficacia delle campagne di profilassi. Dobbiamo però essere messi in grado di lavorare con serenità: i Pediatri di Famiglia, che liberamente aderiranno al protocollo d’intesa sottoscritto con Governo e Regioni una volta che sarà declinato a livello regionale, dovranno essere protetti dai rischi giudiziari legati alle reazioni avverse, non dipendenti dalla loro volontà e perizia. Diversamente, chi rischierebbe una denuncia penale a fronte della semplice somministrazione di un vaccino?”.

 

“Neppure l’emergenza Covid-19 – conclude Biasci – ha ridotto la disomogeneità orizzontale di sistemi di cure non sempre allineati e quella verticale dei 20 diversi modelli regionali, rimasti profondamente tali spesso anche nella gestione emergenziale dell’epidemia. Dobbiamo invece prevedere un miglioramento dei livelli organizzativi e su questo stiamo seguendo un percorso che sappiamo avere l’apprezzamento del Ministero della Salute. Il supporto alla Pediatria di Famiglia passerà attraverso l’assunzione di personale di studio e la fornitura di dispositivi di diagnostica ambulatoriale a risposta rapida, il cosiddetto “self help”, misure alle quali la Legge di Bilancio 2020 aveva destinato 235 milioni di euro, non ancora investiti. Su questi provvedimenti, che dovranno entrare a regime e non avere il carattere emergenziale, chiediamo l’attenzione del Governo. Il futuro della Pediatria di Famiglia sta dentro a quello dell’intero Paese e dobbiamo continuare a costruirlo insieme”.

 

 

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