sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
23 Maggio 2007

CONTRACCEZIONE, IL 37% DELLE ITALIANE SI AFFIDA AL COITO INTERROTTO E 10 DONNE SU 100 “RECUPERANO” CON LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

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L’indagine della SIGO mostra una realtà diversa per età, ma con un fattore comune: si cambia metodo a seconda della situazione sentimentale. Gli esperti: “La non coerenza d’uso è il problema principale”

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Milano, 24 ottobre 2006. Le donne italiane non sono ‘fedeli’ ai metodi contraccettivi, passano dalla pillola al profilattico al coito interrotto con il risultato, talvolta, di dover ricorrere (in quasi il 10% dei casi) ancora a rimedi d’emergenza come la ‘pillola del giorno dopo’. Quasi quattro donne su dieci si affidano ancora esclusivamente al coito interrotto (nel Lazio addirittura il 42%), 8 su 100 dicono che non hanno mai fatto uso di un metodo anticoncezionale (con punte in Campania del 14%). Fra le under25, ben il 27.5% non è mai andata dal ginecologo.
Sono questi alcuni dati che emergono da un sondaggio on line del sito www.sceglitu.it che ha tratteggiato i comportamenti delle italiane (7626 le intervistate) nei confronti della contraccezione. Questa iniziativa rientra nel più ampio programma d’informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica voluto e gestito dalla SIGO (Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia) a partire dallo scorso anno. “Dati significativi che ci devono far riflettere – spiega la prof. Alessandra Graziottin, direttrice del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano – Il dato che più colpisce è l’estrema non coerenza d’uso degli anticoncezionali che caratterizza la donna italiana. Nell’età che varia dai 25 ai 35 anni, sceglie con maggiore consapevolezza. Poi tende ad un atteggiamento più passivo, fatalista e comunque non da protagonista. Certamente – aggiunge la prof. Graziottin – la donna italiana è cresciuta nella sua capacità di scegliere, tuttavia emerge ancora una sua grande vulnerabilità: l’uso dei metodi contraccettivi è determinato dall’umore, dall’emozione, dal sentimento. La qualità della relazione fa sì che un metodo ad elevata sicurezza contraccettiva, come la pillola, o un metodo con una minore sicurezza contraccettiva ma con un’elevata protezione dalle malattie sessualmente trasmesse, come il profilattico, vengano usati episodicamente”.

“I dati del sondaggio sono per noi estremamente utili per indirizzare il nostro lavoro quotidiano – sottolinea il Prof. Emilio Arisi Direttore U.O. Ostetricia-Ginecologia dell’Ospedale Regionale ‘S.Chiara’ di Trento e consigliere della SIGO – come società scientifica siamo in prima linea perché anche le donne italiane, a tutte le età possano utilizzare i metodi migliori. E perché i ginecologi siano sempre di più i loro naturali alleati”. Il sondaggio su questo punto delinea anche l’identikit del ginecologo ideale: per il 70,1% “deve essere un medico-consulente, capace di ascoltare tanto il corpo quanto la mente delle donne, in grado di mettere a proprio agio e il 61% richiede anche che sia non solo un esperto, ma anche abile nel comunicare nel modo migliore con ogni paziente, tranquillizzando con spiegazioni precise e esaurienti”. E ancora, per quasi il 40% deve occuparsi non solo di contraccezione ma anche di sessualità. Il sesso dello specialista non è un fattore primario di scelta anche se un terzo delle internaute esprime preferenza per un ginecologo donna.

Ma il cammino da compiere verso una cultura riproduttiva consapevole è ancora lungo: “C’è ancora un grande sommerso di fallimenti – sottolinea Graziottin – indicati dall’incremento dell’uso della pillola del giorno dopo e dall’aumento del ricorso alle interruzioni di gravidanza nella fascia d’età delle adolescenti, l’unica in controtendenza rispetto al calo generale nel paese dal 1978 ad oggi”. Anche per questo abbiamo deciso di attivare “Scegli Tu” – conclude Arisi – un programma di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla scelta contraccettiva con cui la SIGO ha voluto e vuole sensibilizzare la donna con informazioni e consigli corretti sulla contraccezione, sfatando i pregiudizi che esistono, indirizzando verso scelte consapevoli che riducano il numero delle gravidanze non desiderate”.
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