giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
5 Maggio 2009

CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA, INDICE DI FALLIMENTO. I GINECOLOGI: “EDUCHIAMO ALLA SESSUALITÀ CONSAPEVOLE”

Roma, 30 marzo 2009 – Il presidente della SIGO Giorgio Vittori: “Il caso UK deve farci riflettere: non sottovalutiamo i ‘campanelli d’allarme’. Vanno previste strategie di prevenzione con famiglia, scuola e Istituzioni”

“Ottima l’idea di utilizzare gli SMS: ma per educare alla prevenzione, non per chiedere la contraccezione di emergenza – questo il suggerimento di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), in merito alla vicenda della sperimentazione in atto in alcune scuole inglesi rivolta a fornire pillole del giorno dopo a ragazzine di 11 anni, previa richiesta con un messaggino -. Il nostro Paese è certamente diverso per cultura e tradizioni dal Regno Unito, dove è in corso un vero e proprio boom di gravidanze nelle minorenni. Ma non possiamo ignorare il campanello d’allarme di oltre 50.000 confezioni di “pillole del giorno dopo” in più vendute nell’ultimo anno: più di 370.000 in totale, il 55% delle quali utilizzate da ragazze con meno di 20 anni. Guardiamo al caso inglese non per giudicare, ma per riflettere su uno scenario che si potrebbe presentare a breve anche in Italia. La contraccezione di emergenza è indubbiamente espressione di un disagio, a carico soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il segnale di una mancata strategia preventiva di informazione ed educazione. È invece proprio questa la strada che come SIGO abbiamo deciso di percorrere, attraverso il nostro progetto “Scegli Tu” (www.sceglitu.it) dedicato espressamente alla sessualità consapevole. Siamo fermamente convinti che vada studiata una via “made in Italy” per diffondere questo messaggio con canali, linguaggi e partner adeguati alla nostra realtà: in primo luogo famiglia, scuola e Istituzioni. L’esempio di quanto avviene in Paesi vicini a noi dovrebbe spronare non solo noi professionisti ma anche il Governo, a mettere in atto per tempo percorsi di tutela nei confronti dei nostri giovani”.
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