martedì, 24 novembre 2020
Medinews
27 Settembre 2002

Fitoestrogeni, la soluzione naturale ai disturbi della menopausa

Una nuova formulazione, con aggiunta di lactobacilli, migliora l’assorbimento dei principi attivi e consente una maggiore disponibilità

Madonna di Campiglio, 12 aprile 2002 – Insonnia, vampate di calore, depressione. L’inizio della menopausa rappresenta per ogni donna una fase difficile da affrontare dal punto di vista fisico e psicologico. E una volta superati i sintomi ecco apparire rischi di osteoporosi o di disturbi cardiovascolari. Fino a pochi anni fa questa situazione si accettava passivamente come un pedaggio inevitabile e rappresentava l’ingresso definitivo nella vecchiaia. Oggi invece l’atteggiamento delle donne e dei medici è cambiato: i sintomi della menopausa possono e devono essere affrontati, anche perché vivendo ormai in media 80 anni, il sesso femminile ha davanti a sé quasi la metà della propria esistenza da vivere in questa condizione.
Nel nostro paese l’8% delle donne tra i 45 e i 65 anni (7,3 milioni) in menopausa utilizza la terapia ormonale sostitutiva. Per chi non vuole – per mancanza di sintomi – o non può assumere questa terapia – spesso a causa di problemi tromboflebitici o embolici oppure per una storia di tumore del seno – esiste oggi un’alternativa terapeutica basata sui fitoestrogeni, con una nuova formulazione che consente una maggiore disponibilità dei principi attivi. La maggior parte dei fitoestrogeni, estratti dalla soia, sono infatti molecole grandi e idrosolubili, difficilmente assorbibili dal nostro organismo. Per questo è stato messo a punto Estromineral, che contiene il Lactobacillus sporogenes, un fermento lattico che bilancia ed equilibra la flora intestinale e assicura la piena biodisponibilità dei fitoestrogeni. Inoltre contiene calcio, vitamina B3 e equiseto utili per il metabolismo osseo.
Di questo e di molto altro si è parlato a Madonna di Campiglio al 6° Congresso Esgoi (European Society for Gynecologic and Obstetric Investigation European) dove sono riuniti oltre 600 ginecologi provenienti da ogni Paese europeo per fare il punto sulla menopausa e sulle possibilità di prevenzione e cura dei disturbi di questa età femminile.

“Quando si parla di disturbi della menopausa – spiega il professor Andrea Genazzani presidente del Congresso – ci si riferisce all’osteoporosi, malattia grave e invalidante, all’insonnia e a tutti i disturbi fisici che possono interferire con il normale stile di vita di una persona. Ma non dimentichiamo che molte donne entrando in menopausa cadono in depressione, si sentono vecchie. La terapia ormonale sostitutiva rappresenta spesso un alleato in grado di ridurre o addirittura eliminare i disturbi sia di origine fisica che psicologica. Esistono voci discordanti sull’uso della terapia ormonale sostitutiva, personalmente (e con me molti altri esperti) la ritengo utile e efficacie per la stragrande maggioranza delle donne. Rimangono escluse, ovviamente, le persone che per ragioni diverse non tollerano la terapia ormonale sostitutiva”. Oggi anche per questa categoria, oltre che per le donne che non desiderano assumere farmaci a base di ormoni, esiste una terapia alternativa a base di fitostrogeni che, continua il prof. Genazzani, “pur se con efficacia più blanda hanno un effetto simile a quello estratto dagli animali o prodotti in laboratorio”.
“Il controverso aumento del rischio oncologico con la terapia ormonale sostitutiva tradizionale, specie nel trattamento a lungo termine – spiega il professor Lucio Zichella, Ordinario di Ostetricia e Ginecologia all’Università “La Sapienza” di Roma – con l’uso dei fitoestrogeni sembrerebbe garantire una maggiore sicurezza oltre ad una migliore compliance. Le loro caratteristiche li indicano come la nuova frontiera della terapia ormonale sostitutiva in menopausa”.
“Chimicamente – spiega il dr. Ivo Setnikar, ricercatore Rottapharm – i fitoestrogeni sono degli isoflavoni, classificati in Italia come ‘integratori alimentari’, pertanto non soggetti a quei controlli su qualità, efficacia e tollerabilità che regolano le specialità medicinali. Questa situazione ha causato una proliferazione di prodotti, non tutti di buona qualità ed efficacia. In Rottapharm – aggiunge il dr. Setnikar – abbiamo voluto invece affrontare in modo razionale lo sviluppo di un fitoestrogeno, partendo in primo luogo da considerazioni farmacocinetiche. I fitoestrogeni contenuti negli estratti di soia sono principalmente la Daidzina e la Genistina, molecole molto grandi che, per essere assorbite nel tratto gastroenterico, devono essere staccate dal gruppo glucosidico, ossia devono essere idrolizzate nei rispettivi agliconi. L’idrolisi avviene per opera di enzimi, le glicosidasi, che, assai rari nei nostri succhi gastrointestinali, sono invece prodotti in grande quantità dalla flora batterica, in particolare dai fermenti lattici. L’azione della flora batterica, che varia molto da individuo ad individuo ed è profondamente influenzata dalla dieta, dallo stato di salute, dall’assunzione di certi farmaci, ecc., è quindi indispensabile per la biodisponibilità e per l’efficacia degli isoflavoni di soia. Non sono rare, perciò, le situazioni in cui la produzione di glicosidasi è insufficiente, con la conseguente mancanza della biodisponibilità e dell’efficacia dei fitoestrogeni. Per ovviare a questo inconveniente – chiarisce il dr. Setnikar – abbiamo aggiunto all’estratto di soia il Lactobacillus sporogenes, produttore non solo di acido L-lattico, ma anche di notevoli quantità di glicosidasi, che assicurano la piena biodisponibilità degli isoflavoni. Il Lactobacillus sporogenes svolge anche un’altra importante azione, perché trasforma la Daidzeina in Equolo, che ha una configurazione sterica molto simile a quella dell’estradiolo e, tra tutti i metaboliti degli isoflavoni, è quello che svolge la più potente attività estrogena, molto più elevata di quella della stessa Daidzeina. Infine abbiamo voluto conferire all’Estromineral per compensare la condizioni che si verificano in concomitanza della menopausa clacio e vitamina B3 ed equiseto utili per un maggior assorbimento del calcio.
Inoltre abbiamo aggiunto estratto di Equiseto per fornire acido monosilicico, nel trofismo delle cartilagini e delle ossa”.
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