mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
21 Dicembre 2005

CONGRESSO SIFOERRORI IN OSPEDALE, PIU SICUREZZA CON I FARMACISTI IN CORSIA

Le proposte dei ‘professionisti del farmaco’ per tutelare la salute dei pazienti ricoverati e minimizzare i rischi legati all’uso non corretto di medicinali e dispositivi

Roma, 18 ottobre 2005 – Sistemi di segnalazione anti-errore, cartelle, armadi e carrelli informatizzati, che consentono di tracciare il percorso seguito dai farmaci in corsia, “palmari anti-errore”, con cui il medico può inviare le prescrizioni informatizzate direttamente in farmacia. E ancora, task force di controllo e dispensazione personalizzata dei farmaci. Sono alcuni suggerimenti della Società Italiana dei Farmacisti Ospedalieri (SIFO) che domani a Catania inaugura il 16° congresso nazionale dal titolo “Il rischio clinico: problemi, strumenti e priorità per la sicurezza dei pazienti”. Ogni anno nelle corsie italiane si verificano errori nell’uso di farmaci e dispositivi. “Si tratta, nella maggior parte dei casi, di errori evitabili – spiega la dott.ssa Giovanna Scroccaro, presidente della SIFO– prescrizioni scritte in modo poco leggibile, dosaggi non ben specificati, trascrizioni errate, indicazioni terapeutiche fornite verbalmente. Modalità di gestione che possono essere facilmente modificate all’interno degli ospedali, con una migliore organizzazione della filiera distributiva, qualche investimento tecnologico e una selezione più accurata dei prodotti farmaceutici”. Fondamentale l’allestimento delle preparazioni più delicate nei laboratori della farmacia una maggiore presenza del farmacista nei reparti, nei distretti e nelle case di riposo. Particolare attenzione va infatti garantita ai pazienti anziani, ricoverati nelle geriatrie e nelle case di riposo che assumono una grande quantità di farmaci.

L’argomento è di drammatica attualità, recenti fatti di cronaca hanno coinvolto diversi pazienti in varie strutture di cura nel nostro Paese. “Gli eventi delle scorse settimane sono stati imputati a errori commessi dai medici – commenta la dott. Scroccaro – Ma i dati raccolti dalla commissione ad hoc istituita dal Ministero della Salute in 174 aziende sanitarie dimostrano come si tratti perlopiù di “errori di sistema”, che vanno indagati per ricercare una soluzione valida per il futuro”.
Il primo passo è, in ogni caso, individuarli, per poi affrontarli con una task force specializzata in grado di ridurre al minimo le possibilità di sbagliare farmaco, dose, tempo di somministrazione. “Già da alcuni anni – sottolinea il dott. Pietro Finocchiaro, direttore Servizio Farmacia dell’Ospedale S. Luigi-S. Currò di Catania e presidente del Congresso – la SIFO sta lavorando alla definizione dello stato dell’arte del rischio clinico su tutto il territorio nazionale e alla messa a punto di strumenti per gestirlo, in modo da ridurre il più possibile gli errori commessi in corsia a danno dei pazienti”. “Per istituire un vero e proprio sistema di monitoraggio dell’errore – aggiunge il dott. Antonio Colicchia, direttore del dipartimento del farmaco della Usl Roma C e componente della Commissione Tecnica del Rischio Clinico del Ministero della Salute – è indispensabile sviluppare sistemi per “comunicare gli errori”, anche al paziente, superando la cultura del tacere diffusa nel nostro Paese, complice la mancata depenalizzazione dell’errore in Italia. Un traguardo già tagliato da altri Paesi, Stati Uniti in testa”.
Tanti i progetti in atto in tutto il territorio. “In Sicilia è stato messo a punto uno dei progetti più innovativi presso l’ISMETT (Istituto Mediterraneo per Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) – spiega Finocchiaro – il centro ha adottato la quasi totalità degli strumenti da tempo promossi dalla nostra associazione: la prescrizione informatizzata, la validazione delle prescrizioni da parte del farmacista ospedaliero e l’adozione della dose unica automatizzata. “Nel Lazio invece – aggiunge il dott. Colicchia – l’ospedale S. Eugenio ha inaugurato nel giugno 2003 PYXIS, sistema informatizzato per la tracciabilità e l’erogazione di farmaci e dispositivi, adottato in via sperimentale in due reparti (rianimazione e unità intensiva coronaria). Il sistema si basa su prescrizioni informatizzate che arrivano direttamente dal reparto alla farmacia e consente un abbattimento significativo dei costi: solo nel reparto rianimazione, in un semestre in osservazione, è stato registrato un aumento del 5% dei consumi a fronte di un incremento del 27% dei ricoveri, con un abbattimento di costi di 317 euro per paziente”.
E il Veneto non è da meno “Con un finanziamento congiunto Regione-Ministero della Salute – spiega la dott. Scroccaro – è stato recentemente avviato nella Regione Veneto il progetto di “ informatizzazione della terapia farmacologica in ospedale “ che vede la partecipazione di 9 aziende sanitarie. In tutto , 18 reparti ospedalieri sperimenteranno il sistema entro la metà del 2006. Il progetto, iniziato come fase pilota nel 2002 presso l’Azienda Ospedaliera di Verona, prevede di informatizzare tutte le fasi di gestione del farmaco, dalla prescrizione, all’approvvigionamento, eliminando tutti i supporti cartacei dell’intero processo, fonte riconosciuta di errore. Proposte concrete quindi che prevedono l’impegno e la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, le Istituzioni, ma anche i medici e gli infermieri. Vanno inoltre riconosciute, secondo il dott. Finocchiaro “le figure meglio capaci di gestire il rischio clinico legato all’utilizzo di farmaci, in particolare quella del farmacista ospedaliero che, per formazione ed esperienza diretta, è l’operatore sanitario più indicato a monitorare la situazione e garantire il corretto utilizzo dei farmaci. Ad oggi invece in molte realtà il personale appare carente, incapace quindi di svolgere correttamente compiti di supervisione della vita di corsia, dove con più facilità vengono commessi sbagli, complice la fretta e la cattiva organizzazione. Nella maggioranza degli ospedali il farmacista resta confinato nella farmacia e interagisce solo sporadicamente con medici e infermieri, con effetti diretti sulla corretta gestione dei farmaci in corsia”.
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