venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
25 Ottobre 2005

CONGRESSO AIOM 2005DUE GENOVESI AI VERTICI DELL’ONCOLOGIA ITALIANA

Sono Francesco Boccardo e Marco Venturini dell’Istituto Tumori

Napoli, 21 ottobre 2005 – Francesco Boccardo, 54 anni, primario dell’Oncologia medica B dell’Istituto Tumori di Genova, e Marco Venturini, 51 anni, dell’oncologia traslazionale A dello stesso istituto sono stati nominati ieri sera a Napoli rispettivamente presidente eletto e tesoriere dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la maggiore società scientifica della categoria con oltre 1800 iscritti. L’elezione è avvenuta nel corso dell’ultima giornata del VII Congresso nazionale AIOM. Boccardo, che affianca l’attuale presidente Emilio Bajetta ed entrerà ufficialmente in carica nel 2007, ha vinto di 46 voti la sfida che lo vedeva contrapposto a Giuseppe Colucci, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’ospedale oncologico di Bari. Un vero e proprio plebiscito invece per Venturini – una riconferma la sua – che ha raccolto 507 preferenze contro le 123 di Antonio Jirillo dell’Ospedale di Padova.
“L’Aiom – ha detto il presidente eletto – ha oggi un enorme potenziale di competenze e di credibilità a livello internazionale. Questo certamente grazie al lavoro del consiglio direttivo uscente e all’impegno di tutti i soci, anche di coloro che lavorano in sedi più periferiche. Per quanto mi riguarda – sono sempre parole di Boccardo – cercherò di ispirarmi ad una presidenza sobria ed essenziale. Il ruolo immediato è quello di collaborare con il nuovo direttivo e con il presidente Bajetta e di dare continuità agli indirizzi di questi anni. Quando, tra due anni, toccherà a me condurre l’AIOM, vorrei essere un presidente al di sopra delle parti, un garante delle idee di tutti, perché tutti possano avere ascolto e risposta”.
Su questioni come l’assistenza, l’accesso ai nuovi farmaci e i rapporti con le Istituzioni, Boccardo sostiene che l’AIOM deve “esprimersi senza equivoci e con autorevolezza, fornendo tutti gli elementi necessari perché chi di dovere possa prendere decisioni corrette. Sulla gestione della spesa farmaceutica in particolare, sarà necessario operare delle scelte, mantenendo un dialogo virtuoso ma molto fermo”.
Estremamente soddisfatto anche Marco Venturini che, oltre alla competenza, vede premiata una gestione virtuosa dell’Associazione, con un bilancio che nel 2004 ha chiuso in attivo di oltre 400.000 euro con una previsione simile nel 2005. Queste risorse economiche hanno permesso anche il definitivo varo della Fondazione AIOM, che necessitava di un capitale di almeno 200.000 euro per l’attivazione. “La Fondazione AIOM – ha ricordato Venturini – si occuperà prevalentemente di ricerca clinica indipendente: raccoglierà fondi da destinare a finanziare progetti di ricerca presentati all’AIOM”.
“In questi due anni – ha aggiunto Venturini – il mio ruolo all’interno dell’AIOM non si è però limitato alle mansioni di tesoriere. Quasi per caso sono stato coinvolto dall’Ufficio stampa in una serie di attività di comunicazione e di divulgazione, in particolare nei confronti dei pazienti. Dall’aprile 2004 l’AIOM offre un servizio di consulenza online. Si tratta di un’iniziativa che non era stata prevista dal direttivo ma che ci è stata, per così dire, imposta dagli eventi. Tutto è iniziato quando sul sito www.aiom.it, nell’area dedicata ai pazienti, abbiamo aperto un indirizzo di posta elettronica aiomnews@intermedianews.it con l’obiettivo di permettere agli utenti di comunicare con la redazione. In realtà sono iniziate ad arrivare richieste di aiuto di vario genere da parte dei pazienti, alle quali, su richiesta dell’Ufficio stampa, ho cercato di rispondere nell’arco delle 24 ore. Da aprile a dicembre 2004, le domande sono state 112. Dal primo gennaio 2005 ad oggi sono oltre 200, una crescita che ci pone di fronte a delle riflessioni. La prima è che l’avvento di Internet ha cambiato il vissuto della malattia. Chi si trova a dover fare i conti con una patologia grave come il cancro – paziente o congiunto che sia – naviga in rete nella speranza di trovare una soluzione al suo dramma, o perlomeno una condivisione: vuole sapere, cerca risposte. La conseguenza diretta di ciò è il cambio epocale nel rapporto medico paziente. La diagnosi di una qualsiasi neoplasia ha un impatto devastante, in grado di sconvolgere anche le menti più equilibrate. Sta a noi trovare i modi, il tempo e le parole giuste, oltre ai farmaci, per lenire i dubbi e le angosce dei malati e dei loro famigliari”.
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