lunedì, 23 novembre 2020
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5 Aprile 2006

CINQUEMILA MORTI OGNI ANNO PER ERRORI COGNITIVI. “ESSERE BRAVI MEDICI NON BASTA PER EVITARE DANNI”

sez,461

Presentato al CNR di Roma il volume curato dalla Fondazione Smith Kline.

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Roma, 5 aprile 2006 – Trentaduemila casi ogni anno. Sono questi i numeri indicativi delle morti in ospedale causate da errori medici: il 2,5% circa del totale dei decessi in Italia, secondo i dati Istat. Più dei morti per incidenti stradali. Si tratta di una stima rozza, certo, ma comunque rivelatrice di una situazione cui è necessario far fronte. Soprattutto se si considera che a questa cifra vanno aggiunti 300mila casi di danni alla salute, più o meno gravi (circa il 4% del totale dei ricoveri); che il danno economico provocato dagli errori si aggira intorno ai 260 milioni di euro all’anno solo per il prolungamento dei tempi di degenza e che molti errori, non avendo conseguenze manifeste e riconoscibili, non vengono individuati. Ma c’è di più: 1 su 6 di questi errori, circa 5.000, non è dovuto a negligenza, a incompetenza o a mancanza di conoscenze tecniche, bensì alla fallibilità del ragionamento umano: si chiamano errori cognitivi. Possibili soluzioni: formazione, lavoro in team e simulazione delle emergenze, come in aeronautica. Se ne è parlato oggi al Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma durante la presentazione del volume La dimensione cognitiva dell’errore in medicina, nel contesto di un più ampio progetto che la Fondazione Smith Kline dedica al tema delle decisioni in medicina e sanità e che comprenderà altre iniziative editoriali e programmi formativi universitari e di educazione continua.

“Gli errori cognitivi – spiega il dr. Vincenzo Crupi, ricercatore al Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dell’Università di Trento e al Laboratoire de Psychologie Cognitive dell’Università di Marsiglia – si verificano nel selezionare e nell’elaborare le informazioni rilevanti per prendere decisioni. Non si tratta insomma di errori dovuti, per esempio, all’impiego inappropriato di uno strumento oppure a un disguido organizzativo. Per questo anche gli specialisti più competenti possono commetterli”. “Nonostante conoscano il calcolo della probabilità e la statistica – aggiunge il prof. Gian Franco Gensini, presidente della Fondazione Smith Kline e preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze – i medici, nell’affrontare problemi decisionali complessi con limitate disponibilità di tempo, si affidano a scorciatoie mentali che producono errori sistematici e prevedibili, con conseguenze rilevanti sulla pratica clinica”.
Decidere, infatti, non sempre è facile, soprattutto in condizioni di rischio e di incertezza. “I medici, come gli analisti finanziari – spiega il prof. Matteo Motterlini, docente di Teoria delle decisioni all’Università San Raffaele di Milano nella prefazione del volume – hanno bisogno di raccogliere informazioni per ridurre l’incertezza, valutare ipotesi e considerare l’utilità degli interventi che ne conseguono”. Devono capire, insomma, che importanza dare ai diversi possibili scenari e agli esiti della propria azione. “Ma nell’integrare tutti gli elementi in vista di una decisione – prosegue Motterlini – non siamo ‘calcolatori’ rapidi ed efficienti. Per questo è importante imparare a riconoscere le condizioni in cui siamo più esposti al rischio di sbagliare. Gli errori cognitivi hanno quindi cause specifiche e possono essere prevenuti o corretti”. Con opportuni provvedimenti, alcuni immediatamente realizzabili.
“Innanzitutto – spiega il dr. Riccardo Tartaglia, direttore del Centro gestione rischio clinico della Regione Toscana – è necessario lavorare in team. Questo consente al medico di essere supportato nelle scelte e nelle decisioni, soprattutto in chirurgia e nelle situazioni di urgenza, dove oggi, per carenza di personale e di tempo, vi sono i maggiori problemi. Il gruppo di lavoro consente il confronto ed evita di accentrare eccessive responsabilità in una sola persona. Inoltre – continua Tartaglia – è ora di introdurre la formazione mediante simulazione, tanto importante quanto poco utilizzata nel nostro Paese. Nel settore aeronautico la simulazione ha avuto un grande sviluppo proprio per porre rimedio all’errore cognitivo. Si tratta di una modalità formativa che consente di capire le reazioni degli operatori, in questo caso i piloti, in situazioni critiche di emergenza. Perché se le procedure teoriche sono note a tutti, in caso di emergenza le reazioni possono essere molto diverse da persona a persona”.
“Dal punto di vista della formazione, invece – conclude il dr. Crupi – è opportuno introdurre gli operatori, fin dagli studi universitari, agli aspetti cognitivi della decisione e dell’errore in ambito medico, come già accade negli Stati Uniti. Inoltre è possibile mettere a punto procedure standardizzate che non risentano delle trappole cognitive e si rivelino efficienti se affiancate alle competenze degli esperti in specifici contesti applicativi. Vi sono ricerche che mostrano, per esempio, come procedure di questo tipo per la diagnosi di infarto cardiaco migliorino la qualità delle decisioni basate sul solo giudizio clinico individuale”. “Non a caso – continua il prof. Lorenzo Corbetta, Unità Funzionale di Medicina Respiratoria dell’Ospedale Careggi, Università di Firenze – il libro, che raccoglie alcuni dei più significativi contributi in questo settore di ricerca fortemente interdisciplinare, si inserisce in un contesto più ampio che la Fondazione Smith Kline dedica al tema delle decisioni in medicina e sanità. Un progetto che comprenderà altre iniziative editoriali e programmi formativi universitari e di educazione continua. Il primo tra questi sarà proprio un corso il cui obiettivo principale sarà introdurre i fondamenti della teoria normativa della decisione e gli esiti della ricerca cognitiva sulla decisione medica attraverso la lettura e la discussione di studi sperimentali e sul campo. Il corso darà spazio a esempi ed esercitazioni che suggeriscono come gli errori cognitivi possano essere riconosciuti ed evitati nei diversi compiti clinici in cui essi si presentano”.
Il volume, disponibile nelle principali librerie, si rivolge innanzitutto ai medici, a qualunque livello della loro formazione, e a tutti coloro che a vario titolo – psicologi, economisti, studiosi di informatica medica – sono interessati a una più profonda comprensione della natura e dei limiti del ragionamento clinico, nella convinzione che imparare a riconoscere gli errori e le loro cause sia il primo passo per commetterne meno. Per informazioni: www.fsk.it
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