sabato, 11 luglio 2026
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2 Dicembre 2002

CARCINOMA DELL’OVAIO, PARTE DAL SUD UN PROGETTO PER COMBATTERLO

Obiettivi di un nuovo studio, unico in Italia e tra i primi al mondo, migliorare terapia e qualità di vita per contrastare un killer silenzioso

Napoli, 2 dicembre 2002 – E’ uno dei tumori più micidiali e subdoli, non dà sintomi, solo un leggero rigonfiamento addominale. Ma nel 60% dei casi non lascia scampo. Colpisce 5mila persone all’anno, in particolare nella fascia d’età intorno ai 65 anni e rappresenta la quinta causa di morte nelle donne. In Italia, come in tutti i paesi industrializzati, è in aumento a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione.

Si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria di cui però ancora si parla poco: per aumentare la conoscenza del problema e fare il punto sulle nuove possibilità terapeutiche per contrastare questo tipo di cancro l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli, ha organizzato il convegno ‘Update sul Carcinoma dell’ovaio’. All’incontro, tenutosi stamane, hanno partecipato i primari di oncologia dell’Istituto napoletano e il prof. Robert Ozols, del Fox Chase Cancer Center di Philadelphia, considerato la massima autorità mondiale nel campo del tumore dell’ovaio. Il progetto di ricerca MITO è coordinato dal dott. Sandro Pignata, oncologo medico e responsabile del day hospital di chemioterapia del Pascale e dal prof. Stefano Greggi responsabile della ginecologia oncologica dello stesso Istituto.
MITO coinvolge 26 centri di oncologia del Centro-Sud e più di 500 donne, il 10% delle pazienti italiane; l’intento è migliorare il trattamento del carcinoma dell’ovaio e la qualità di vita delle pazienti. L’attenzione dei ricercatori è attualmente focalizzata sulle anziane, perché la malattia risulta fatale nel 95% delle donne che hanno superato i 75 anni. Per questo, nell’ambito di MITO, sta per partire uno studio del tutto nuovo per l’Italia e tra i primi al mondo che, spiega il dott. Sandro Pignata, “comprende 60 donne e serve a determinare se il taxolo, la molecola oggi più utilizzata per contrastare questa forma di tumore, debba essere somministrato una sola volta per settimana invece che ogni tre come si fa normalmente. Il taxolo si è rivelato l’arma farmacologica più efficace a disposizione e ha consentito – dal ’95 ad oggi – di migliorare la sopravvivenza del 5%. La somministrazione di dosi minori ma più ravvicinate, secondo le ipotesi dello studio, dovrebbe assicurare una più elevata qualità di vita e una migliore tollerabilità nella donna anziana, spesso una paziente difficile perché, oltre al tumore, è affetta da altre patologie come diabete e cardiopatie, fattori che complicano la terapia. Se, come credo, il nuovo studio di MITO darà risultati positivi, riusciremo ad elevare l’efficacia del trattamento e a salvaguardare al massimo la quotidianità delle persone”.
Trovare la cura più efficace è un punto cruciale per migliorare la prognosi di un cancro per cui è difficile attuare forme di prevenzione. A causa della scarsa sintomatologia il carcinoma dell’ovaio nel 70-80% dei casi viene diagnosticato quando è ormai in fase avanzata. Com’è emerso dal convegno, i test genetici rappresentano una nuova possibilità di diagnosi precoce, ma – precisa il prof. Greggi – “solo per le pazienti con familiari colpiti dallo stesso tumore. Non esiste, pertanto, alcuna metodica di screening su larga scala che si sia finora dimostrata realmente vantaggiosa. Nonostante ciò, grazie alla sempre maggiore adeguatezza del trattamento chirurgico e all’introduzione di nuovi farmaci antiblastici, si è osservato negli ultimi 30 anni un sensibile miglioramento della curabilità del carcinoma dell’ovaio: dal 20-30% degli anni ‘60 siamo passati all’attuale 50% di pazienti ancora vive a distanza di 5 anni dalla diagnosi. Attualmente gli obiettivi prioritari della ricerca sono perciò rivolti all’ulteriore incremento della guaribilità di questa malattia e ad un trattamento sempre più efficace, tutelando il più possibile la qualità di vita delle pazienti colpite da carcinoma dell’ovaio”.
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