mercoledì, 4 agosto 2021
Medinews
21 Dicembre 2005

CARCINOMA DEL COLONRETTO METASTATICO: NUOVE, CONCRETE SPERANZE DALLA TARGET THERAPY

A Parigi oltre 10mila esperti all’ECCO, principale congresso europeo di oncologia. Al via lo studio Crystal: a tempo di record concluso il reclutamento dei pazienti. Indagherà l’efficacia del cetuximab nella malattia in stadio avanzato

Parigi, 1 novembre 2005 – Il cetuximab si conferma ancora una volta un prezioso alleato degli oncologi impegnati a combattere il tumore del colon retto, al terzo posto in tutto il mondo con 360.000 casi e 190mila decessi ogni anno (37mila e 17mila solo in Italia). È quanto emerge dallo studio di fase III denominato ACROBAT, sulla combinazione della molecola con il regime FOLFOX-4, recentemente rivisto da esperti indipendenti. I coordinatori della review hanno confermato infatti i risultati sull’efficacia dell’inibitore del fattore di crescita EGFR come trattamento di prima linea contro il carcinoma colorettale metastatico: 79% di risposta contro l’81% evidenziato dai ricercatori dello studio ACROBAT. È emerso inoltre che nel 23% dei pazienti in cui il tumore si era diffuso al di fuori dell’intestino e precedentemente inoperabili, è stato possibile resecare le metastasi epatiche, condizione chiave per prolungare la sopravvivenza a cinque anni. Sulla base di questi risultati si è deciso di esplorare ulteriormente l’efficacia della molecola in un campione più ampio di pazienti. È stato annunciato oggi, alla 13esima ECCO Conference, che è stato completato il reclutamento per uno studio di fase III, denominato CRYSTAL, sul trattamento di prima linea di tumori avanzati con cetuximab e fluorouracile, acido folinico, irinotecan contro fluorouracile e irinotecan da soli. Ne sono stati selezionati 1212 in 189 centri in tutto il mondo tra coloro che non avevano ricevuto alcuna chemioterapia a parte quella adiuvante. L’endpoint primario è la sopravvivenza libera da malattia, quelli secondari la sopravvivenza totale, il tasso di risposta, la qualità di vita e la sicurezza.

Nella cura del tumore del colonretto sono stati compiuti notevoli passi in avanti. Basti pensare che si riesce a garantire la guarigione al 90% dei pazienti con neoplasia diagnosticata allo stadio iniziale. Queste percentuali precipitano drasticamente quando la malattia viene individuata in fase avanzata, in particolare quando sono presenti metastasi. “Ad oggi per i pazienti con tumore del colonretto metastatico la sopravvivenza a 5 cinque anni non supera il 3% – commenta infatti il prof. Eric Van Cutsem dell’Ospedale Universitario di Gasthuisberg di Leuven e coordinatore dello studio CRYSTAL – è necessario quindi concentrare gli sforzi su programmi di sviluppo clinico che offrano concrete opzioni terapeutiche e risultati di lungo periodo per questi pazienti”. Particolarmente interessanti in questo campo i risultati ottenuti con questa nuova categoria di farmaci, gli inibitori del fattore di crescita EGFR, fattore indispensabile per la proliferazione e quindi la sopravvivenza dei tumori. “Gli studi preliminari sul cetuximab – aggiunge il professore – come trattamento di prima linea mostrano percentuali di risposta altamente significative e risultati promettenti. È importante adesso stabilire se introdurre il farmaco prima possa offrire maggiori benefici ai malati”.
“Lo studio CRYSTAL – commenta il dr Bernhard Ehmer, vicepresidente dell’area oncologia della MercK KgaA – fa parte di un trial clinico globale di fase III su 5mila pazienti che costituisce una pietra miliare per la nostra azienda. I nostri continui investimenti confermano la nostra fiducia sulle potenzialità del cetuximab, ancora da esplorare”.
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