sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
11 Luglio 2003

CANCRO, LA QUALITÀ DI VITA PEGGIORA D’ESTATE

E’ l’altra faccia della bella stagione: stanchezza, solitudine, medici in vacanza minano l’esistenza del malato. L’appello degli specialisti: più attenzione e cure più efficaci

Roma, 11, luglio 2003 – Anziani, bambini, malati cronici: l’estate è un periodo difficile per i più deboli. L’allarme è particolarmente alto per le persone con tumore che, tra il 78 e il 96% dei casi, sono afflitte anche da fatigue, la ‘malattia nella malattia’ che impedisce di svolgere anche le normali attività quotidiane, come scendere le scale, lavarsi, vestirsi, condizione amplificata dalle alte temperature.
“La cura della fatigue – dichiara il prof. Francesco Cognetti, presidente nazionale dell’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma – deve essere più attenta d’estate, quando le condizioni per il paziente sono più avverse. Oggi, grazie a nuove molecole, è possibile assicurare anche nel periodo estivo una buona qualità di vita al malato oncologico”. L’interesse nei confronti del paziente non deve mai ‘andare in vacanza’, ammoniscono i massimi oncologi italiani riuniti oggi a Roma presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per il convegno ‘Bringing Science to Life’, per questo vanno utilizzate tutte le armi, anche farmacologiche oggi a disposizione. Tra questi, i nuovi farmaci antifatica. L’ultima nata si chiama darbepoietina alfa, ed è una nuova eritropoietina in grado di dare rapidamente benessere al paziente. La molecola, approvata dall’Emea nell’agosto del 2000 e in commercio ormai in quasi tutta Europa, da ieri è disponibile anche in Italia.

Darbopoietina alfa è in grado di incrementare l’emoglobina in modo da permettere al malato di affrontare la vita quotidiana in ripristinando una buona qualità di vita in sole 4 settimane invece delle 8 necessarie alle vecchie eritropoietine. Si somministra una sola volta la settimana contro le tre dei vecchi farmaci e ottiene effetti contro la fatigue in un maggiore numero di pazienti. Questi risultati, emersi dal convegno, appaiono ancora più importanti in questo periodo dell’anno: d’estate, infatti, le condizioni di alcuni pazienti, già compromesse a causa della malattia e del clima, possono peggiorare anche dal punto di vista psicologico. In questa stagione molti ambulatori chiudono, il personale ospedaliero viene diminuito, il medico di medicina generale riduce gli orari ambulatoriali o nomina sostituti per le ferie estive. Tutto ciò contribuisce alla sensazione di sconforto, solitudine e abbandono. “Se si tiene conto, poi – continua il prof. Cognetti – che un terzo dei pazienti oncologici ha più di 75 anni e già durante l’anno soffre di problemi legati all’abbandono è facile capire come, specialmente in questa stagione, i malati vadano assistiti con maggiore attenzione”.
“La chiusura estiva di posti letto all’interno degli ospedali o dei day hospital – continua Filippo De Marinis, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia Oncologica al Forlanini di Roma – è un grosso limite per i malati. Immaginate come si possa sentire una persona cosciente di dover affrontare la propria ultima estate abbandonata. Ma rappresenta un limite anche per gli operatori sanitari che poi si trovano a dover affrontare situazioni anche molto compromesse”. “Curare l’anemia e la fatigue – conclude Matti Aapro, oncologo del lavoro all’Istituto Gemolier, in Svizzera – è quindi sempre importante, ma soprattutto quando il paziente sta peggio. Anche una persona non malata si sente stanca durante l’estate: il paziente oncologico colpito da anemia si sente molto affaticato e non è in grado di recuperare forze neppure con il riposo. L’utilizzo di questi nuovi farmaci consente alla maggior parte dei pazienti di recuperare autonomia, la capacità di alzarsi dal letto ed affrontare la quotidianità”.
TORNA INDIETRO