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26 Novembre 2010

CANCRO, I FARMACI INNOVATIVI GARANTITI IN TUTTO IL PAESE. AIOM E SIFO: “STOP ALLA MIGRAZIONE PER OTTENERE LE CURE”

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Sant’Alessio Siculo (ME), 26 novembre 2010 – La Conferenza Stato-Regioni ne ha deciso l’immediata disponibilità, una volta approvati dall’AIFA, fino ad oggi per il 70% dei cittadini non era così. Ma dopo questo dato di fatto si apre un nuovo fronte: la dispensazione dei chemioterapici orali dalle farmacie private”

Addio alle disparità fra cittadini di regioni diverse: i farmaci innovativi approvati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) verranno da subito resi disponibili in tutta Italia. Fino ad oggi non era così: la disponibilità automatica era garantita solo per il 30% dei malati italiani. “Siamo molto soddisfatti. Avevamo denunciato questa situazione con la Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) pochi giorni fa al nostro Congresso nazionale e le Istituzioni hanno risposto prontamente. Attendiamo ora di conoscere la definizione che verrà data di “innovativo” e di capire quali farmaci oncologici vi saranno inclusi. Si tratta comunque di una misura concreta per porre un freno alla migrazione sanitaria interregionale e per garantire pari diritti a tutti i cittadini”– afferma il prof. Carmelo Iacono, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che oggi a Sant’Alessio Siculo celebra il primo Convegno Nazionale congiunto con la SIFO (Società Italiana Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) in campo oncologico. Le commissioni per i prontuari regionali avranno, successivamente, un tempo di 60 giorni per valutare le nuove molecole ed esprimere, eventualmente, un parere diverso da quello di AIFA, che deve essere motivato. “E’ questo un passo avanti – sostiene la SIFO -, in quanto si dà alle commissioni regionali un tempo definito per la valutazione, omogeneizzando le procedure. D’altro canto, per la prima volta AIFA terrà in considerazione eventuali controdeduzioni o motivazioni per un uso più ristretto e mirato dell’innovazione da parte delle Regioni, e questo a vantaggio della sanità complessiva italiana e, quindi, dei pazienti”. Grazie alla immediata disponibilità su tutto il territorio nazionale dei farmaci oncologici e a un tavolo tecnico permanente per monitorare eventuali disomogeneità, tutti i malati, da Bolzano a Ragusa avranno finalmente le stesse chance di battere i tumori, malattie che ogni anno nel nostro Paese colpiscono 255.000 persone. Chiuso positivamente il primo fronte dell’accesso alle cure più innovative, se ne apre uno altrettanto delicato. “Siamo preoccupati – spiega la prof.ssa Laura Fabrizio presidente della SIFO – perchè la recente determinazione AIFA sposta alcuni particolari farmaci oncologici orali, sino ad ora dispensati solo in ospedale o dalle Asl, anche nelle farmacie di comunità. I farmaci oncologici orali rappresentano un innegabile vantaggio per il paziente e per il Servizio Sanitario Nazionale ma necessitano, proprio perché possono essere assunti a domicilio, di un monitoraggio più attento e capillare. Il fatto che la somministrazione avvenga per via orale non incide sull’efficacia ma nemmeno sul pericolo di tossicità mantenendo necessario il costante controllo da parte di personale sanitario esperto”. La collaborazione fra le due società scientifiche si pone l’obiettivo di unire le competenze per una razionalizzazione della risorsa farmaco in ambito oncologico. Il Convegno che si tiene in Sicilia sancisce una valida alleanza tra AIOM e SIFO che in ambito ospedaliero coinvolge 1.000 reparti, oltre 1.500 specialisti e più di 500 farmacie che partecipano al Registro telematico dei Farmaci Oncologici sottoposti a Monitoraggio (RFOM) dell’AIFA per offrire cure più appropriate e sicure.

“Il nostro progetto ci ha permesso di evidenziare alcune criticità, come l’eccessiva burocratizzazione nella prescrivibilità di alcuni farmaci a fronte di risorse umane sempre più scarse con conseguente irrigidimento delle figure professionali coinvolte – afferma il prof. Carmine Pinto, coordinatore del working group AIOM ‘Rapporti con le Società Scientifiche’ –. Uno degli obiettivi principali è quindi individuare percorsi possibili per migliorare, nel nostro caso, il rapporto tra il farmacista di “dipartimento oncologico” ed il clinico: dobbiamo ribadire la centralità della prestazione oncologica. Con riferimento alle terapie orali sorgono tre problemi principali: il primo è la sicurezza del paziente, il secondo l’aderenza all’intensità di dose adeguata al trattamento e il terzo la gestione della tossicità complessiva. Un insieme di fattori che possono comportare una riduzione di compliance da parte del malato che potrebbe non seguire una cura adeguata”. La collaborazione fra AIOM e SIFO può portare a notevoli vantaggi sia per i malati sia per il sistema sanitario: “in particolare ad un aumento della sicurezza con riduzione degli errori di terapia – spiega Angelo Claudio Palozzo, coordinatore dell’area oncologica SIFO e direttore della Farmacia dell’Istituto Oncologico Veneto Irccs di Padova -. Inoltre la collaborazione fra società scientifiche di area oncologica-farmaceutica può produrre una riduzione importante dei costi di trattamento e una migliore gestione delle risorse mediante analisi di ‘budget impact’ e di farmacoeconomia, nonchè l’utilizzo di generici e biosimilari secondo regole ben definite”. Il Convegno siciliano conclude un percorso di sensibilizzazione nazionale che ha coinvolto nell’ultimo mese sei capoluoghi italiani, con il coinvolgimento di circa 300 specialisti delle due branche.

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