venerdì, 19 agosto 2022
Medinews
26 Febbraio 2007

CANCRO DELLA PROSTATA, +40% DI SOPRAVVIVENZA SENZA PROGRESSIONE CON SATRAPLATINO

All’ASCO Prostate Cancer Symposium di Orlando presentati i risultati dello studio SPARC

Orlando, 24 febbraio 2007 – Una nuova possibilità di trattamento per le persone colpite da tumore della prostata, il più diffuso tipo di cancro nei Paesi occidentali. All’ASCO Prostate Cancer Symposium, il massimo appuntamento del settore in corso ad Orlando ed alla presenza di circa 1000 delegati, sono stati presentati gli aggiornamenti dei dati dello studio SPARC (Satraplatin versus Prednisone Against Refractory Cancer), relativi alla sopravvivenza libera da progressione della malattia: nel 40% dei pazienti trattati con satraplatino con carcinoma prostatico ormone-refrattario (HRPC), che non hanno risposto alla precedente chemioterapia, si è evidenziato un aumento della sopravvivenza libera da progressione della malattia. “Con i risultati di questo studio, – afferma il Professor Daniel Petrylak, uno dei Principal Investigator dello studio SPARC – la molecola avrà potenzialmente un vasto ‘target’ fino ad ora non coperto da terapia. Proprio in quei pazienti con HRPC che non avevano avuto miglioramento con la chemioterapia tradizionale”. Lo studio internazionale SPARC, condotto in doppio cieco, ha arruolato 950 pazienti provenienti da più di 170 centri distribuiti in 16 nazioni di quattro continenti: a distanza di 6 mesi, il 30% delle persone trattate con satraplatino non ha mostrato progressione della malattia rispetto al 17% osservato nel braccio di controllo; e, dopo un anno, le percentuali registrate sono state rispettivamente del 16% e 7%. Sono risultati estremamente positivi che aprono nuove prospettive per la cura di una malattia di grande impatto sociale. “In Europa, – afferma il prof. Roberto Labianca, Presidente della Fondazione AIOM –, nel 2007, sono previsti oltre 200.000 nuovi casi e oltre 6.000 casi di morte per questa malattia. Oggi in Italia si registrano oltre 23.000 nuovi casi ogni anno e la mortalità si è dimezzata, assestandosi al valore del 7% delle morti per tumore negli uomini”. Si attende ora la disponibilità del farmaco anche in Europa.
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