5 Maggio 2009
CANCRO DELLA CERVICE E ADESIONE AL PAP TEST: ITALIA FERMA AL 40% . TESTIMONIAL E YOU TUBE PER RAGGIUNGERE LE DONNE PIÙ A RISCHIO
Roma, 26 marzo 2009 – Il presidente della SIGO Giorgio Vittori: “In UK raddoppiata l’adesione agli screening dopo il “caso Grande Fratello”. Vanno individuati linguaggi nuovi con l’obiettivo di sensibilizzare le più giovani ”
“La morte “in diretta” di Jade Goody ha acceso i riflettori sul tumore della cervice: malattia che colpisce circa 3.500 donne nel nostro Paese e ne uccide 1.000 ogni anno. Troppe, perché oggi abbiamo a disposizione strumenti diagnostici per individuarlo sul nascere e un vaccino per prevenirlo. Ma in Italia la media di adesione agli screening su invito è del 39,8%, con aree di criticità al Sud – questo il commento di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), in seguito alla morte della protagonista del Grande fratello inglese, che aveva deciso di mostrare alle telecamere la sua malattia, per contribuire a promuovere informazione e sensibilizzazione -. Quella della ragazza inglese è senza dubbio una vicenda triste che ha però avuto il merito di sottolineare l’importanza della prevenzione precoce: questo episodio ha determinato un incremento del ricorso al pap test fra il 20 e il 50%, con un parallelo aumento delle richieste di vaccino. Trasmissioni televisive e “testimonial” possono davvero esercitare un’importanza determinante e aiutare noi specialisti nel tutelare la salute femminile. Anche perché il tumore alla cervice, più di altri, colpisce le persone con i livelli di reddito e di istruzione più bassi, con una scarsa integrazione sociale. Situazioni che determinano una minor prevenzione (vaccino e pap test) e una maggiore esposizione ai fattori di rischio. In primis l’infezione da papilloma virus, responsabile di circa il 70% di queste neoplasie e, a seguire, i rapporti non protetti e l’elevata promiscuità sessuale e altre co-infezioni sessualmente trasmesse. Se vogliamo combattere efficacemente questa neoplasia è necessario concentrarci sui soggetti a rischio con i nostri messaggi – conclude il prof. Vittori -. Ecco perché la SIGO ha da tempo attivato una strategia di sensibilizzazione dedicata alle pazienti, ai ginecologi, ai medici di medicina generale, utilizzando anche la comunicazione su you tube: più facilmente accessibile e che si rivolge in particolare ai giovani. È inaccettabile che, a fronte di strumenti efficaci ed accessibili a tutti, questo tumore rappresenti ancora il terzo più diffuso nella fascia dai 15 ai 44 anni”.