venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
3 Ottobre 2008

CANCRO DEL SENO, L’ANALISI GENETICA PER INDIVIDUARE LE DONNE A RISCHIO DI RECIDIVA

Il test disponibile anche in Italia è costoso e non rimborsato dal Ssn, ma faciliterebbe la decisione del medico per salvaguardare la qualità di vita della paziente

Milano, 3 ottobre 2008 – È la genomica la nuova frontiera per migliorare le capacità del medico di prescrivere i trattamenti più opportuni alle donne colpite da cancro alla mammella. “In pratica – spiega il dott. Luca Gianni direttore dell’Oncologia medica all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – si fa una ‘mappa’ dei geni di un tumore. L’espressione di alcuni di questi geni favorisce la recidiva, cioè che la malattia si ripresenti. Se questi sono espressi, il medico potrà scegliere una terapia più aggressiva e mirata per la sua paziente. Oppure, un trattamento più leggero per quelle che non sono a rischio di recidiva, per salvaguardarne la qualità di vita.” Questi test sono già disponibili in America e in Europa, seppur con lievi differenze, ma regolarmente eseguiti dai medici americani al punto da entrare a pieno diritto nelle linee guida di riferimento. In Italia non esistono ancora tali disposizioni, i test sono molto costosi e non rimborsabili dal Ssn e sono prescritti ancora molto raramente. Resta comunque il fatto che rappresentano un notevole passo avanti nella conoscenza della malattia e per la decisione della scelta terapeutica della paziente.

Il seminario che si svolge oggi all’Istituto dei tumori di via Venezian è l’ottavo organizzato dalla Fondazione Michelangelo e vede raccolte le personalità più rappresentative della genomica a livello mondiale. Interverrà un luminare della statistica e della biostatistica, il prof. Richard Simon del National Cancer Institute di Bethesda e i professori Soon Paik e Rene Bernards che hanno sviluppato due dei test disponibili in America e in Europa. Durante il seminario si discuterà, con i professori Lajos Pusztai e Antonio Wolff, sull’efficacia dei biomarcatori, oggi usati, nella caratterizzazione della malattia e dell’influenza che la genomica possa avere sulla scelta terapeutica. “È proprio questo aspetto che interessa a noi oncologi – prosegue il dott. Gianni – capire se una donna con diagnosi di cancro alla mammella e sottoposta a chirurgia per la prima volta possa avere un esito favorevole della malattia. I biomarcatori e i profili di espressione genica dei tumori possono aiutarci a fare cioè scelte meditate, più modulate alle reali esigenze della paziente.” Il tumore al seno colpisce ogni anno circa 32 mila donne in Italia. Il tasso di mortalità negli ultimi 5 anni ha iniziato a decrescere. Secondo le statistiche nel 70% dei casi si ottiene la guarigione completa, mentre la cifra sale al 90% nel caso in cui si riesca ad avere una diagnosi precoce. Ogni anno il carcinoma mammario fa registrare nel mondo oltre un milione di nuovi casi con un’incidenza nei Paesi europei di una donna ogni 16.
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