sabato, 11 luglio 2026
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25 Settembre 2007

CANCRO DEL SENO: CON L’IXABEPILONE AUMENTANO LE SPERANZE DI SOPRAVVIVENZA SENZA PROGRESSIONE DI MALATTIA

Presentati i risultati di un ampio studio su pazienti in fase avanzata. Dati incoraggianti anche nelle fasi piu precoci

Barcellona, 25 settembre 2007 – Aumenta la sopravvivenza nelle donne con tumore del seno in fase avanzata e si è dimostrato efficace nelle pazienti che avevano sviluppato una resistenza alle terapie tradizionali: si tratta dell’ixabepilone, un nuovo chemioterapico per la cura di questa malattia. I risultati di un vasto studio di fase III con questa molecola vengono presentati oggi al Congresso Europeo di Oncologia, in corso a Barcellona.
Al congresso europeo vengono anche presentati incoraggianti risultati di altri trial di fase II con ixabepilone, che dimostrano come questa molecola sia efficace anche in fasi più precoci della malattia. Dopo l’iniziale sviluppo nel trattamento di pazienti metastatiche, Bristol-Myers Squibb è infatti fortemente orientata a studiare le piene potenzialità di ixabepilone negli stadi iniziali del cancro al seno.

Lo studio di fase III ha coinvolto 752 donne già trattate con chemioterapia standard; le pazienti sono state randomizzate ed hanno ricevuto Ixabepilone e capecitabina combinati o solo capecitabina. Nelle donne che hanno ricevuto il trattamento combinato si è ottenuto un incremento della sopravvivenza libera da progressione di malattia, con un profilo di tossicità accettabile e maneggevole. Promettenti anche i risultati degli ulteriori studi presentati a Barcellona ed in corso con Ixabepilone, con un’incoraggiante attività antitumorale nelle pazienti in fasi più precoci della malattia, a cui stanno partecipando oltre 20 centri di oncologia in Italia. Gli epotiloni presentano un meccanismo d’azione unico e innovativo, che riesce a distruggere le cellule cancerose che si sono dimostrate resistenti ad altri tipi di chemioterapia. Agiscono legandosi alla tubulina, una proteina coinvolta nella divisione cellulare, e riescono ad inibire la proliferazione delle cellule tumorali. Hanno inoltre dimostrato una minore predisposizione a sviluppare meccanismi di resistenza.
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