mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
13 Settembre 2007

CALCOLI BILIARI, CURARLI SUBITO PER PREVENIRE LA PANCREATITE

Due giorni di lavori per fare il punto sulle più importanti malattie dell’apparato digerente

Udine, 13 settembre 2007 – Pancreatiti, epatiti, infiammazioni croniche intestinali, reflusso gastroesofageo e dispepsia sono gli argomenti trattati dai gastroenteologi che hanno scelto Udine per il III corso di aggiornamento. Le malattie dell’apparato digerente sono sempre più nell’occhio del ciclone, aumentano i casi e – come la pancreatite acuta – determinano gravi rischi per il paziente. “La calcolosi biliare è la causa più frequente della pancreatite acuta: i calcoli, passando attraverso le vie biliari, possono impedire il deflusso del secreto pancreatico e scatenare la malattia – spiega il presidente del convegno, Dott. Maurizio Zilli, Direttore della SOC di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine – che di solito si manifesta in forma lieve; la forma grave, che colpisce 1 persona su 5, ha una mortalità non trascurabile, anche maggiore del 15%.”

“Le diverse patologie dell’apparato digerente – afferma Zilli – coinvolgono non solo il gastroenterologo, ma anche altri specialisti, quali il chirurgo, l’oncologo, il radiologo, il clinico medico, il nutrizionista. Tutte figure professionali che affrontano quotidianamente lo stesso problema da punti di vista diversi e che collaborano fra loro in modo multidisciplinare”. Alla diagnostica e al trattamento delle pancreatiti acute sono dedicate due delle tre sessioni della prima giornata del corso. “Il monitoraggio intensivo, la terapia medica (gabesato mesilato, antibiotici) ed il supporto nutrizionale, se instaurati precocemente, si sono rivelati particolarmente efficaci – continua Zilli – nel trattamento della pancreatite acuta grave, per la capacità di contrastare i processi che innescano e aggravano questa temibile malattia. La terapia endoscopica insieme all’intervento chirurgico di colecistectomia, rappresentano al momento il ‘gold standard’ nella terapia della calcolosi dell’albero biliare e nella prevenzione delle pancreatiti”. La prima giornata si conclude con un simposio sulle terapie emergenti per il cancro del fegato, che occupa il quinto posto nel mondo come frequenza ed è la terza causa di morte per malattie neoplastiche. In Italia la sua incidenza varia tra il 2.4 ed il 7.5 per 100.000 abitanti, maggiore in aree geografiche in cui alcuni fattori di rischio, come l’abuso alcolico e le infezioni virali, sono più frequenti. Il progresso nei trattamenti, dallo sviluppo di nuovi farmaci chemioterapici all’introduzione di nuove procedure radiologico-operative loco-regionali che tendono a distruggere la massa tumorale (quali chemio-embolizzazione e ablazione percutanea), si è associato agli interventi chirurgici tradizionali, come le resezioni di parte del fegato fino ad arrivare al trapianto, che rappresenta una buona risorsa per affrontare il problema tumorale e allo stesso tempo la malattia che lo ha causato. La seconda giornata si articola in due sessioni. La prima è dedicata quasi interamente alla terapia delle malattie infiammatorie croniche intestinali: dai farmaci tradizionali ai farmaci biologici. Nell’ambito del III Update in gastroenterologia è stato per questo inserito un focus sui farmaci biologici ancora in sperimentazione, che hanno dato risultati clinici importanti e che nel prossimo futuro potrebbero costituire un’ulteriore alternativa terapeutica.
Nella seconda sessione invece si parlerà di reflusso gastroesofageo e dispepsia, patologie un tempo considerate “di nicchia” ed oggi invece molto diffuse. Un pool di esperti di fama internazionale è stato riunito a Udine per offrire ai partecipanti novità e stimoli di discussione ed aggiornamento.
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