sabato, 31 luglio 2021
Medinews
25 Giugno 2004

“BEACH SOCCER” A RISCHIO CUORE

Partite di calcio sulla spiaggia, sotto al sole e senza allenamento, possono affaticarci pesantemente. I consigli pratici dei cardiologi per affrontare in salute la stagione estiva

Roma 25 giugno 2004 – Luglio è alle porte e l’estate entrata nel pieno del suo periodo. Si esce più spesso, aumentano le passeggiate e le cene sotto le stelle. La temperatura si fa più elevata, il cambiamento delle abitudini di vita e alimentari possono comportare uno sforzo del cuore per adattarsi a queste mutate condizioni. “Per di più durante le vacanze – afferma il prof. Francesco Perticone, Presidente dell’Associazione Nazionale Cardiologi ExtraOspedalieri (ANCE) – c’è il rischio di voler “strafare” concentrando in pochi giorni tutto quello che non si è fatto durante l’anno: ballare, tirar tardi, esagerare con i cibi e con l’alcol, eccedere nell’attività fisica e sportiva”. La vacanza estiva diventa così un periodo di superlavoro per il nostro cuore. “Chi ha intenzione di svolgere attività fisica – continua il prof. Perticone – può farla dopo un opportuno periodo di allenamento. Evitare sopratutto le partitelle di pallone e di beach volley sulla spiaggia nelle ore più calde, dalle 11.00 fino alle 17.00, perché si può andare incontro a crampi di calore, spasmi dolorosi dei muscoli delle gambe, ad un collasso da calore con la perdita improvvisa di coscienza di pochi minuti, colorito grigio-cinereo del volto, pelle fredda, pupille dilatate, pressione bassa ed infine un eccessiva esposizione al sole può portare al classico colpo di calore, che provoca febbre elevata ed affligge di solito gli anziani con malattie croniche come l’aterosclerosi e l’insufficienza cardiaca”.
Cosa fare, quindi, per passare delle vacanza in relax e in salute senza andare incontro a delle disavventure? Per mettersi al riparo da tutti questi disturbi, ecco alcune semplici regole raccomandate dal cardiologo:

– Acclimatamento. Per adattarsi al calore il nostro organismo ci mette 3 o 4 giorni, attuando una serie di ‘strategie’. La più rapida è il sudore: fino a quando si suda l’organismo riesce a sopportare temperature molto alte, a patto che si assuma una quantità sufficiente di liquidi e di sodio. Nei primi giorni di afa è importante esporsi gradualmente al calore, soggiornando se possibile in ambienti freschi.
– Acqua. È la principale ‘medicina’ dell’estate: bere tanto per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione aiuta a mantenere il corretto equilibrio omeostatico tra le cellule e il sangue. Evitare le bevande alcoliche, quelle fortemente gassate e zuccherate e abbondare invece con le spremute come quelle di arance che garantiscono un apporto di vitamine e assicurano un adeguato apporto di liquidi e di sali minerali che nell’anziano sono particolarmente importanti.
– Sale. Uno degli accorgimenti più semplici, eppure poco seguito, è proprio quello di aggiungere un pizzico di sale in più nel condimento dei cibi: un ‘trucco’ che d’estate aiuta a non perdere troppi liquidi e a scongiurare crampi, collassi e colpi di calore.
– Alimentazione. Evitare pasti abbondanti e cibi particolarmente elaborati, dare la preferenza a carboidrati (pasta e pane) utilizzando condimenti semplice come il pomodoro fresco e l’olio crudo di oliva, prediligere verdure e frutta perché oltre a essere un importante fonte di sali minerali e vitamine contribuiscono anche al fabbisogno di liquidi di cui necessita il corpo.

“Questi semplici accorgimenti – conclude il prof. Perticone – diventano fondamentali per l’anziano che resta solo in casa. Per loro inoltre è necessario assicurare una certa aerazione all’ambiente in cui soggiornano. Molti anziani hanno, infatti, la cattiva abitudine di chiudere tutte le tapparelle dei balconi e delle finestre e questo non giova ad una adeguata ventilazione. Per di più le persone di età avanzata fanno molto sforzo a bere bisogna quindi cautelarsi un apporto idrico adeguato evitando bevande gelate per non andare incontro ad effetti spiacevoli. Qualora dovesse comparire un malore di qualsiasi tipo, da non sottovalutare mai, anche il più banale, occorre rivolgersi prima al medico curante, oppure alle strutture pubbliche o di volontariato che possono rassicurarlo o prestare un immediato soccorso qualora ce ne fosse bisogno. L’anziano spesso è un individuo nel quale coesistono piu patologie non a caso viene definito ‘fragile’; la sottovalutazione di un sintomo anche banale come un capogiro potrebbe avere la sua importanza”.
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