giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
21 Marzo 2006

ASMA: CURA ‘INTERMITTENTE’ PER CASI LIEVI PERSISTENTI

È quanto emerge da uno studio appena pubblicato sul New England
Il prof Fabbri: “confermata validità cure continue per le forme più gravi”

Ferrara, 29 aprile 2005 – Novità in vista per chi soffre di asma. Per i pazienti affetti da forme lievi persistenti, è possibile ricorrere a una terapia ‘intermittente’, che prevede, cioè, solo trattamenti periodici – della durata di una decina di giorni – con cortisonici somministrati per via inalatoria. Una grande semplificazione della cura ed una migliore qualità di vita per pazienti fino ad oggi sottoposti alle tradizionali terapie giornaliere. È quanto emerge da uno lavoro americano appena pubblicato sul numero di Aprile della prestigiosa rivista New England Journal of Medicine e commentato con un editoriale dallo specialista italiano Leonardo Fabbri, Direttore della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Lo studio è stato condotto su circa 200 pazienti affetti da questa forma di asma. “Si tratta di una novità importante per questa categoria di pazienti asmatici – commenta il prof Fabbri – Novità che sfata una credenza, diffusa tra gli specialisti ma mai confermata da studi adeguati, secondo la quale è sempre necessario sottoporre i pazienti asmatici a terapia continuativa come sorta di prevenzione di eventuali riacutizzazioni e di evoluzione della malattia”. “Secondo lo studio – prosegue – i pazienti con asma lieve possono tenere la malattia sotto controllo, pur a fronte di uno stato infiammatorio, senza inalare continuativamente cortisone tutto l’anno, ma solo a cicli quando si avvertono i sintomi di un peggioramento e solo per una decina di giorni. Si evita così di esporre a potenziali rischi associati ad un eccessivo accumulo di cortisone nell’organismo pazienti che non ne hanno bisogno. È necessario tenere presente infatti che i trattamenti che non guariscono la malattia ma la tengono sotto controllo, possono protrarsi per tutta la vita.
“Questo protocollo terapeutico – conclude il Prof. Fabbri – oltre a richiedere altri studi di conferma, si limita ai pazienti rigorosamente classificati come lievi persistenti. Ampie e recenti evidenze (studi GOAL and STAY) hanno provato la necessità, in caso di forme di asma moderato e grave persistente, di una terapia continua e più aggressiva con cortisonici inalatori associati a broncodilatatori a lunga durata d’azione.

I risultati dello studio e le sue conseguenze per la popolazione sempre più numerosa di asmatici – si parla ormai di quasi 5 milioni di malati solo in Italia – saranno presentati dal pneumologo in occasione di un Workshop su Asma e Sport che si terrà sabato 30 aprile presso la sala congressi della Caffetteria del Castello Estense a partire dalle ore 14.30. L’incontro è previsto tra le iniziative organizzate in occasione della Giornata Mondiale della Sanità 2005, celebrato il 3 maggio, il cui titolo è quest’anno “The unmet needs” (gli obiettivi non raggiunti). Fra questi obiettivi mancati è contemplato quello di sfatare un pregiudizio diffuso secondo cui esisterebbe una incompatibilità di fondo tra sport e asma. Per dimostrare al grande pubblico come essere asmatici non costituisca un ostacolo all’attività sportiva è stata organizzata a Ferrara il prossimo 1 maggio una competizione podistica quest’anno dedicata al giovane luminare pneumologo recentemente scomparso, il prof. Maurizio Vignola di Palermo. Ma si è voluto fare un passo in più e approfondire questa tematica anche in un workshop nazionale su “Asma e Sport”. All’incontro parteciperanno, tra gli altri, Filippo Tesi, presidente di Federasma, Pierluigi Paggiaro, Professore Associato in Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università di Pisa e il Prof Lorenzo Corbetta, Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università egli Studi di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena. “L’incontro – commenta Corbetta – offrirà l’occasione per enfatizzare l’utilità dello sport nella vita quotidiana del paziente asmatico e per aggiornare medici e addetti ai lavori sulle normative internazionali e nazionali sull’uso dei farmaci antiasmatici. Una panoramica su questa malattia del respiro che colpisce solo in Italia, circa 5 milioni di persone, ma su cui sono diffuse false credenze, una cattiva aderenza ai trattamenti, un mancato controllo”. Il convegno offrirà inoltre l’occasione al Prof Fabbri per commentare i risultati di questo studio che offrirebbe al 10-20% dei pazienti asmatici una alternativa terapeutica valida e gravata da minori effetti collaterali.
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