Medinews
29 Dicembre 2007

ALLARME DIABETE IN VENETO: UN “SOMMERSO” DI 100.000 MALATI

I nuovi dati frutto di una ricerca SIMG su ‘Health Search’, il più vasto date-base della Medicina Generale Italiana: pazienti a rischio perchè non si curano bene. Al via il progetto ‘Entriamo in sintonia’ per insistere sulla prevenzione

Padova, 21 settembre 2007 – I veneti che soffrono di diabete sono il 50% in più di quanto non dicano le stime ufficiali: 300mila, il 6,5% della popolazione invece di 200mila, il 4,5%. Inoltre solo il 44% di tali pazienti risulta avere l’esenzione per le cure secondo quanto emerge dai dati della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) sulla popolazione del Triveneto. E’ l’allarme lanciato dai medici di famiglia riuniti da oggi a Padova per il congresso del Triveneto che si conclude domani all’hotel Sheraton. “I dati della medicina generale sono più vicini alla realtà di quelli del Sistema sanitario regionale – afferma Bruno Franco Novelletto, presidente SIMG di Padova e coordinatore regionale di ‘Health Search’– in quanto non basati su ricoveri, esenzioni o farmaci ma direttamente su circa un milione e mezzo di cartelle cliniche le cui informazioni vengono periodicamente inviate da 800 medici di medicina generale in tutta Italia”. Il diabete è una malattia dovuta a carenza di insulina e a insulino resistenza. “Altro dato di grande rilevanza clinica – sottolinea il dott. Novelletto – è che circa il 6% di pazienti, cioè 18.000 malati, presentano il cosiddetto “prediabete” cioè una glicemia superiore a 100 mg/dl e inferiore a 126 mg/dl, una condizione che predice già, se non ben controllata, lo sviluppo di diabete ed eventi cardiovascolari. Soprattutto se non tenuto sotto stretto controllo, infatti, il diabete è una bomba a orologeria perché aumenta di 2-3 volte il rischio di infarto e ictus”.

Che fare dunque? “Stili di vita più sani, controlli di glicemia, pressione e peso sono fondamentali per ridurre gli eventi cardiovascolari – afferma la dr.ssa Raffaella Michieli, Segretario Nazionale della SIMG – purtroppo però, anche alla luce dei dati sul diabete ‘sommerso’ in Veneto, va sottolineata l’importanza del rapporto medico/paziente nell’aderenza ai consigli sia terapeutici che di altro genere. Per questo la SIMG lancia proprio da Padova ‘Entriamo in sintonia’, innovativo progetto nazionale in cui i medici propongono nuovi strumenti per rendere più efficace la comunicazione camici bianchi-cittadini”. Tra gli strumenti selezionati in anteprima nazionale a Padova poster negli ambulatori per lanciare efficaci messaggi sulla necessità di stili di vita salutari, corsi multimediali per il miglioramento della comunicazione medico/paziente, campagne d’informazione sul riconoscimento dei segnali del proprio corpo e sul loro significato, e progetti di ricerca che permettano la valutazione del miglioramento nella salute delle persone e dei costi del sistema, attuando le misure preventive consigliate. Secondo i dati SIMG, inoltre, le visite dal medico di famiglia sono raddoppiate dal ’96 al 2002 e i pazienti con diabete vanno dal loro medico con una frequenza doppia (in media 11 visite in ambulatorio ogni anno) rispetto a chi non ha questa malattia (6 visite all’anno). “Nonostante ciò – continua la dr.ssa Michieli – ancora i risultati in termini di ‘compliance’, cioè di aderenza a trattamenti e consigli, stentano ad arrivare. Noi medici parliamo ancora troppo il ‘medichese’, i pazienti spesso non comprendono l’importanza dei consigli da noi forniti e non seguono le prescrizioni. In questo modo non si riesce a promuovere abbastanza la prevenzione e a farne le spese non sono solo i cittadini ma anche l’intero Servizio sanitario”. Ad esempio il diabete può portare a eventi cardiovascolari devastanti per la persona e per la sua famiglia, elevando enormemente i costi che la società è costretta ad affrontare. “La prevalenza dei diabetici in Veneto da noi riscontrata è una percentuale generale elevata – commenta il dott. Maurizio Cancian, Presidente regionale di SIMG Veneto – ma se si osserva la fascia d’età dai 50 ai 60 anni, il dato sale al 7%, dai 60 ai 69 è del 14% e dai 70 ai 79 il 18%, quindi dopo i 50 anni la prevalenza del diabete è il doppio del dato generale. Il data-base nazionale ‘Health Search’ della SIMG è uno più vasti e affidabili in Europa tanto che già dal 2004 i suoi dati vengono utilizzati per la stesura del rapporto OSMED (rapporto nazionale sui farmaci in Italia).”
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