mercoledì, 4 agosto 2021
Medinews
27 Luglio 2005

AIDS: L’EPIDEMIA CAMBIA ANCORA FACCIA. NUOVO AUMENTO FRA I GAY

La storia dei 25 anni della malattia in un libro edito dall’Ansa.

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Roma, 26 luglio 2005 – Prima gli omosessuali e i tossicodipendenti, ora soprattutto eterosessuali, ed infine un nuovo aumento fra i gay. L’Aids sta cambiando di nuovo faccia, colpa del disinteresse. E’ la nuova conferma che si è abbassata la guardia nei confronti dell’Aids e questo è avvenuto anche all’interno della comunità omosessuale, la prima in campo contro la malattia. Lo rivela un’indagine dell’Associazione Anlaids che con una celebrazione in Campidoglio festeggia i suoi 20 anni rendendo noti i risultati di un’indagine in 28 centri di diverse regioni italiane su richiesta del Dipartimento per la lotta alla droga della presidenza del Consiglio. L’infezione percentualmente cala tra i tossicodipendenti mentre sono sempre piu’ a rischio gli omosessuali tra i quali c’e’ stata una incidenza del 26% delle infezioni nel 2004. L’appello che arriva dall’Associazione e’ quello di concentrare la prossima campagna informativa proprio invitando le persone con comportamenti a rischio a fare il test. Ed in particolare l’invito deve essere rivolto agli omosessuali, agli immigrati e alle donne che vogliono programmare una gravidanza. Secondo gli immunologi ed in particolare Ferdinando Aiuti, presidente Anlaids, ad un certo punto e’ calata l’attenzione sulla malattia. Molti giovani sono cosi’ cresciuti senza aver avuto alcun tipo di informazione o sensibilizzazione al riguardo. Una mancanza di cultura della prevenzione molto presente fra gli omosessuali che per primi si sono mobilitati contro l’epidemia. L’incidenza dei nuovi casi e passata da ”pochi” fino al 26%. Il 62% delle persone scopre poi di essere sieropositivo quando ormai e’ in Aids conclamata, e quindi dopo tanti anni di inconsapevole trasmissione del virus ad altri, con rapporti sessuali o attraverso altri comportamenti a rischio. Fra le donne sieropositive, ha inoltre spiegato l’immunologo, ben una su quattro ha scoperto l’infezione proprio quando era in gravidanza. La ripresa della diffusione dell’Aids tra la popolazione gay, e in generale per via sessuale, ”trova una responsabilita’ diretta e grave nel ministero della Salute del governo Berlusconi, che ha cancellato, per la prima volta dalla comparsa della malattia in Italia, ogni campagna specificamente rivolta alla popolazione omosessuale”, accusa il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice. ”Mentre stiamo assistendo ad un’evidente ripresa della trasmissione sessuale dell’Aids – continua Lo Giudice -, il governo Berlusconi ha scelto di escludere ogni riferimento all’uso del profilattico dalla campagna di informazione e prevenzione. Ha inoltre interrotto, senza motivo, la prassi, fatta propria da tutti i precedenti governi della Repubblica, di coinvolgere le associazioni gay nelle campagne di prevenzione e ha cancellato le iniziative e gli strumenti specificamente rivolti alla popolazione omosessuale”. Ma le nuove infezioni non si fermano. ”Il silenzio del governo significa una condanna a morte per tanti giovani. Per questo non possiamo che unirci all’appello del professor Fernando Aiuti, presidente di Anlaids, ad incentrare la prossima campagna informativa sulle persone con comportamenti a rischio”, ha aggiunto Lo Giudice. In Italia come in molti paesi del mondo, le organizzazione gay sono state le prime a mettere in campo, con l’aiuto delle istituzioni, misure di prevenzione dell’Aids, ricorda il responsabile salute di Arcigay, Raffaele Lelleri. ”Hanno compiuto – conclude Lelleri – un grande sforzo di sensibilizzazione della popolazione gay, diffondendo pubblicazioni, distribuendo gratuitamente profilattici, promuovendo una sessualita’ consapevole e protetta. Negli ultimi anni la scelta del governo ha sottratto risorse a tutte queste attivita’. Invece di valorizzare questa esperienza virtuosa, il governo Berlusconi ha deciso di ignorarla”. (ANSA).
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