martedì, 16 agosto 2022
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28 Aprile 2003

AGGIORNAMENTO MEDICO: EUROPA DIVISA SULL’ECM, ITALIA ALL’AVANGUARDIA

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Milano, 28 marzo 2003 – Sessantamila corsi a disposizione di 850mila medici di famiglia, farmacisti, infermieri professionali e altri operatori sanitari. E’ il programma di aggiornamento che l’Italia ha preparato in circa un anno per effetto della legge del 1999 sull’educazione continua in medicina (ECM) per i camici bianchi che ‘tornano a scuola’. E risulta il più avanzato di tutta Europa. Questa la fotografia, lusinghiera per il nostro Paese e caotica sul versante europeo, scattata al I Simposio Internazionale sull’educazione medica dal titolo ‘Usa-Europe: Sharing the Educational Effort’, organizzato della Fondazione Serono tenutosi a Milano. Obiettivo dell’incontro con i massimi esperti internazionali, tra i quali i rappresentanti dell’American Medical Association (AMA) e dell’Unione degli specialisti europei: globalizzare l’educazione medica. Nel resto d’Europa aggiornarsi è obbligatorio, ma solo per i medici, in Gran Bretagna e Belgio, l’Olanda ha regole diverse e la Spagna muove ora i primi passi. In Portogallo l’aggiornamento è volontario. In Europa, dunque domina la frammentazione. “Dato che abbiamo una moneta comune – afferma il prof. Walter Canonica, presidente del Consiglio europeo che riunisce 39 Società scientifiche nazionali – mi sembra corretta la libera circolazione del sapere, lauree incluse”.
Nel Vecchio continente i sistemi di aggiornamento medico sono incompatibili da paese a paese e i congressi europei non valgono ai fini dell’accreditamento in Italia.
“Per rispondere alla forte richiesta di aggiornamento scientifico che proviene dal nostro paese – afferma Alfonso Negri, segretario generale dell’Italian Council for Accreditation in Pneumology e del Comitato scientifico della Fondazione Serono – stiamo lavorando su due fronti: da un lato per creare strutture delegate dal Ministero a concedere il punteggio professionale, Università, Società scientifiche ed enti privati, dall’altro promuovendo la formazione via computer o editoriale in modo da arrivare in tutte le aree del Paese, anche a chi non ha tempo per spostarsi”. Ma chi garantisce sulla qualità dell’aggiornamento? “Negli Stati Uniti – spiega Dennis Wentz, direttore dell’educazione continua dell’American Medical Association (AMA), ente americano preposto all’ECM – ci sono due organizzazioni che accreditano i corsi in sanità: l’AMA, appunto, e l’American Council for CME. Queste, a loro volta, autorizzano altre istituzioni ad accreditare i corsi, ad esempio università o organizzazione private come Serono Foundation, e ogni 4 anni riverificano queste autorizzazioni”.Sulla scia di quanto succede negli Usa l’Italia sta diramando linee guida per identificare i ‘professori’ di medici, farmacisti e infermieri del Bel Paese, sia pubblici (Università, Associazioni scientifiche) che privati. Tra questi c’è già Serono Foundation, “un’organizzazione non profit – spiega la presidente Maria Grazia Calì – che conta 32 anni di esperienza nell’ECM. Dall’’86 siamo provider accreditati di ECM in Usa, siamo presenti anche in Australia, Francia e Svizzera e il nostro scopo principale è educare dal punto di vista professionale non solo i medici ma anche i farmacisti e tutti gli operatori sanitari a livello mondiale per una globalizzazione del sapere medico”.

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