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21 Marzo 2006

A MONTECARLO L’ ITALIA IN “POLE-POSITION” NEI CONTROLLI AGLI ATLETI

Montecarlo, 6 maggio 2005 – La chiamano “morte improvvisa”: in Italia ogni anno colpisce due giovani atleti ogni 100mila. Nella maggior parte dei casi si tratta di tragedie evitabili grazie a sistemi di monitoraggio preventivi di cui proprio il nostro Paese è all’avanguardia “Attualmente – spiega il prof. Fabio Pigozzi, membro della Commissione Medica del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e titolare della cattedra di Medicina dello Sport all’Università di Scienze Motorie di Roma – l’Italia è il solo paese in Europa ad avere un protocollo rigido ed efficace, previsto dalla legge, in grado di fermare per tempo chi soffre di patologie a rischio. In altre nazioni la prevenzione è invece lasciata allo spontaneismo dei singoli atleti: nessuno è tenuto a sottoporsi a controlli o screening di idoneità di legge”. La Società Europea di Cardiologia ha deciso di prendere a modello il nostro Paese con la proposta di un protocollo cardiologico comune da effettuare prima del via libera a qualsiasi attività agonistica. “Finalmente – precisa il prof. Pigozzi –è stata riconosciuta l’indicazione di effettuare un elettrocardiogramma a chi intende intraprendere un’attività sportiva, per l’individuazione di eventuali alterazioni. Se le persone dovessero presentare caratteristiche riconducibili a cardiopatie, saranno sottoposti ad un secondo livello di indagine che comprende anche l’ecocardiografia”. Il rapporto tra attività fisica e malattie dell’apparato cardiovascolare sarà uno dei temi centrali del convegno “Forum Sport and Science”, giunto ormai alla IV edizione. L’incontro si terrà oggi e domani a Montecarlo, sotto il patrocinio della Commissione Medica del CIO.

Il convegno offrirà inoltre l’occasione agli esperti riuniti di trattare lo scottante argomento doping, nuovamente protagonista sulle prime pagine dei giornali, non solo per ‘incidenti’ famosi, ma anche per la crescente diffusione di sostanze illegali tra i dilettanti. In particolare, tra i relatori sarà presente il presidente della Federazione Europea di Medicina dello Sport, il fisiologo austriaco Norbert Bachl, che ha recentemente proposto all’ordine del giorno della Commissione Medica del CIO la problematica sulle strategie antidoping riferite alla liceità dei cosiddetti “fattori di crescita”, utilizzati nel trattamento di lesioni muscolari e della cartilagine. “Per impedire l’uso illegale di nuovi farmaci e terapie – spiega il professor Pigozzi – è necessario un contatto costante tra gli addetti ai lavori e le Istituzioni preposte alla normativa antidoping, in particolare focalizzato sulla loro valutazione scientifica ed etica per escluderne il rischio di utilizzo a fine doping. Solo così diventa possibile promuovere i valori etici della medicina dello sport al servizio dello sportivo, agonista o dilettante”.
Obiettivo particolarmente importante visto il decisivo contributo dell’attività sportiva nel mantenimento della salute di adulti e bambini. “Lo sport può essere considerato oggi una vera e propria “prescrizione medica”, da mettere a punto tenendo sempre conto delle peculiarità dell’individuo – dichiara infatti il prof. Pigozzi – Per alcune patologie, come ad esempio l’ipertensione, i programmi sport-terapeutici sono oggi considerati complementari o a volte addirittura sostitutivi delle terapie farmacologiche tradizionali, senza calcolare il ruolo fondamentale dell’esercizio fisico da un punto di vista preventivo” che aggiunge “La crescente centralità di questo strumento di salute richiede quindi un continuo ed adeguato aggiornamento degli specialisti”.
A sottolineare quanto scienza e medicina rappresentino ormai un binomio inscindibile abituato a crescere giorno dopo giorno accanto allo sport, sarà Manuela Di Centa olimpionica di sci di fondo ai Giochi di Lillehammer del 1994. Dopo Alessandro Zanardi, quest’anno toccherà all’ex campionessa friulana raccontare la sua storia, dagli allenamenti, ai grandi successi internazionali, fino ai difficili giorni di recupero da problemi di salute. Alle parole di Manuela Di Centa, farà seguito l’intervento del prof. Aldo Pinchera, uno dei più affermati endocrinologi d’Europa, direttore del Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo e della 1a Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Ricambio dell’Università di Pisa, che per alcuni anni è stato ed è tuttora medico personale della sciatrice azzurra.
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