Medinews
10 Dicembre 2014

87% di risposte con nivolumab nel trattamento del linfoma di Hodgkin recidivante o refrattario

• I risultati supportano la ‘Breakthrough Therapy Designation’ assegnata a nivolumab dall’FDA per il trattamento dei pazienti con linfoma di Hodgkin dopo fallimento del trapianto autologo di cellule staminali e brentuximab

• I dati di sicurezza e tollerabilità, obiettivo primario dello studio, sono in linea con gli altri studi clinici con nivolumab

• In un altro braccio dello stesso studio emergono risultati incoraggianti anche nel linfoma non-Hodgkin

9 dicembre 2014) – Bristol-Myers Squibb ha annunciato i risultati positivi ottenuti da una coorte di pazienti dello studio di fase 1b CheckMate -039, in corso, che ha valutato nivolumab, inibitore del checkpoint immunitario PD-1, in pazienti con tumori ematologici recidivanti o refrattari (n=23). I risultati hanno mostrato elevati livelli di risposta nei pazienti con linfoma di Hodgkin classico, recidivante o refrattario, con un tasso di risposta globale dell’87% (n=20) e stabilizzazione della malattia nel 13% dei pazienti (n=3). Questi risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM) e presentati a S. Francisco durante il 56° Congresso dell’American Society for Hematology.
Nei pazienti con linfoma di Hodgkin, chemioterapia e/o radioterapia rappresentano il trattamento standard iniziale, seguito dal trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) in caso di recidiva della malattia. Per i pazienti che presentano una recidiva entro un anno dal trapianto autologo, la sopravvivenza mediana è di solo 1,3 anni dopo progressione di malattia.
“Nonostante i trattamenti oggi disponibili, questi pazienti hanno ancora risposte di breve durata che spesso precedono la recidiva. E’ quindi molto importante ricercare nuove opzioni terapeutiche che possano migliorare il corso della malattia”, ha dichiarato Philippe Armand, oncologo medico al Dana-Farber Cancer Institute e Associate Professor al Department of Medicine, Harvard Medical School. “Questi risultati con nivolumab sono estremamente incoraggianti perché dimostrano che un approccio immuno-oncologico basato sul blocco di un checkpoint immunitario ha le potenzialità per essere utilizzato anche nei linfomi”.
I risultati del CheckMate -039 supportano la prima ‘Breakthrough Therapy Designation’ per nivolumab, assegnata a maggio 2014 dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il trattamento dei pazienti con linfoma di Hodgkin dopo fallimento del trapianto autologo di cellule staminali e brentuximab.
“Bristol-Myers Squibb da lungo tempo è impegnata nel trattamento dei tumori ematologici e continuiamo a migliorare le potenziali opzioni terapeutiche per questi pazienti grazie alla nostra leadership in immuno-oncologia”, ha affermato Michael Giordano, senior vice president, Head of Development, Oncology, Bristol-Myers Squibb. “Questi nuovi dati su nivolumab rappresentano un importante passo verso il nostro obiettivo di identificare terapie che possano cambiare lo standard di cura in diversi tipi di tumori”.
Ulteriori risultati dello studio CheckMate -039 sono stati presentati durante una seconda comunicazione orale (Abstract #291) sul potenziale utilizzo di nivolumab nei pazienti con linfoma non-Hodgkin recidivante o refrattario. Nello stesso studio di fase I, attualmente in corso, è in valutazione anche la combinazione di nivolumab ed ipilimumab nei tumori ematologici. I dati di questo braccio saranno oggetto di successive pubblicazioni.

Lo studio CheckMate -039
CheckMate -039 è uno studio di fase I di incremento della dose, attualmente in corso, in pazienti con neoplasie ematologiche recidivanti o refrattarie, che include una coorte di pazienti con linfoma di Hodgkin dopo fallimento del trapianto autologo di cellule staminali e brentuximab. La coorte comprende 23 pazienti trattati con nivolumab al dosaggio di 3 mg/kg alla prima settimana, alla quarta settimana ed ogni due settimane fino a progressione di malattia o all’ottenimento di una risposta completa, per un massimo di 2 anni. Endpoint primario dello studio era la valutazione della sicurezza e della tollerabilità di nivolumab. Endpoint secondari includevano la valutazione dell’attività anti-tumorale, la caratterizzazione del profilo farmacocinetico e di immunogenicità di nivolumab e l’analisi dell’espressione di PDL-1 e PDL-2 come biomarcatori predittivi.
Nello studio, l’87% dei pazienti (n=20) ha ottenuto una risposta globale, con il 17% (n=4) di risposte complete ed il 70% (n=16) di risposte parziali. I rimanenti pazienti (13%; n=3) hanno presentato una stabilizzazione della malattia. Tra i pazienti che hanno ottenuto una risposta completa o parziale, il 60% (n=12) ha evidenziato la prima risposta entro 8 settimane (range: 3-39). I dati dello studio hanno anche indicato un tasso di sopravvivenza libera da progressione dell’86% dopo 24 settimane, ciò significa che i pazienti hanno vissuto 6 mesi più a lungo senza peggioramento della malattia.
I risultati relativi alla sicurezza del farmaco sono stati monitorati per tutti i pazienti trattati nello studio. Complessivamente, eventi avversi di ogni grado correlati al farmaco sono stati riportati nel 78% dei pazienti (n=18), tra i più comuni rash cutaneo (22%) e piastrinopenia (17%). Eventi avversi di grado 3 si sono manifestati nel 22% dei pazienti (n=5). Non sono stati osservati eventi avversi di grado 4 o 5 correlati al trattamento.

Nivolumab
Le cellule tumorali possono servirsi di percorsi di regolazione del segnale intracellulare, come quelle di ‘checkpoint’, per sfuggire al sistema immunitario e proteggersi dal suo attacco. Nivolumab è un inibitore del checkpoint immunitario PD-1, completamente umano, che si lega al recettore di checkpoint PD-1 espresso sulle cellule T attivate.
Bristol-Myers Squibb ha un vasto programma di sviluppo clinico per valutare nivolumab in diversi tipi di tumore – in monoterapia o in combinazione con altre terapie – che coinvolge più di 7.000 pazienti in tutto il mondo in più di 35 studi. Tra questi, vi sono molti studi potenzialmente registrativi in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), melanoma, carcinoma renale (RCC), tumore testa-collo, glioblastoma e linfoma non-Hodgkin.
Nel 2012, l’FDA ha assegnato a nivolumab la designazione di ‘Fast Track’ nel NSCLC, nel melanoma e nel carcinoma renale. Ad aprile 2014 l’azienda ha avviato la procedura di sottomissione (‘rolling submission’) all’FDA di nivolumab in pazienti in terza linea di trattamento nel NSCLC a cellule squamose; il completamento della sottomissione è atteso entro la fine dell’anno.
A maggio 2014, l’FDA ha assegnato a nivolumab la designazione di ‘Breakthrough Therapy’ per il trattamento dei pazienti con linfoma di Hodgkin dopo fallimento del trapianto autologo di cellule staminali e brentuximab. Il 4 luglio, Ono Pharmaceutical Co. ha ricevuto l’approvazione per la produzione e commercializzazione di nivolumab in Giappone per il trattamento dei pazienti con melanoma non operabile, rendendolo il primo inibitore di checkpoint immunitario PD-1 a ricevere l’approvazione regolatoria in tutto il mondo. Il 26 settembre Bristol-Myers Squibb ha annunciato che l’FDA ha accettato la sottomissione della ‘Biologic Licence Application’ (BLA) con procedura di revisione prioritaria per nivolumab nel melanoma avanzato precedentemente trattato e la decisione di ‘Prescription Drug User Fee Act’ (PDUFA) è attesa per il 30 marzo 2015. L’FDA ha anche riconosciuto a nivolumab lo stato di ‘Breakthrough Therapy’ per questa indicazione. Nell’ambito dell’Unione Europea, l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha validato la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio (Marketing Authorization Application-MAA) per nivolumab nel melanoma avanzato, per la quale è anche stata approvata dal ‘Committee for Medicinal Products for Human Use’ (CHMP) dell’EMA la richiesta di procedura di revisione accelerata. L’EMA ha validato inoltre la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio (MAA) per nivolumab nel NSCLC.

Linfoma di Hodgkin
Il linfoma di Hodgkin, noto anche come malattia di Hodgkin, è un tumore del sistema linfatico che origina dai globuli bianchi ed è uno dei due principali tipi di linfoma. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni nel linfoma di Hodgkin avanzato è di circa il 65% negli Stati Uniti. L’età mediana della diagnosi è di 38 anni negli Stati Uniti. Quest’anno si stimano più di 9.100 nuove diagnosi con più di 1.100 decessi.

Immuno-oncologia in Bristol-Myers Squibb
Chirurgia, radioterapia, chemioterapia o terapie target hanno rappresentato negli ultimi decenni i pilastri del trattamento per il cancro senza che la sopravvivenza a lungo termine e la qualità di vita siano migliorate in molti pazienti con malattia in stadio avanzato.
Per colmare un significativo bisogno clinico insoddisfatto di salute Bristol-Myers Squibb sta guidando il progresso dell’immuno-oncologia con terapie che interagiscono direttamente con il sistema immunitario per combattere il cancro. L’azienda sta esplorando una vasta gamma di molecole immuno-oncologiche in pazienti con diversi tipi di cancro, compreso lo sviluppo di potenziali combinazioni immuno-oncologiche per colpire vie cellulari diverse e complementari.
Siamo dedicati a migliorare sempre più i risultati nel trattamento del cancro con l’obiettivo di modificare le aspettative di sopravvivenza e il modo in cui i pazienti affrontano e convivono con il tumore.

Bristol-Myers Squibb e la collaborazione con Ono Pharmaceutical
Nel 2011, grazie ad un accordo di collaborazione con Ono Pharmaceutical Co., Bristol-Myers Squibb ha esteso i diritti per nivolumab in tutto il mondo esclusi Giappone, Corea del Sud e Taiwan, dove Ono mantiene i diritti sul farmaco. Il 23 luglio scorso Bristol-Myers Squibb e Ono Pharmaceutical hanno ulteriormente ampliato l’accordo di collaborazione strategica per sviluppare e commercializzare congiuntamente sia molecole singole che regimi di combinazione per il Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

Bristol-Myers Squibb
Bristol-Myers Squibb è un’azienda farmaceutica globale, la cui mission è scoprire, sviluppare e rendere disponibili farmaci innovativi che aiutino i pazienti a combattere gravi malattie. Per maggiori informazioni, visitate il sito: www.bms.com e www.bms.it
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