domenica, 19 settembre 2021
Medinews
21 Dicembre 2005

22° CONGRESSO SIMGMEDICI DI FAMIGLIA, SINDACI E UN PO’ DETECTIVE: “PER CURARE I CITTADINI BISOGNA ESSERE CURIOSI”

Nuovo rapporto con i pazienti anche attraverso l’educazione: lo testimoniano i due opuscoli realizzati con il Ministero su influenza e pandemia distribuiti in circa un milione di copie

Firenze, 24 novembre 2005 – “Governare la salute è come amministrare una città. Anzi, forse è anche più semplice. Bastano un computer, un database e dei medici curiosi, che abbiano cioè voglia di conoscere veramente i propri assistiti: chi sono, quanti anni hanno, dove vivono, di quali malattie soffrono, che farmaci assumono regolarmente o saltuariamente, qual è il loro rischio famigliare, quali le loro esigenze. In questo modo non solo si potrebbero gestire al meglio tutte le patologie croniche, con un grandissimo vantaggio in termini di vite salvate, qualità dell’esistenza e risparmio economico, ma anche le emergenze: dall’influenza di stagione all’aviaria”. A scrivere la ricetta è Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che invita tutti i camici bianchi della Penisola, in primo luogo gli iscritti alla SIMG, ad essere un po’ borgomastro e un po’ detective. “In Italia – spiega Cricelli – un censimento vero e metodico della salute non è mai stato eseguito. Abbiamo 58 milioni di cittadini, sappiamo genericamente, per esempio, che l’ipertensione ha una prevalenza del 18%. Ma nessuno ha mai davvero contato gli ipertesi, quanti di questi hanno un’ipertensione leggera, quelli che l’hanno grave, chi ha complicanze o ci può andare incontro, chi sono e quanti quelli che hanno patologie correlate. Lo stesso discorso vale per l’influenza. Non basta sapere che arriverà puntuale tra dicembre e gennaio e che metterà a letto dai 5 ai 10 milioni di italiani. Ogni medico deve sapere quanti sono i suoi assistiti a rischio di complicanze e informare capillarmente gli altri”. A questo proposito il Ministero della Salute, in collaborazione con la SIMG, ha predisposto due opuscoli informativi sull’influenza di stagione e sulla pandemia, già distribuiti in 360.000 copie negli ambulatori, attualmente in fase di ristampa in altre 500.000 copie per venire incontro alle esigenze dei farmacisti. “Il governo della salute – prosegue il presidente SIMG – significa trovare soluzioni adeguate per ognuno, in tempo utile, perché non diventino un problema della collettività”.È proprio di Clinical Governance si parla da oggi a sabato al Centro Congressi di Firenze nel corso del 22° Congresso della Società scientifica dei medici di famiglia italiani. “La Clinical Governance – spiega Cricelli – può sembrare un concetto astratto. In realtà si tratta di uno strumento – figlio, se vogliamo, del buonsenso – per applicare semplici regole di gestione anche alla sanità, in modo da prevedere alcuni eventi, anticipare le crisi e non farsi trovare impreparati di fronte alle possibili emergenze. L’unico modo per fare tutto ciò al meglio è di utilizzare gli strumenti informatici, creando una rete di dialogo tra i medici del territorio con un vertice che faccia sintesi. L’informatica è la base della moderna epidemiologia: consente associazioni di dati, elaborazioni di informazioni semplici ed evolute, proiezioni per il futuro”. Il governo di un sistema è basato per il 90% sulla conoscenza. Già a marzo sappiamo che a dicembre l’influenza si presenterà puntuale come il Natale. Che, in base alle proiezioni, si ammaleranno tra i 5 e i 10 milioni di cittadini. Sappiamo addirittura che un’eventuale pandemia ne potrebbe colpire 15-20 milioni. “Programmare un’epidemia di influenza – ragiona Cricelli – vuol dire preparare tutto il sistema e farlo reagire immediatamente. Il medico manda subito una prima proiezioni dei casi che sta trattando, il ‘capo del governo clinico’ è immediatamente in grado di sapere quante persone si stanno ammalando. Il monitoraggio e la Clinical Governance sono in grado di fornire tali e tante informazioni che consentono al sistema di adattarsi anche in termini di risorse. E’ possibile per esempio intervenire sul personale infermieristico: prevedere un’assistenza a domicilio alle persone anziane, evitando di intasare le corsie d’ospedale. In ogni caso, per particolari esigenze, il sistema avrà comunque già previsto posti letto nei reparti di pneumologia o di medicina generale. Quando e se arriverà la pandemia – prosegue Cricelli – non basterà dare i farmaci o il vaccino. Servirà isolare i primi malati attraverso un’allerta precoce basato su sentinelle coordinate tra loro da un sistema di governance informatico. Se i primi 30 cittadini colpiti da virus pandemico non verranno isolati, da quel momento in poi inizierà la tragedia della popolazione. Ma quel che più conta è che non stiamo parlando in astratto ma di una normale programmazione basata sull’analisi lineare di dati”.
Il governo clinico condiviso ha infatti dei progetti pilota ben avviati. A Brescia per esempio sono 7 anni che il 40% dei medici di famiglia dell’ASL lavorano in questo modo e con notevoli risultati. Un’esperienza analoga viene portata avanti in Friuli. “Sulla scorta di queste esperienze, nel 2006 – annuncia Cricelli – partirà un progetto più ampio che formerà 150 medici in 8 regioni di Nord Centro e Sud, più o meno uno per ASL, incaricati poi di reclutare gruppi di colleghi per rilevare i dati epidemiologici delle principali patologie edel loro territorio; censire i processi di cura utilizzati; correggere i problemi analizzando le modalità di intervento. In questo modo – conclude il presidente della SIMG – contiamo di avere una rete pronta ed efficiente entro il 2010”.
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