Comitato scientifico editoriale: Giuseppe Aprile, Consuelo Buttigliero, Paolo Carlini, Maria Vittoria Dieci, Massimo Di Maio, Raffaele Giusti, Sara Lonardi, Domenica Lorusso, Cristina Masini, Laura Noto, Silvia Novello, Filippo Pietrantonio, Giuseppe Procopio, Daniele Santini Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini
Collaborazione Corriere della Sera – AIOM
Web-app
Una nuova web-app gratuita, in otto lingue, per computer, tablet e smartphone sul tumore del pancreas è disponibile sul sito del Corriere della Sera in collaborazione con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (leggi e scarica). Strumento interattivo in due versioni, per tablet/computer e smartphone, è il quinto di una serie di 6 su altrettanti tipi di tumori per aiutare i cittadini a capire come si può prevenire e diagnosticare in tempo la malattia. Vi terremo informati sulla pubblicazione della prossima web-app nel sito del Corriere.
Oggi in Oncologia
Bevacizumab + chemotherapy versus chemotherapy alone in elderly patients with untreated metastatic colorectal cancer: a randomized phase II trial – PRODIGE 20 study results
Metastatic colorectal cancer frequently occurs in elderly patients. Bevacizumab in combination with front line chemotherapy is a standard treatment but some concern raised about tolerance of bevacizumab for these patients. The purpose of PRODIGE 20 was to evaluate tolerance and efficacy of bevacizumab according to specific endpoints in this population. Patients aged 75 and over were randomly assigned to bevacizumab + chemotherapy (BEV) versus chemotherapy … (leggi tutto)
PRODIGE 20, studio randomizzato non comparativo di fase II, dedicato a pazienti con 75 anni o più e volto a valutare tollerabilità ed efficacia di bevacizumab associato a LV5FU2, FOLFOX o FOLFIRI, ha lasciato alla scelta dell’investigatore il regime chemioterapico, in accordo alle recenti raccomandazioni della International Society of Geriatric Oncology (SIOG), secondo cui alcuni pazienti anziani potrebbero essere comunque dei buoni candidati per una chemioterapia di combinazione. Altra innovazione di questo studio è l’utilizzo di un end-point primario combinato di efficacia (controllo di malattia associato a valutazione della qualità di vita in più del 20% dei pazienti) e safety (cardiotossicità severa ed ospedalizzazioni inattese in non più del 40% dei pazienti), entrambi a 4 mesi dalla randomizzazione. Sono stati randomizzati 102 pazienti. Entrambi i bracci hanno soddisfatto l’end-point primario. I 51 pazienti trattati con chemioterapia+bevacizumab hanno ottenuto il 50% di controllo di malattia con mantenimento della qualità di vita, associato a una sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana di 9,7 mesi, sopravvivenza globale (OS) mediana di 21,7 mesi e OS a 36 mesi del 27%. Tossicità di grado 3 – 4, prevalentemente non ematologica, si è riscontrata nel 19,6% dei pazienti del braccio bevacizumab, ma solo il 39% ha avuto cardiotossicità od ospedalizzazione. Lo studio, non comparativo, non era potenziato per un confronto tra i due bracci, benchè un trend a migliore outcome possa essere osservato nel braccio con bevacizumab. Ancora una volta emerge come il trattamento con bevacizumab sia efficace anche nella popolazione di pazienti anziani, con un profilo di safety accettabile.
Observed benefit and safety of aflibercept in elderly patients with metastatic colorectal cancer: An age-based analysis from the randomized placebo-controlled phase III VELOUR trial
Aflibercept (ziv-aflibercept) significantly improves progression-free (PFS) and overall survival (OS) when added to 5-fluorouracil, leucovorin and irinotecan (FOLFIRI), compared with FOLFIRI alone, in patients with metastatic colorectal cancer previously treated with oxaliplatin-based therapy. This subset analysis of the VELOUR study investigates aflibercept plus FOLFIRI versus placebo plus FOLFIRI according to age. Efficacy and safety were analyzed by treatment … (leggi tutto)
Anche l’analisi di sottogruppo su 443 pazienti con 65 anni o più dello studio VELOUR non ha dimostrato alcuna significativa interazione tra età e trattamento, confermando l’utilità della strategia antiangiogenica anche nel paziente anziano. La sopravvvenza globale (OS) mediana è risultata in questa popolazione di 12,6 vs 11,3 mesi (HR 0,85), a favore del braccio FOLFIRI aflibercept rispetto a FOLFIRI placebo, comparabile a quella della popolazione più giovane (14,5 vs 12,5 mesi; HR 0,80), ma con uno sbilanciamento nelle tossicità di grado 3 – 4. Nel caso di questa analisi, va tuttavia sottolineato come un cut-off di “anzianità” a 65 anni sia troppo basso per rendere poi generalizzabili i risultati a tutta la popolazione anziana. Altro limite, comune a tutte le analisi retrospettive, rimane anche quello di valutare anziani estremamente selezionati in senso favorevole, poiché sono quelli che sono stati in grado di essere arruolati in studi disegnati per la popolazione generale. Con queste limitazioni, questa analisi dello studio VELOUR conferma l’efficacia e la fattibilità della strategia antiangiogenica nel paziente anziano.
Lorlatinib in non-small-cell lung cancer with ALK or ROS1 rearrangement: an international, multicentre, open-label, single-arm first-in-man phase 1 trial
Most patients with anaplastic lymphoma kinase (ALK)-rearranged or ROS proto-oncogene 1 (ROS1)-rearranged non-small-cell lung cancer (NSCLC) are sensitive to tyrosine kinase inhibitor (TKI) therapy, but resistance invariably develops, commonly within the CNS. This study aimed to analyse the safety, efficacy, and pharmacokinetic properties of lorlatinib, a novel, highly potent, selective, and brain-penetrant ALK and ROS1 TKI with preclinical activity against … (leggi tutto)
Questo studio di fase I evidenzia come lorlatinib (ALK e ROS1 tirosin-chinasi inibitore) sia attivo in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IV (inclusi quelli che si presentano con localizzazioni cerebrali secondarie) ALK- o ROS1-positivi e che abbiano ricevuto almeno due ALK inibitori precedentemente. Da gennaio 2014 a luglio 2015, 54 pazienti vengono inseriti nello studio e ricevono almeno una dose di lorlatinib che varia da 10 mg a 200 mg/die oppure da 35 a 100 mg due volte al dì, con un minimo di 3 pazienti per ciascuna dose. L’obiettivo primario era la tossicità dose-limitante durante il ciclo 1. Dei 54 pazienti, 41 (77%) erano positivi per ALK e 12 (23%) ROS1 positivi. Ventotto pazienti (52%) avevano ricevuto almeno due ALK inibitori precedentemente e 39 (72%) si presentavano con localizzazioni cerebrali secondarie al basale. I principali effetti collaterali farmaco-correlati sono stati l’ipercolesterolemia (72%), ipertrigliceridemia (39%), neuropatia periferica (39%), edemi periferici (39%). Una tossicità dose-limitante si è registrata a 200 mg, trattandosi di effetto collaterale neurocognitivo di grado 2 (eloquio rallentato e difficoltà nella formulazione delle frasi). Non è stata identificata una dose massima tollerata e il dosaggio pari a 100 mg/die è stato selezionato come dose per gli studi di fase II. Il tasso di risposta fra i pazienti ALK-positivi è stato pari al 46% con una durata media di risposta di 12,4 mesi. Nei pazienti ROS1-positivi la risposta si è osservata in 6 su 12 pazienti (50%), inclusi 2 su 7 che avevano già ricevuto crizotinib e la durata media di risposta è stata pari a 12 mesi. Nei pazienti con malattia cerebrale misurabile il tasso di risposta è risultato uguale al 46%. Il farmaco risulta pertanto essere attivo in questo gruppo di pazienti ed in particolare nei casi divenuti resistenti ad altri inibitori tirosin-chinasici. In corso anche uno studio di fase III di prima linea confrontante lorlatinib verso crizotinib in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IV ALK-positivi. Alcune osservazioni: il farmaco si prospetta essere una valida molecola nel trattamento dei pazienti ALK-positivi già trattati con precedenti inibitori in ragione della sua attività e anche di un profilo di tollerabilità comunque con caratteristiche in parte differenti rispetto ad inibitori di I e II generazione; difficile pensare un adeguato algoritmo terapeutico avendo al momento in Italia una disponibilità solo parziale (e spesso non adeguata) degli ALK inibitori; da chiedersi quale significato possa avere (se non in termini di approvazione da parte delle agenzie regolatorie del farmaco) uno studio randomizzato verso crizotinib nei pazienti naïve … avendo già dati cosi significativi di alectinib nello stesso setting di pazienti. Ben peggiore lo scenario italiano al momento per ROS1 dove non disponiamo di un inibitore tirosin-chinasico approvato e rimborsato e anche nell’ambito di trials clinici l’unico accesso al farmaco è possibile solo in pazienti già pretrattati con chemioterapia. Infine, a monte di tutto ciò, c’è da chiedersi se lo screening di questi pazienti venga davvero fatto in tutti quelli che vengono indicati nelle Linee Guida nazionali ed internazionali.
Clinical Outcomes in Patients With Metastatic Lung Cancer Treated With PD-1/PD-L1 Inhibitors and Thoracic Radiotherapy
Immune checkpoint inhibitors (CPIs) have become integral in the treatment of patients with advanced lung cancer but are associated with immune-related adverse events (IRAEs). Many of these patients also receive thoracic radiotherapy (TRT). A better understanding of potential toxic effects when combining CPIs with TRT is imperative. We performed a retrospective cohort study (2013-2016) of patients with metastatic lung cancer treated with PD-1/PD-L1 … (leggi tutto)
Trattasi solo di una breve research letter pubblicata su JAMA Oncology poche settimane fa, che assume rilevanza in questo momento (nonostante le sue limitazioni, fra cui il fatto di raccogliere casi in maniera retrospettiva e da singola istituzione), visto l’ingresso dell’immunoterapia anche nel trattamento del tumore polmonare, malattia localmente avanzata, setting sempre “orfano” di innovazioni terapeutiche (sistemiche) e dove il ruolo fondamentale e imprescindibile della radioterapia porta inevitabilmente con sé preoccupazioni in merito alla tossicità polmonare. In una casistica del Massachusetts General Hospital Hwang e colleghi valutano i pazienti (n = 164, di cui 5% con carcinoma polmonare a piccole cellule) affetti da tumore polmonare in stadio avanzato trattati dal 2013 al 2016 con un PD-1 o PD-L1 inibitore unitamente o meno a trattamento radiante. Nel gruppo di pazienti valutati, 73 avevano ricevuto radioterapia toracica e 91 no: i due gruppi presentavano caratteristiche basali molto simili fatta eccezione per una più bassa proporzione di adenocarcinomi nel gruppo ricevente radioterapia (49% vs 75%), cosi come minor numero di pazienti “oncogene addicted” (EGFR/ALK/ROS1; 4% vs 16%). Particolare attenzione è stata posta al profilo di tossicità (specificatamente tossicità immunorelata) e sopravvivenza. Non sono state evidenziate differenze significative fra i due gruppi per quanto riguarda la tossicità immunorelata di grado ≥ 2 immune (13,7% vs 15,4%; p = 0,83), per le polmoniti (tutti i gradi di tossicità: 8,2% vs 5,5%; p = 0,54), o per quelle di grado ≥ 2 (4,1% vs 3,3%; p > 0,99). Nel gruppo che aveva ricevuto radioterapia la dose mediana ricevuta risultava simile nei pazienti in cui si era o non si era registrata polmonite (52,8 vs 50,4 Gy; p = 0,76). Nel gruppo dei 73 radiotrattati, 57 avevano ricevuto la radioterapia prima dell’immunocheckpoint inibitore. Viene sottolineato come nessun caso di polmonite sia stato descritto nei 16 pazienti che ricevevano radioterapia fra un ciclo e l’altro di immunocheckpoint inibitore o dopo lo stesso. In termini di sopravvivenza, quella mediana registrata su tutta la popolazione studiata era pari a 12,1 mesi e la radioterapia si associava ad una non statisticamente significativa riduzione di mortalità (HR = 0,66; p = 0,06). Sicuramente dati più solidi si otterranno dagli studi in corso nella malattia localmente avanzata, sia nell’immediato, che con adeguati follow-up (NCT02768558, NCT02125461, NCT03035890, NCT02599454).
Risk of Cardiovascular Ischemic Events After Surgical Castration and Gonadotropin-Releasing Hormone Agonist Therapy for Prostate Cancer: A Nationwide Cohort Study
Our aim was to determine whether cardiovascular (CV) risk in patients with prostate cancer (PCa) differs between those who receive androgen-deprivation therapy by surgical castration and those who receive gonadotropin-releasing hormone agonist (GnRHa) therapy. By using the Taiwan National Health Insurance Research Database, we analyzed data from 14,715 patients with PCa diagnosed from January 1, 1997, through December 31, 2011. The patients were treated with … (leggi tutto)
Studio retrospettivo di coorte condotto in una larga popolazione real world trattata con orchiectomia o analogo LH-RH per una patologia oncologica prostatica. Lo studio viene disegnato con l’intento di confrontare il rischio di eventi cardiovascolari nei due gruppi di pazienti che avevano ricevuto una soppressione dei livelli di testosterone attraverso orchiectomia o castrazione farmacologica. Il messaggio per il clinico è che la deprivazione androgenica ottenuta su base farmacologica non aumenta il rischio di eventi cardiovascolari rispetto a quella ottenuta attraverso chirurgia. Ad un follow-up mediano di 3,3 anni infatti entrambi i gruppi avevano un rischio similare di eventi cardiaci ischemici (HR 1,16; IC 95%: 0,97 – 1,38). Da rilevare come ad un periodo di follow-up più breve di 1,5 anni gli eventi cardiaci su base ischemica erano superiori nel gruppo trattato con orchiectomia (HR 1,40; IC 95%: 1,04 – 1,88). In conclusione, la deprivazione androgenica si associa a un potenziale aumento del rischio di sindrome metabolica ed eventi cardiaci ma questi sono del tutto indipendenti dalla modalità con la quale la soppressione di testosterone viene ad essere eseguita.
In Europa
ESMO Publishes Precision Medicine Glossary
November 16, 2017 – The European Society for Medical Oncology (ESMO) has published its ESMO Precision Medicine Glossary in Annals of Oncology. The glossary’s 43 definitions are set to pave the way for consistent communication on precision medicine between oncologists, researchers, and patients by standardizing the language in the field. There has been a paradigm shift in cancer treatment toward precision medicine, which tailors therapeutic interventions to … (leggi tutto)
Brentuximab Vedotin Nears European Approval for CTCL
November 14, 2017 – The European Medicines Agency’s Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) has recommended approval of brentuximab vedotin in adults with CD30-positive cutaneous T-cell lymphoma (CTCL) after at least 1 prior systemic therapy, Takeda Pharmaceuticals, which codevelops the antibody-drug conjugate with Seattle Genetics. The European Commission will now review the application for its final decision. If approved, brentuximab … (leggi tutto)
Dall’FDA
FDA Grants BCMA CAR T-Cell Therapy Breakthrough Designation in Myeloma
November 16, 2017 – The FDA has granted bb2121 a breakthrough therapy designation for previously treated patients with relapsed/refractory multiple myeloma, according to Celgene Corporation and bluebird bio, the companies developing the anti–B-cell maturation antigen (BCMA) chimeric antigen receptor (CAR) T-cell therapy. In a press release, the companies reported that the investigational agent had also been awarded PRIority MEdicines (PRIME) eligibility by … (leggi tutto)
FDA expands approval of Sunitinib to reduce the risk of kidney cancer returning
November 16, 2017 – The U.S. Food and Drug Administration today approved Sunitinib malate for the adjuvant treatment of adult patients who are at a high risk of kidney cancer (renal cell carcinoma) returning after a kidney has been removed (nephrectomy). Adjuvant treatment is a form of therapy that is taken after an initial surgical removal to lower the risk of the cancer coming back. “This is the first adjuvant treatment approved for patients with renal cell carcinoma … (leggi tutto)
FDA Approves Frontline Obinutuzumab for Follicular Lymphoma
November 16, 2017 – The FDA has approved obinutuzumab in combination with chemotherapy, followed by obinutuzumab alone, for the first-line treatment of patients with advanced follicular lymphoma, according to Genentech, the manufacturer of the therapy. The approval which is for patients with stage II bulky, III or IV disease, is based on data from the phase III GALLIUM study, in which combining obinutuzumab with chemotherapy in the first-line setting reduced … (leggi tutto)
FDA unveils a streamlined path for the authorization of tumor profiling tests alongside its latest product action
November 15, 2017 – The U.S. Food and Drug Administration today authorized Memorial Sloan Kettering Cancer Center’s (MSK) IMPACT (Integrated Mutation Profiling of Actionable Cancer Targets) tumor profiling test (assay), an in vitro diagnostic test that can identify a higher number of genetic mutations (biomarkers) that may be found in various cancers than any test previously reviewed by the agency. The IMPACT test uses next-generation sequencing … (leggi tutto)
FDA Approves Fulvestrant in Combination With Abemaciclib in Hormone Receptor–Positive, HER2-Negative Advanced Breast Cancer
November 15, 2017 – Today, the U.S. Food and Drug Administration (FDA) approved a new indication for fulvestrant, expanding the drug’s approved use to include combined therapy with abemaciclib, a cyclin-dependent kinase (CDK) 4/6 inhibitor, for the treatment of hormone receptor–positive, HER2-negative advanced or metastatic breast cancer in women with disease progression after endocrine therapy. Fulvestrant was also approved today by the European … (leggi tutto)
Dall’ASCO
ASCO Endorses ASTRO Guideline on Stereotactic Body Radiotherapy for Early-Stage NSCLC
November 16, 2017 – As reported in the Journal of Clinical Oncologyby Bryan J. Schneider, MD, of the University of Michigan, Ann Arbor, and colleagues, ASCO has endorsed the recently released American Society for Radiation Oncology (ASTRO) evidence-based guideline on stereotactic body radiotherapy in early-stage (T1–2, N0) non–small cell lung cancer (NSCLC). Endorsement was based on an updated literature search and review of guideline content by an … (leggi tutto)
Ramalingam Expands on Osimertinib Updates in NCCN Guidelines for EGFR+ NSCLC
November 13, 2017 – The National Comprehensive Cancer Network (NCCN) unveiled its latest treatment guidelines for patients with varying histologies of non–small cell cancer (NSCLC), including those who are EGFR-mutation positive.1 One of the notable updates in this area, explained Suresh A. Ramalingam, MD, is the category 2A recommendation to give osimertinib, a third-generation irreversible EGFR inhibitor designed to inhibit both EGFR-sensitizing and … (leggi tutto)
Pillole dall’Aifa
17 novembre 2017 – Domani Giornata Europea della Consapevolezza sugli Antibiotici. Le iniziative AIFA
EVOLVING KNOWLEDGE IN THE MANAGEMENT OF SOLID TUMORS from molecular characterization to new therapeutic options in adult and elderly people 154th Course International School of Medical Sciences
Erice (TP), 24 – 26 novembre 2017 Evento patrocinato da AIOM
Milano, 28 novembre 2017 AIOM mette a disposzione n. 30 iscrizioni con ospitalità completa riservate ai primi Soci che invieranno la scheda di adesione e la scheda di ospitalità alla Segreteria Organizzativa AIOM SERVIZI, att.ne Marco Vodini (fax 02/59610555 – email: marco.vodini@aiomservizi.it). Vi preghiamo di verificare se rientrate tra gli iscritti telefonando alla Segreteria Organizzativa al numero 02/26683129. Convegno Nazionale AIOM
Editore: Intermedia s.r.l. – Via Malta 12/b, 25124 Brescia – tel. 030 226105 fax 030 2420472 – Reg. Trib. di Brescia n. 35/2001 del 2/7/2001 Per contattare la redazione e commentare le notizie clicca qui: redazione Per consultare i numeri arretrati della newsletter clicca qui: archivio Per sospendere la ricezione di questa newsletter clicca qui: AIOM news RIMUOVI