Comitato scientifico editoriale: Giuseppe Aprile, Paolo Carlini, Maria Vittoria Dieci, Massimo Di Maio, Raffaele Giusti, Domenica Lorusso, Laura Noto, Silvia Novello, Filippo Pietrantonio, Giuseppe Procopio, Daniele Santini Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini
Collaborazione Corriere della Sera – AIOM
Web-app
Una nuova web-app gratuita, in otto lingue, per computer, tablet e smartphone sul tumore al seno è disponibile sul sito del Corriere della Sera in collaborazione con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (leggi e scarica). Strumento interattivo in due versioni, per tablet/computer e smartphone, è il secondo di una serie di 6 su altrettanti tipi di tumori per aiutare i cittadini a capire come si può prevenire e diagnosticare in tempo la malattia. Vi terremo informati sulla pubblicazione delle prossime web-app nel sito del Corriere.
Oggi in Oncologia
Prevalence of lymph node metastasis and prognostic significance of lymphadenectomy in apparent early-stage malignant ovarian sex cord-stromal tumors
The aim of this retrospective population-based study was to investigate the prevalence of lymph node metastasis in patients with apparent early stage malignant sex cord-stromal tumors (SCSTs) and the effect of regional lymph node sampling/lymphadenectomy (LND) on their survival. A cohort of patients diagnosed with malignant SCSTs between 1988 and 2012 was drawn from the National CancerInstitute’s Surveillance, Epidemiology, and End Results ..(leggi tutto)
Lo studio analizza retrospettivamente la casistica del SEER su 1.156 pazienti con tumori ovarico-stromali di cui il 13,5% in stadio iniziale (I e II secondo FIGO). In questa popolazione, l’incidenza di metastasi linfonodali è solo del 3,3%, pertanto la linfoadenectomia non è giustificata. Peraltro confrontando le pazienti che avevano o meno ricevuto una linfoadenectomia, la sopravvivenza non cambiava ad ulteriore sostegno della non necessità di effettuare la linfoadenectomia.
Targeting RET in Patients With RET-Rearranged Lung Cancers: Results From the Global, Multicenter RET Registry
In addition to prospective trials for non–small-cell lung cancers (NSCLCs) that are driven by less common genomic alterations, registries provide complementary information on patient response to targeted therapies. Here, we present the results of an international registry of patients with RET-rearranged NSCLCs, providing the largest data set, to our knowledge, on outcomes of RET-directed therapy thus far. A global, multicenter network of thoracic oncologists identified patients …<(leggi tutto>
Questo lavoro retrospettivo è meritevole di citazione in quanto riporta i dati inerenti ad un’alterazione molecolare rara per il carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato, ossia RET. Da un registro vengono descritti 165 pazienti da 29 centri (Europa, Asia, Stati Uniti) RET riarrangiati, affetti da NSCLC. Di questi pazienti viene riportata la risposta al trattamento con inibitori tirosin-chinasici al di fuori di trials clinici controllati. I pazienti hanno un’età mediana pari a 61 anni, nel 98% dei casi sono adenocarcinomi e nel 91% dei casi hanno una malattia in stadio avanzato. Il riarrangiamento più comune è KIF5B-RET, osservato nel 72% dei casi. 53 pazienti naïve da inibitore tirosin-chinasico hanno ricevuto un inibitore di RET fra cabozantinib (21 casi), vandetanib (11), sunitinib (10), sorafenib (2), alectinib (2), lenvatinib (2), nintedanib (2), ponitinib (2), regorafenib (1). La miglior risposta a singolo agente è stata pari al 4% in termini di risposta completa, 22% in termini di risposta parziale e 32% di malattie stabili, mentre 40% è stato il tasso di progressione (2% non valutabili). Il response rate registrato con i vari inibitori è stato di 37% con cabozantinib, 18% con vandetanib e 22% con sunitinib. Risposte osservate anche nei casi trattati con lenvatinib e nintedanib. La progression-free survival mediana viene riportato pari a 2,3 mesi e la sopravvivenza globale mediana pari a 6,8 mesi. Indubbiamente l’efficacia si dimostra essere non soddisfacente (come concludono gli autori), ma è indubbio che una valutazione retrospettiva con uno spettro di molecole di per sé non completamente sovrapponibili in termini di caratteristiche ed attività, sono importanti limitazioni nell’interpretazione del dato. Quello che è invece meritevole di attenzione è la necessità di avere un registro sicuramente nazionale (meglio ancora se europeo) con i pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato e con alterazioni molecolari (soprattutto se non ancora “druggable” nella pratica clinica), perché questo favorisce da un lato un più facile flusso dei pazienti stessi nei trials clinici, ove esistenti, ma anche la possibilità di concordare trattamenti comuni ed uniformi e la raccolta di dati ad elevato interesse scientifico su sottogruppi di pazienti che non possono essere studiati in singolo e/o in pochi centri in modo autonomo.
Long and Winding Road of Cancer and Pregnancy: A Need for Action
Cancer treatment in a pregnant woman is still a matter of debate, because life-saving therapies for the mother raise concerns about potential detrimental effects for the developing fetus. Recent data support the administration of chemotherapy from 14 weeks gestational age onward as safe for the newborn in terms of birth defects and neonatal and long-term outcomes later in childhood. The main determinant of impaired pediatric outcome is gestational age at birth, with … (leggi tutto)
La diagnosi di malattia oncologica in gravidanza rappresenta un tema ad elevato impatto emotivo. Il trattamento anti-tumorale nel periodo gestazionale suscita questioni bioetiche complesse, in quanto terapie salva-vita per la madre potrebbero ripercuotersi negativamente sulla salute fetale e infantile. Chiaramente, la gestione della paziente oncologica in gravidanza non può prescindere da una corretta valutazione multidisciplinare, per cui le principali associazioni oncologiche internazionali, negli anni, hanno elaborato linee guida specifiche a tutela della madre e del feto. Evidenze recenti suggeriscono come iniziare la chemioterapia a partire dalla 14° settimana di gestazione possa essere sicuro per il nascituro, sia a breve termine, nel senso di difetti congeniti, sia a lungo termine, nell’infanzia. L’editoriale di Fedro A. Peccatori e Monica Fumagalli, di accompagnamento all’articolo di Lu D. et al. pubblicato sul Journal of Clinical Oncology (Lu D, Ludvigsson JF, Smedby KE, et al. ( J Clin Oncol 2017, Mar 6 [Epub ahead of print]), riporta come lo studio osservazionale svedese sia stato il primo a valutare il rischio di mortalità fetale e perinatale nelle madri con malattia oncologica diagnosticata nel corso della gravidanza o nell’anno immediatamente successivo. I dati del Registro delle nascite svedese su un campione di 3.947.215 neonati, nati tra il 1973 e il 2012, sono stati analizzati con quelli del Registro nazionale dei tumori, raggiungendo una dimensione campionaria senza precedenti. Infatti, gli studi finora disponibili avevano evidenziato come la chemioterapia materna sembra incidere sul tasso di complicanze ostetriche e sul peso alla nascita, senza poterne dimostrare l’associazione con la mortalità perinatale a causa della relativa scarsità dei numeri. Nelle gravide con malattia oncologica, il rischio di mortalità intrauterina e neonatale risulta significativamente più alto rispetto alla popolazione svedese di riferimento, con un rischio relativo di 2,5 per la mortalità fetale e di 2,7 per quella neonatale. Per quanto riguarda i fattori di rischio, end-point secondario dello studio, il ritardo di crescita intrauterina rappresenta il principale determinante della mortalità fetale, mentre il parto pre-termine, per lo più iatrogeno, risulta associato alla mortalità neonatale nell’89% dei casi. Non è stato riportato quante e quali pazienti fossero state trattate con chemioterapia, limite prevedibile per uno studio epidemiologico con dati provenienti da Registri. Sulla base di questi risultati, emerge la necessità di approfondire il substrato biologico di queste associazioni, con studi che valutino come la malattia tumorale in stadio avanzato e la chemioterapia possano influire sulla funzionalità placentare. La collaborazione scientifica, come quella lanciata dall’International Network on Cancer, Infertility and Pregnancy in Europe, è una delle vie da seguire, al fine di migliorare la consapevolezza, la conoscenza e la cura delle pazienti oncologiche in gravidanza.
HER2-enriched subtype as a predictor of pathological complete response following trastuzumab and lapatinib without chemotherapy in early-stage HER2-positive breast cancer (PAMELA): an open-label, single-group, multicentre, phase 2 trial
HER2-positive breast cancer consists of four intrinsic molecular subtypes-luminal A, luminal B, HER2-enriched, and basal-like-and a normal-like subtype, with the HER2-enriched subtype having the highest activation of the EGFR-HER2 pathway. We aimed to test the hypothesis that patients with the HER2-enriched subtype benefit the most from dual HER2 blockade. PAMELA is an open-label, single-group, phase 2 trial done in 19 hospitals in Spain. We recruited female patients … (leggi tutto)
Lo studio PAMELA pubblicato su Lancet Oncology ha dimostrato prospetticamente come l’eterogeneità molecolare del carcinoma mammario HER2-positivo influenzi la risposta ai trattamenti. Diverse evidenze da analisi retrospettive condotte su campioni raccolti in ambito di studi prospettici di neoadiuvante avevano messo in luce il ruolo rilevante dell’eterogeneità per la malattia HER2-positiva, che trova nello studio PAMELA una conferma prospettica. Nel dettaglio, in questo studio, le pazienti con carcinoma HER2-positivo, e classificato HER2-enriched dall’analisi del profilo di espressione genica, hanno ottenuto tassi di risposta patologica completa dopo trattamento neoadiuvante privo di chemioterapia con trastuzumab + lapatinib (e terapia ormonale se recettori ormonali positivi) significativamente più elevati rispetto ai casi HER2-positivi non HER2-enriched (35% vs 10%). Nonostante la classificazione basata su profili di espressione genica non sia pronta per la pratica clinica, questo studio apre importanti scenari per valutare in studi più ampi, e con dati di sopravvivenza disponibili, il suo potenziale per selezionare pazienti con carcinoma HER2-positivo candidabili a strategie terapeutiche di de-escalation.
Ipilimumab 10 mg/kg versus ipilimumab 3 mg/kg in patients with unresectable or metastatic melanoma: a randomised, double-blind, multicentre, phase 3 trial
A phase 2 trial suggested increased overall survival and increased incidence of treatment-related grade 3–4 adverse events with ipilimumab 10 mg/kg compared with ipilimumab 3 mg/kg in patients with advanced melanoma. We report a phase 3 trial comparing the benefit–risk profile of ipilimumab 10 mg/kg versus 3 mg/kg. This randomised, double-blind, multicentre, phase 3 trial was done in 87 centres in 21 countries worldwide. Patients with untreated or previously … (leggi tutto)
Lo studio randomizzato appena pubblicato su Lancet Oncology documenta che, anche con i farmaci immuno-terapici di nuova generazione, la dose può avere il suo impatto sull’efficacia. Lo studio ha infatti confrontato due dosi diverse di ipilimumab, 3 mg/kg oppure 10 mg/kg, nei pazienti affetti da melanoma avanzato, nell’ipotesi che la dose maggiore, anche se a prezzo di più frequenti e severi effetti collaterali, potesse migliorare l’efficacia in termini di sopravvivenza (endpoint primario dello studio). La metà dei pazienti aveva ricevuto altri trattamenti, ma non inibitori di BRAF, né inibitori di PD-1. L’ipotesi è effettivamente confermata dal risultato, con una differenza in sopravvivenza mediana di circa 4 mesi a vantaggio della dose più alta rispetto alla dose “standard”, attualmente approvata, di 3 mg/kg. La sopravvivenza a 3 anni è risultata pari al 31,2% con la dose più alta, rispetto al 23,2% con la dose più bassa. Si conferma anche il prevedibile incremento della tossicità severa, con un raddoppio (37% vs 18%) degli eventi avversi severi associati al trattamento. Nelle conclusioni dell’articolo, gli autori stessi sottolineano quanto è anche discusso nell’editoriale di accompagnamento, ovvero che la ricaduta clinica del risultato è necessariamente condizionata dalle modifiche recentemente avvenute nella pratica clinica rispetto a quando lo studio è stato disegnato, in quanto altri trattamenti si sono dimostrati più efficaci dell’ipilimumab, e quindi il braccio di controllo dello studio randomizzato può essere criticato in quanto non corrisponde, oggi, al miglior trattamento disponibile di prima linea. Paolo Ascierto, primo autore del lavoro, sottolinea peraltro: “Lo studio ha dimostrato che il dosaggio dei farmaci immunoterapici può fare la differenza in termini di efficacia e di outcome a lungo termine”. L’implicazione di tale risultato in termini di impiego di ipilimumab in pazienti già trattati con altri farmaci (a differenza della popolazione in studio) e di impiego di ipilimumab nelle combinazioni è materia di ulteriore ricerca.
Dall’FDA
FDA Grants Full Approval to Osimertinib for T790M+ NSCLC
March 30, 2017 – The FDA has granted a regular approval to osimertinib as a treatment for patients with metastatic EGFR T790M mutation-positive non–small cell lung cancer (NSCLC) following prior treatment with an EGFR TKI, based on progression-free survival (PFS) findings from the phase III AURA3 trial. In the randomized trial, osimertinib demonstrated a median PFS of 10.1 months compared with 4.4 months for standard platinum-based chemotherapy … (leggi tutto)
FDA Grants Priority Review to sBLA for Full Approval of Blinatumomab in ALL
March 29, 2017 – The FDA has granted a priority review to a supplemental biologics license application (sBLA) supporting the conversion of the accelerated approval of blinatumomab to a full approval as a treatment for patients with Philadelphia chromosome-negative (Ph-) relapsed/refractory B-precursor acute lymphoblastic leukemia (ALL). The sBLA for the anti-CD19 agent is based on the phase III TOWER trial, in which treatment with blinatumomab led to a … (leggi tutto)
FDA Grants Priority Review to CTL019 for ALL
March 29, 2017 – The FDA has granted a priority review designation to tisagenlecleucel-T (CTL019) as a treatment for pediatric and young adult patients with relapsed and refractory B-cell acute lymphoblastic leukemia (ALL), making it the first CAR T-cell therapy to enter regulatory review. The biologics license application (BLA) for tisagenlecleucel-T is based primarily on findings from the global, phase II ELIANA study along with a multicenter trial conducted in the United States … (leggi tutto)
FDA Panel Supports Subcutaneous Rituximab for Blood Cancers
March 29, 2017 – The FDA’s Oncologic Drugs Advisory Committee (ODAC) unanimously (11-0) recommended approval of subcutaneous rituximab for the treatment of patients with certain blood cancers, according to Genentech, the manufacturer of the treatment. The company explained in a statement that the novel co-formulation includes the identical monoclonal antibody as intravenous (IV) rituximab, along with the molecule hyaluronidase, which facilitates the delivery of … (leggi tutto)
FDA Warning Links Breast Implants to ALCL
March 29, 2017 – Breast implants may increase an individual’s risk of developing anaplastic large cell lymphoma, a recent FDA advisory warned. The warning follows on a statement released by the FDA in 2011 suggesting a potential link between breast implants and the rare lymphoma. The issue was subsequently researched and in 2016, the World Health Organization (WHO) recognized the correlation. “Since 2011, we have strengthened our understanding of this condition and … (leggi tutto)
FDA Grants Maintenance Olaparib Priority Review for Ovarian Cancer
March 28, 2017 – The FDA has granted a priority review to a new drug application (NDA) for olaparib as a maintenance therapy in relapsed patients with platinum-sensitive ovarian cancer, according to AstraZeneca, the manufacturer of the PARP inhibitor. The NDA is based on data from the phase III SOLO2 trial, in which maintenance olaparib showed a 70% reduction in the risk of progression or death compared with placebo for patients with platinum-sensitive, relapsed, BRCA-mutant … (leggi tutto)
FDA approves maintenance treatment for recurrent epithelial ovarian, fallopian tube or primary peritoneal cancers
March 27, 2017 – The U.S. Food and Drug Administration today approved niraparib for the maintenance treatment (intended to delay cancer growth) of adult patients with recurrent epithelial ovarian, fallopian tube or primary peritoneal cancer, whose tumors have completely or partially shrunk (complete or partial response, respectively) in response to platinum-based chemotherapy. “Maintenance therapy is an important part of a cancer treatment regimen for patients … (leggi tutto)
Dall’ASCO
ASCO Fights Perception That Independents Get Short Shrift
March 30, 2017 – ASCO is working hard to overcome a perception that it has not been truly representative of smaller, independent oncology practices throughout the United States, said Daniel F. Hayes, MD, president of the ASCO, which is the largest association of working oncologists in the country. Hayes, who sat down with OncLive at the midpoint of his 1-year term as president, said ASCO is increasingly reaching out to independent oncology practices, paying closer … (leggi tutto)
ASCO and Cancer Care Ontario Update Guideline on Radiation Therapy for Prostate Cancer
March 28, 2017 – The American Society of Clinical Oncology (ASCO) and Cancer Care Ontario today issued a joint clinical practice guideline update on brachytherapy for patients with prostate cancer. The update provides evidence-based recommendations for different patient risk groups and specifies the most effective forms of brachytherapy. The joint guideline was published in the Journal of Clinical Oncology. “This guideline provides very clear direction about … (leggi tutto)
Pillole dall’Aifa
31 marzo 2017 – FDA approva Niraparib per il trattamento del carcinoma ovarico epiteliale, peritoneale primario e alle tube di Falloppio
Premi per incentivare la ricerca di specialisti in Oncologia e Geriatria
Il Gruppo Italiano di Oncologia Geriatrica – GIOGer, istituisce tre premi di 1.000 euro netti ciascuno, che saranno conferiti in occasione del prossimo Congresso nazionale di Oncologia Geriatrica che si terrà a Lecce il 15 e 16 Settembre 2017. Scadenza delle domande: 30 giugno p.v.
SPERIMENTAZIONI CLINICHE IN ONCOLOGIA: SCIENZA, ETICA E LEGGE A CONFRONTO Focus sul tumore del colon-retto, epatocarcinoma, carcinoma timico e tumori cerebrali III Edizione
Editore: Intermedia s.r.l. – Via Malta 12/b, 25124 Brescia – tel. 030 226105 fax 030 2420472 – Reg. Trib. di Brescia n. 35/2001 del 2/7/2001 Per contattare la redazione e commentare le notizie clicca qui: redazione Per consultare i numeri arretrati della newsletter clicca qui: archivio Per sospendere la ricezione di questa newsletter clicca qui: AIOM news RIMUOVI