domenica, 05 febbraio 2012

Contenuto

6 marzo 2010

TUMORE AL SENO: FARMACO BIOLOGICO LO “AFFAMA”. LE PAZIENTI VIVONO IL DOPPIO SENZA PEGGIORAMENTI

Sorrento, 6 marzo 2010 – Con bevacizumab si arricchisce l’armamentario terapeutico per la lotta contro il primo nemico delle donne che colpisce 40.000 persone l'anno in Italia

Una terapia intelligente unita alla chemioterapia permette di raddoppiare il tempo di sopravvivenza senza progressione nel tumore del seno in stadio avanzato. Come? Agisce bloccando i “rifornimenti” alla malattia: le taglia i viveri e quindi lo “uccide”. È il caso di bevacizumab, anticorpo monoclonale che agisce in maniera specifica sulla proteina VEGF, elemento chiave dell’angiogenesi tumorale, il meccanismo che regola la crescita e la proliferazione del cancro. Proprio a questo tema è dedicato il convegno nazionale “Dalla chemioterapia alla terapia anti angiogenica" che si chiude oggi a Sorrento, dove i maggiori ricercatori ed esperti italiani hanno fatto il punto sugli avanzamenti della ricerca nella lotta contro la neoplasia della mammella. “L’inibizione dell’angiogenesi, ovvero il “blocco” dei meccanismi che consentono al tumore di diffondersi nell’organismo, è una importante opzione terapeutica per le pazienti con cancro del seno in stadio avanzato, che hanno oggi una nuova arma mirata per affrontare la loro malattia” precisa il prof. Sabino De Placido, Ordinario di Oncologia Medica dell'Università 'Federico II' di Napoli e presidente del convegno. “Oggi disponiamo di terapie mirate più rispettose del paziente rispetto alla sola chemioterapia - spiega Carmelo Iacono, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) - la ricerca cura la persona nel suo complesso e non solo la malattia. Terapie efficaci che permettono di ottenere più sopravvivenza anche nel caso di metastasi, meno effetti collaterali e migliore qualità di vita dei pazienti con tumore".

Le stime effettuate sui dati reali osservati dei Registri Tumori italiani, parlano per il 2008 di 37.952 donne colpite da tumore della mammella, che risulta così il secondo carcinoma più diffuso e ancora purtroppo il primo per mortalità nel sesso femminile sotto i 55 anni. L’avvento delle terapie target, unito alla diffusione degli screening e al miglioramento delle tecnologie per la diagnosi, sta modificando lo scenario di questa patologia. Tra i protagonisti della “rivoluzione” gli anticorpi monoclonali, farmaci innovativi che hanno la capacità di colpire con precisione le cellule malate, senza danneggiare quelle sane. A trastuzumab, anticorpo monoclonale utilizzato sia nelle fasi avanzate sia in quelle precoci di un particolare tipo di tumore al seno (detto HER2 positivo), si affianca un altro farmaco, bevacizumab, che ha dimostrato benefici significativi nelle forme avanzate della malattia. Il bevacizumab lega e blocca in modo specifico la proteina VEGF, fattore chiave nell’angiogenesi tumorale, cioè nel processo di crescita e proliferazione del tumore. Il VEGF stimola la crescita, la sopravvivenza e la costruzione di nuovi vasi sanguigni; i tumori rilasciano questa proteina per circondarsi di nuovi vasi e ricevere così nutrienti e ossigeno per proliferare e diffondersi ad altri organi, cioè andare in metastasi. "Prove incontrovertibili e studi recenti al top della qualità - spiega il prof. De Placido - portano a concludere che il bevacizumab prolunga di circa il doppio il tempo senza progressione del tumore, cioè in pratica rallenta la sua proliferazione. Le applicazioni cliniche del bevacizumab nel tumore della mammella sono finora nel trattamento del tumore in stadio avanzato cioè metastatico, ma si stanno compiendo studi anche nel tumore precoce, quello che può essere trattato con la terapia adiuvante. Tali trial però non sono ancora arrivati a conclusioni definitive”. "Il problema clinico cruciale è divenuto oggi l'appropriatezza, cioè un maggiore rigore metodologico nella valutazione degli interventi terapeutici - spiega Iacono - ma bisogna ricordare che l'appropriatezza è anche un diritto del paziente, quello a ricevere la migliore cura possibile in qualunque oncologia del Paese ci si trovi ad essere curati. Sono questi gli impegni che come AIOM ci siamo presi contribuendo con le Istituzioni sanitarie, AIFA e Ministero, che hanno riconosciuto AIOM quale interlocutore privilegiato nella gestione oculata e razionale delle risorse e degli interventi". “Bevacizumab è oggetto del più grande programma mondiale di trial clinici mai realizzato in oncologia, con oltre 300 studi clinici e 350.000 pazienti coinvolti per indagarne le potenzialità in oltre 20 tipi di tumore. Roche ha cambiato il modo in cui oggi vengono trattati i tumori, sviluppando terapie oncologiche che rappresentano progressi terapeutici importanti, aiutando i pazienti affetti da tumore a vivere più a lungo, a mantenere la loro qualità di vita e in alcuni casi ad arrivare alla guarigione” conclude Antonio Del Santo, Group Leader Onco-Haematology di Roche S.p.A.

Anteprima News

27/01/12

NASCE A MODENA IL DOCENTE PER LA MEDICINA GENERALE

Modena, 27 gennaio 2012 – La dott.ssa Padula della SIMG: “Questo corso colma un vuoto: far acquisire competenze didattiche ai professionisti delle cure primarie per la formazione dentro e fuori l’università”

Modena, 27 gennaio 2012 – Formare specialisti in grado di insegnare la Medicina Generale. È l’obiettivo del primo Master universitario di II livello, che inizia a marzo presso la Facoltà di Medicina…
25/01/12

L’UNIVERSITÀ DIVENTA “SU MISURA”, BOOM DI SERVIZI PER GLI STUDENTI. “L’INNOVAZIONE È LA NOSTRA RISPOSTA AL TAGLIO DI RISORSE”

Roma, 25 gennaio 2012 – Il Presidente Enrico Periti: “Va salvaguardata l'eccellenza dell'accademia italiana con un'offerta sempre più standardizzata e centrata sulle aspettative degli alunni e del mondo del lavoro”

Allarme risorse per le Università Italiane. Il necessario miglioramento dei servizi agli studenti si scontra con la mancanza di finanziamenti. Così, per garantire l’eccellenza che da sempre…
19/01/12

INFLUENZA, SONO 230.000 GLI ITALIANI A LETTO. I MEDICI DI FAMIGLIA: “IL PICCO ARRIVERÀ A METÀ FEBBRAIO”

Firenze, 19 gennaio 2012 – Il presidente Claudio Cricelli: “Da ottobre 1 milione e 200mila persone sono state colpite dal virus. Ogni settimana curiamo 500mila sindromi respiratorie acute”

Il picco dell’epidemia di influenza si sta avvicinando e arriverà entro la prima metà di febbraio: nell’ultima settimana di rilevazione (9-15 gennaio) il virus ha messo a letto ben 230.000 italiani.…
12/01/12

LA SIFO: SOLIDARIETÀ A RACCA, MANDELLI E D’AMBROSIO LETTIERI
LE TRATTATIVE SULLE LIBERALIZZAZIONI SI SVOLGANO IN UN CLIMA SERENO

I farmacisti ospedalieri condannano i gravi episodi intimidatori di questi giorni

Roma, 12 gennaio 2012 – “Esprimiamo solidarietà ad Annarosa Racca, presidente di Federfarma, a Andrea Mandelli, presidente FOFI, e al senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione…
19/12/11

LUTTO NEL MONDO DELL’ONCOLOGIA
IMPROVVISAMENTE SCOMPARSO IL PROF. MARCO VENTURINI

Direttore del Dipartimento di Oncologia all’Ospedale “Sacrocuore Don Calabria” di Negrar, era stato eletto presidente dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) il 7 novembre scorso

Roma, 19 dicembre 2011 – È mancato questa mattina il prof. Marco Venturini, eletto il 7 novembre scorso Presidente Nazionale dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), di cui aveva già…

Intermedia s.r.l. - Via Malta, 12/b - 25124 Brescia - Tel. 030 226105 Fax 030 2420472
C.F. e P.Iva 03275150179 - Capitale sociale IV 10.400 Euro - Iscr. Registro Imprese Trib. Brescia n. 54326 - CCIAA di Brescia 351522
E-mail: intermedia@intermedianews.it