domenica, 05 febbraio 2012

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3 marzo 2010

TUMORI: ASSISTENZA A DOMICILIO IN 9 CENTRI ONCOLOGICI SU 10. MA NEL 40% DELLE STRUTTURE MANCANO LE RADIOTERAPIE

Roma, 3 marzo 2010 - Alcune zone d’ombra ma si registra grande impulso a riabilitazione e terapia del dolore. Progressi anche nella diagnosi: dal 2003 Pet triplicate e risonanze raddoppiate. Il Sud si avvicina al Nord

Nel nostro Paese, quasi l’87% delle oncologie ha attivo un servizio di assistenza domiciliare e il 33% dispensa medicinali per la cura dei tumori a casa. In questo, i pazienti delle regioni centrali risultano più penalizzati, mentre le unità operative del Sud si avvicinano per efficienza al settentrione: un’oncologia del Nord tratta a casa in media 200 pazienti, 148 al Sud-Isole, 118 al Centro. Dal 2003, le Pet (tomografia) per le diagnosi sono triplicate: erano disponibili per il 10% delle strutture, oggi per il 30% dei centri, mentre scintigrafie e risonanze magnetiche (Rm) sono quasi raddoppiate passando dal 36 al 61% e dal 51 al 90% rispettivamente. Progressi più lenti negli apparecchi per radioterapia: presenti nel 46% delle strutture oncologiche nel primo censimento AIOM 2001, lo sono nel 60% nel 2009, mentre si registra una discesa media del 20% degli psicologi passati da 1,6 in media per centro oncologico nel 2005 a 1,3 nel 2009. Dal 2001, i servizi riabilitativi (passati dal 4,6% al 41,7% odierno) e quelli per i malati terminali hanno compiuto i progressi maggiori: le strutture per terapie anti-dolore sono quadruplicate, arrivando all’80% dei casi nel 2009, dal 70% nel 2005 e dal 20% nel 2001. Nel complesso l’oncologo medico è ritenuto la figura di riferimento primario per il paziente e i suoi familiari e sempre più svolge un ruolo centrale rispetto ad altri specialisti (chirurgo, radioterapista, anatomo-patologo, ecc.). Sono solo alcuni dei dati dello spaccato della cura dei tumori nel nostro Paese confrontato con quello dei tre precedenti censimenti dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che pubblica anche la prima ‘Carta dei servizi’, vero e proprio annuario regione per regione dell’assistenza in 230 oncologie italiane, e le nuove Linee Guida per i medici. I volumi sono stati illustrati oggi a Roma al Ministero della Salute alla presenza del prof. Ferruccio Fazio. “Il Libro Bianco dell'AIOM – ha affermato il Ministro - rappresenta un utilissimo tentativo di disegnare una mappa accurata e aggiornata dello stato dell’oncologia in Italia. Il suo utilizzo potrà quindi rendere più facile e sopratutto incisiva, l'azione del Ministero nel migliorare e correggere, laddove necessario, i livelli di prestazioni così come i servizi e l'organizzazione. L'obiettivo più ambizioso sarà quello di creare un network di tutte le Reti Oncologiche Regionali (Rete delle reti) per fornire standard di assistenza più elevati a tutti i pazienti oncologici, indipendentemente dalla sede in cui risiedono”. “Per AIOM la parola d’ordine è oggi appropriatezza – ha aggiunto Carmelo Iacono, presidente AIOM - cioè anzitutto garanzia ma anche diritto del cittadino alla migliore cura disponibile.”

“Ma per essere appropriati bisogna sapere e conoscere – continua Iacono - perciò nella IV edizione del Libro Bianco AIOM abbiamo aggiunto la Carta dei Servizi, strumento certificato facilmente consultabile per dare risposte pratiche ai problemi che pone la malattia. Una guida a 360° per l’ottimizzazione degli interventi e delle risorse”. A Libro Bianco e Carta dei Servizi si aggiungono le Linee Guida AIOM che “mirano all’ottimizzazione dell’intero percorso oncologico del paziente – spiega Evaristo Maiello, coordinatore del Working Group Linee Guida dell’AIOM – le 22 pubblicate da AIOM sono il frutto della collaborazione di 127 colleghi, in prevalenza soci AIOM, 88 revisori e ben 29 società scientifiche, per fornire a medici e pazienti indicazioni condivise, interdisciplinari e non autoreferenziali. I soci AIOM hanno così reso un servizio preziosissimo all’intera oncologia nazionale.” “Il nostro obiettivo si accomuna a quello dell’oncologo e dell’AIOM nel rendere disponibili le migliori terapie per il malato – afferma Luigi Boano direttore di Novartis Oncology – perciò sosteniamo il Libro Bianco dal 2001 e da quest’anno anche le Linee Guida AIOM”.
Dal IV Libro Bianco AIOM (524 pagine, presto disponibile su www.aiom.it) si apprende che il servizio di assistenza domiciliare è svolto in quasi il 70% (67%) dei casi dalle Asl, seguite da cooperative o ditte private (23%), in solo 1 caso su 10 direttamente dall’oncologia. E se si considera la mediana dei pazienti curati a casa con farmaci oncologici, i centri di Sud-Isole e Nord sono addirittura alla pari (95 pazienti, 34 invece al Centro). I dati AIOM evidenziano inoltre che oggi in media ci sono più di 5 (5,5) medici strutturati, cioè dipendenti fissi, per unità di oncologia, nel 2001 erano 4 (+34%). L’aumento maggiore (+53%) è negli specialisti oncologi che sono oggi 5,2 in media per unità ed erano 3,4 nel 2001. Altri dati sul personale sanitario: le donne-oncologo nel 2000 erano il 40% oggi sono il 54%; gli infermieri professionali sono passati da 8,6 in media per centro oncologico nel 2001 ai 13 del 2009. Negli ultimi anni i trattamenti specifici per i malati terminali hanno compiuto progressi notevoli: nel 2003 le strutture per le cure palliative erano presenti in 4 centri tumore su 10 della penisola, oggi in 6 su 10. Negli ultimi 6 anni, gli Hospice, strutture ‘ad hoc’ per la cura e il ricovero dei pazienti terminali, sono più che raddoppiati: disponibili nel 45% delle strutture sanitarie/oncologie oggi, nel 2003 lo erano solo nel 21% dei casi. Infine il servizio di riabilitazione, per chi ha subito un tumore, cresciuto enormemente passando dal 4,6% dei centri oncologici del 2001 (13 unità riabilitative per malati di tumori in tutt’Italia!) al 33% nel 2005 e al 42% del 2009. Per quanto riguarda le nuove 22 Linee Guida AIOM presentate in un unico volume, “da quanto finora abbiamo potuto valutare per i tumori della mammella e del colon-retto – conclude Maiello - l’aderenza media delle oncologie italiane alle indicazioni contenute nelle Linee Guida risulta dell’80% quindi molto elevata, e ciò rappresenta una notevole sicurezza per i malati curati nei nostri centri.”

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