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24 febbraio 2010
SESSO: TROPPA IGNORANZA, FAMIGLIA E SCUOLA NON BASTANO. I GINECOLOGI “USIAMO ANCHE I REALITY PER EDUCARE I GIOVANI”
Roma, 24 febbraio 2010 – Il prof. Vittori: “Nei nostri ambulatori sempre più ragazze impreparate alla vita sessuale. Ecco come unire le forze per veicolare messaggi di attenzione nelle loro trasmissioni preferite”
Un decalogo da seguire quando in TV si parla di sessualità: lo promuove la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) che propone di utilizzare i programmi più seguiti dai ragazzi per educarli a comportamenti responsabili. Parlare al “Grande fratello” di scelte consapevoli? Spiegare in “Un posto al sole” come proteggersi dai rischi? Non è una provocazione, ma quanto suggeriscono autorevoli ricerche internazionali che dimostrano come per gli adolescenti sia più facile recepire questi messaggi quando a pronunciarli sono persone con cui si identificano. I protagonisti di un telefilm, i concorrenti di un reality o i giovani talenti dei più seguiti show degli ultimi anni. E la SIGO, con il proprio progetto educazionale “Scegli Tu”, ha proposto oggi in un incontro a Roma 10 regole da condividere con autori e conduttori per utilizzare i vari format come veicolo di informazioni certificate. Se i grandi network sposeranno il progetto, l’Italia diventerà il primo Paese a dotarsi di un “codice di autoregolamentazione” su questi temi. “Il meccanismo dell’immedesimazione vale purtroppo anche all’inverso – spiega Giorgio Vittori, presidente SIGO -: se la sessualità viene affrontata in maniera superficiale o impropria si rischia di contribuire alla disinformazione dei nostri giovani. E oggi ce n’è tanta: il 37% delle adolescenti la “prima volta” non utilizza nessuna protezione (17%) o solo il coito interrotto (20%) e solo una su 5 si confronta con il medico in merito all'informazione sulla salute riproduttiva e la pianificazione familiare. Qualche tentativo di inserire messaggi educazionali in programmi “cult” si è già visto anche nella nostra TV, ma non sui temi della salute sessuale”. Il decalogo indica di cogliere ogni occasione, sia con gli autori che nelle dirette, per spiegare che ciascuno dei due partner deve fare la propria parte, per informare sui duplici rischi di un rapporto non protetto (gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili) e per sfatare luoghi comuni e convinzioni errate, come quella sull’efficacia del coito interrotto. “Nella comunicazione è necessario insistere sempre sul messaggio della doppia barriera, pillola per lei e profilattico per lui – commenta Valeria Dubini, vicepresidente dell’Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) – e va sottolineato come questo sia il modo migliore pure per proteggere la fertilità futura. Ma va anche promossa una valorizzazione del femminile a 360° perché solo così si potrà davvero creare una nuova cultura di rispetto per la donna”. I ginecologi si rendono disponibili a incontri per condividere i modelli con chi sta dietro le quinte e i presentatori “anche se è evidente che noi restiamo la figura di riferimento per quanto attiene la salute sessuale - aggiunge Vittori -. Le informazioni reperite da altre fonti vanno sempre verificate con l’esperto”.
I primi esempi di utilizzo delle fiction per la pianificazione familiare risalgono agli anni ’70, in Messico, con la soap-opera "Acompañame": dopo il primo anno di trasmissione, si registrò un incremento del 33% dell'affluenza ai consultori e le vendite di preservativi aumentarono del 23%. “Oggi i messaggi devono essere più sofisticati – commenta la dr.ssa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) – ma non c’è dubbio che si tratti di una formula vincente. Noi siamo convinti che i giovani vadano concepiti come risorsa e si debba disegnare il nostro modo di educare ed informare secondo i loro bisogni e i loro strumenti. Crediamo in un’integrazione fra scuola, famiglia, operatori sanitari, internet e tv: ognuno, secondo le proprie specificità può contribuire a migliorare la cultura contraccettiva e riproduttiva dei nostri adolescenti”. Le lacune sono ancora evidenti, se si conta che nel 2006 in Italia vi sono stati 9.525 gravidanze e 4.150 aborti nelle under 19. La SIGO, con il progetto “Scegli Tu” promuove da anni un’informazione mirata alle giovanissime su questi temi, a 360°, con un sito internet www.sceglitu.it, il numero verde della contraccezione 800.555.323, un “Osservatorio sulle abitudini sessuali”, opuscoli, agende, video su youtube e, più in generale, una costante sensibilizzazione di professionisti e Istituzioni per una diversa considerazione della salute della donna.
I primi esempi di utilizzo delle fiction per la pianificazione familiare risalgono agli anni ’70, in Messico, con la soap-opera "Acompañame": dopo il primo anno di trasmissione, si registrò un incremento del 33% dell'affluenza ai consultori e le vendite di preservativi aumentarono del 23%. “Oggi i messaggi devono essere più sofisticati – commenta la dr.ssa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) – ma non c’è dubbio che si tratti di una formula vincente. Noi siamo convinti che i giovani vadano concepiti come risorsa e si debba disegnare il nostro modo di educare ed informare secondo i loro bisogni e i loro strumenti. Crediamo in un’integrazione fra scuola, famiglia, operatori sanitari, internet e tv: ognuno, secondo le proprie specificità può contribuire a migliorare la cultura contraccettiva e riproduttiva dei nostri adolescenti”. Le lacune sono ancora evidenti, se si conta che nel 2006 in Italia vi sono stati 9.525 gravidanze e 4.150 aborti nelle under 19. La SIGO, con il progetto “Scegli Tu” promuove da anni un’informazione mirata alle giovanissime su questi temi, a 360°, con un sito internet www.sceglitu.it, il numero verde della contraccezione 800.555.323, un “Osservatorio sulle abitudini sessuali”, opuscoli, agende, video su youtube e, più in generale, una costante sensibilizzazione di professionisti e Istituzioni per una diversa considerazione della salute della donna.
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