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12 febbraio 2010
LA PROFESSIONALITA’ DEL FARMACISTA OSPEDALIERO GARANZIA DI SPESA QUALIFICATA E SENZA PERDITE
Roma, 12 febbraio 2010 – Per SIFO e SiNaFO non esistono “vaste aree di spreco”
Improprie ed empiriche. La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e il Sindacato Nazionale Farmacisti Ospedalieri (SiNaFO) bollano così le recenti affermazioni su alcuni organi di stampa a proposito di “vaste aree di spreco” nella spesa farmaceutica ospedaliera e in particolare riguardanti la loro non tracciabilità e lo sfondamento del tetto previsto. “In realtà – afferma Laura Fabrizio, Presidente della SIFO – il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera non è stato rispettato semplicemente perché è stato empiricamente abbassato senza tener conto che i farmaci realmente innovativi, e quindi a più alto costo, sono quasi totalmente quelli di esclusivo uso ospedaliero. Farmaci – continua Laura Fabrizio - utilizzati soprattutto per gravi patologie come cancro, malattie autoimmuni e infettive e che, in quanto innovativi, devono essere sottoposti a monitoraggio intensivo. Per questo, inoltre, il loro utilizzo in un contesto ospedaliero, piuttosto che nell’ambito territoriale, è garanzia della sicurezza del paziente”. “Con l’obiettivo di assicurare la massima qualità possibile con le risorse realmente a disposizione – afferma Pietro Finocchiaro – Segretario Nazionale SIFO –, la spesa farmaceutica in ambito ospedaliero è sempre attentamente controllata e monitorata dal farmacista delle Aziende Sanitarie, che coadiuva attivamente clinici e amministratori nell’ambito dell’appropriatezza e della razionalizzazione dei costi”. “Non esistono le supposte vaste aree di spreco – ribadisce Giangiuseppe Console, Segretario Nazionale del SiNaFO - perché nelle Aziende Sanitarie, le farmacie ospedaliere attuano un costante monitoraggio delle terapie farmacologiche, soprattutto se costose e innovative, attraverso piani terapeutici, richieste motivate, applicazione di Linee guida e protocolli terapeutici, analisi di Health technology assessment (Hta), allestimento centralizzato di chemioterapici antiblastici ecc… Chi è a conoscenza di aree di spreco – prosegue Console -, soprattutto se riveste incarichi di responsabilità a livello nazionale, piuttosto che rilasciare generiche affermazioni, avrebbe il dovere di fare specifiche denunce perché le stesse siano rimosse”.
Il dirigente farmacista delle Aziende Sanitarie, inoltre, svolge un importante e qualificato apporto anche negli interventi per il contenimento della spesa territoriale relativi alla dispensazione dei farmaci attraverso le Farmacie di comunità, grazie sia ad un accurato controllo del rispetto della convenzione tra queste Farmacie, che erogano i farmaci ai cittadini e il Ssn che paga, sia all’apporto qualificato per una reale appropriatezza delle prescrizioni, sia alla promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti, e ad altre azioni. Il contenimento della spesa farmaceutica territoriale deriva, quindi, da questi interventi, non tanto dal canale di distribuzione. Mentre si può ipotizzare che gli interessi manifestati da parte di associazioni dei farmacisti convenzionati verso i farmaci innovativi e costosi, possano essere mossi, anche , dalla possibilità di crescita dei volumi di attività della farmacia convenzionata, nessuna attività commerciale o di lucro è legata alla professionalità dei farmacisti che operano nelle Aziende Sanitarie che da sempre offrono il loro apporto qualificato a vantaggio della collettività e nell’interesse della pubblica amministrazione e non certo per motivi commerciali. “Inoltre – conclude Finocchiaro - nell’ambito dei reparti, il farmacista ospedaliero collabora attivamente insieme ai clinici non solo per il contenimento della spesa ma anche per la sicurezza del paziente. Elementi che la SIFO e il SiNaFO perseguono con tutti i mezzi a loro disposizione”. I farmacisti dirigenti ospedalieri e territoriali, pertanto, si sentono parte di una rete integrata di assistenza ospedale-territorio, ove è normale e giusto che convivano e si integrino le due forme di assistenza farmaceutica ospedaliera e territoriale e - come di consueto - sono pronti attraverso il loro operato professionale, a continuare a collaborare con tutti gli attori coinvolti per qualificare sempre più la spesa farmaceutica sotto il profilo sia qualitativo sia quantitativo, unicamente a vantaggio della collettività.
Il dirigente farmacista delle Aziende Sanitarie, inoltre, svolge un importante e qualificato apporto anche negli interventi per il contenimento della spesa territoriale relativi alla dispensazione dei farmaci attraverso le Farmacie di comunità, grazie sia ad un accurato controllo del rispetto della convenzione tra queste Farmacie, che erogano i farmaci ai cittadini e il Ssn che paga, sia all’apporto qualificato per una reale appropriatezza delle prescrizioni, sia alla promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti, e ad altre azioni. Il contenimento della spesa farmaceutica territoriale deriva, quindi, da questi interventi, non tanto dal canale di distribuzione. Mentre si può ipotizzare che gli interessi manifestati da parte di associazioni dei farmacisti convenzionati verso i farmaci innovativi e costosi, possano essere mossi, anche , dalla possibilità di crescita dei volumi di attività della farmacia convenzionata, nessuna attività commerciale o di lucro è legata alla professionalità dei farmacisti che operano nelle Aziende Sanitarie che da sempre offrono il loro apporto qualificato a vantaggio della collettività e nell’interesse della pubblica amministrazione e non certo per motivi commerciali. “Inoltre – conclude Finocchiaro - nell’ambito dei reparti, il farmacista ospedaliero collabora attivamente insieme ai clinici non solo per il contenimento della spesa ma anche per la sicurezza del paziente. Elementi che la SIFO e il SiNaFO perseguono con tutti i mezzi a loro disposizione”. I farmacisti dirigenti ospedalieri e territoriali, pertanto, si sentono parte di una rete integrata di assistenza ospedale-territorio, ove è normale e giusto che convivano e si integrino le due forme di assistenza farmaceutica ospedaliera e territoriale e - come di consueto - sono pronti attraverso il loro operato professionale, a continuare a collaborare con tutti gli attori coinvolti per qualificare sempre più la spesa farmaceutica sotto il profilo sia qualitativo sia quantitativo, unicamente a vantaggio della collettività.
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