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2 luglio 2002

SINTESI DEL RAPPORTO UNICEF SULL’HIV/AIDS

· Fino a 68 milioni di persone potrebbero morire a causa dell’Aids nei primi 20 anni del secolo in corso.

· Ogni giorno 6000 giovani di tutto il mondo cadono vittime dell’Hiv. La metà di tutti i nuovi casi di infezione si registra tra i 15 e i 24 anni. Le cause?
1. La maggior parte dei ragazzi inizia ad avere rapporti sessuali presto e oltre la metà della popolazione giovanile ha notizie scarse, imprecise e fuorvianti su come proteggersi;
2. in alcuni dei Paesi maggiormente a rischio solo il 20% dei giovani è correttamente informato. E più si abbassa l’età, più sale l’imprudenza: i teen-agers tendono infatti a proteggersi dall’Hiv meno di quanto facciano i ventenni.

· “Ci sono due dati di fatto che guidano l’attuale evoluzione della crisi dell’Hiv/Aids - afferma Carol Bellamy, direttore generale dell’Unicef -. Uno è che i giovani hanno rapporti sessuali, un fatto con cui il mondo deve decidersi a fare i conti se vuole costruire programmi di prevenzione efficaci. L’altro è che i giovani non hanno le conoscenze corrette per proteggersi. La conseguenza tragica è che un numero spropositato di giovani cade preda dell’Hiv: 6.000 al giorno”.

· In molti Paesi, ragazzi e ragazze non sposati iniziano la loro vita sessuale prima dei 15 anni: in Brasile, Ungheria e Kenya, oltre un quarto dei ragazzi tra i 15 e 19 anni intervistati ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali prima dei 15 anni.

· Gli adolescenti più giovani tendono a proteggersi meno di quanto facciano i ventenni. In Burkina Faso, solo il 45% dei maschi tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di usare profilattici nei rapporti extra-matrimoniali, contro il 64% dei maschi dai 20 ai 24 anni; nel Malawi la percentuale e’ del 29% contro il 47%. In Romania, il 39% dei maschi ha usato il profilattico al primo rapporto sessuale.

· Sono piu’ di 13 milioni i bambini con meno di 15 anni che hanno perso uno o entrambi i genitori a causa dell’Aids. Il numero, secondo le previsioni, è destinato a raddoppiare entro il 2010. Per questi bambini, i rischi di malattia, abusi e sfruttamento sessuale sono “piu’ gravi” che per i bambini rimasti orfani per altre cause.

· A rischiare di più sono le ragazze. Nell’Africa subsahariana, la regione più colpita dall’Hiv/Aids, tra i giovani dai 15-19 anni contagiati, più di due terzi sono femmine. In Etiopia, Malawi, Tanzania, Zambia e Zimbabwe, nella stessa fascia d’età, per ogni ragazzo sieropositivo ci sono da 5 a 6 ragazze Hiv+. In Africa orientale e meridionale i casi sono del 17%-22% per le femmine, del 3%-7% per i maschi.

· In Paesi dove esistono epidemie generalizzate di Hiv, come Camerun, Repubblica Centrafricana, Guinea Equatoriale, Lesotho e Sierra Leone, oltre l’80% delle giovani tra i 15 e i 24 anni non ha un’adeguata conoscenza dell’Hiv.

· Anche gli adolescenti informati a volte non prendono precauzioni, poiché non hanno le capacit° di negoziare l’astinenza o l’uso di profilattici, hanno vergogna di affrontare argomenti legati al sesso o ritengono che il loro rischio sia limitato.

· Secondo il rapporto sono proprio i giovani il fattore chiave per invertire la tendenza, come dimostrano le esperienze di alcuni Paesi. In Thailandia, per esempio, dove il Governo ha condotto una campagna per l’uso dei profilattici nei luoghi dove si pratica la prostituzione, o in Brasile dove, grazie alle campagne di informazione e i servizi di prevenzione, le vendite di profilattici sono balzate da 70 milioni di pezzi nel 1993 a 320 milioni nel 1999.

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