mercoledì, 20 settembre 2017

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17 maggio 2002

SPECT: CHE COS’È E COME FUNZIONA

È un esame in cui una piccola ed innocua quantità di radioattività che, attraverso l’esame del funzionamento di determinati organi, fornisce immagini in grado di consentire al medico di diagnosticare correttamente lo stato di salute del paziente.

SPECT significa tomografia ad emissione di singolo fotone. Al di là dei concetti teorici che sono alla base di questo esame è importante conoscere quali dati permette di ottenere.
A seconda delle sostanze utilizzate possiamo avere informazioni:

Ø sul metabolismo legato al flusso sanguigno (Spect flusso)
Ø sul percorso della dopamina qualora utilizziamo un suo analogo
· fluorodopa nella Pet, che si correla bene con il numero di cellule della sostanza nera e con i livelli di dopamina striatale
· Ioflupane nella SPECT, sostanza che si lega ai trasportatori della levodopa

Il grado di radioattività nelle strutture del cervello interessate dalla malattia viene registrato su una pellicola e presentato come variazione di colore: più è presente attività, più è chiaro il colore. Questa tecnica riveste un ruolo molto importante sia per quanto riguarda la diagnosi che per la valutazione dell’evoluzione di malattia. È di istituzione relativamente recente e probabilmente avrà ulteriori sviluppi e utilizzi.


LE 8 DOMANDE PIÙ FREQUENTI SU SPECT


1. Come si pratica?
Il farmaco è iniettato in una vena del braccio, poi si aspetta un tempo variabile a seconda dell'esame. Durante l'esecuzione dell'esame la posizione del paziente può essere distesa o seduta. La gammacamera, l'apparecchio con il quale si esegue l'esame, sarà posto vicino al paziente. Non c'è alcun problema per le persone che soffrono di claustrofobia.

2. E' necessaria una preparazione particolare prima dell'esame?
Generalmente non è necessaria nessuna preparazione; viene consigliato un digiuno di circa 2/4 ore prima dell’inizio dell’indagine.

3. Cosa avviene dopo la somministrazione del farmaco radioattivo?
Il tempo di attesa dopo la somministrazione dipende dall'esame; per esami dinamici si può iniziare subito, per altri esami, come ad esempio la tomoscintigrafia cerebrale con il nuovo radiofarmaco Ioflupane, è necessario aspettare circa 3 ore. Le scintigrafie con Iodio 131 richiedono che il paziente ritorni dopo alcuni giorni.

4. Le radiazioni sono pericolose?
La dose assorbita relativa agli esami di medicina nucleare è bassa, paragonabile o inferiore a un esame radiografico.

5. Si può fare in gravidanza? E durante l’allattamento?
Bisogna informare il medico, prima della somministrazione del farmaco, della gravidanza in corso o presunta. E' infatti necessario prendere ogni precauzione e discutere con lo specialista della effettiva necessità dell'esame. Alcune sostanze radioattive possono passare nel latte materno. E' opportuno informare il medico nucleare che valuterà se interrompere l'allattamento e per quanti giorni o se è il caso di rimandare l'esame.

6. L’esame può essere praticato ai bambini?
Sì, la quantità di farmaco è proporzionata al peso.

7. Cosa è necessario fare dopo l'esame?
Si può mangiare normalmente; è consigliabile bere più del solito in modo da liberarsi prima dalle sostanze iniettate.

8. E' possibile tornare al lavoro dopo l'esame?
Si, non vi è nessuna controindicazione.

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