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21 giugno 2018

VENETO, OLTRE IL 20% DEI CITTADINI E’ ASSISTITO DA MEDICO FAMIGLIA E INFERMIERE
LA SIMG: “E’ UNA COLLABORAZIONE VINCENTE CHE VA ESTESA E RAFFORZATA”

Il dott. Claudio Cricelli (presidente SIMG): “La cooperazione tra queste due figure professionali raddoppia l’aderenza ai Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e riduce il rischio di ospedalizzazioni”

Padova, 21 giugno 2018 – In Veneto il 20% dei cittadini già oggi riceve le cure primarie sul territorio grazie a una assistenza congiunta di medico di famiglia, infermiere e collaboratore di studio. Questa integrazione tra diverse figure professionali che lavorano insieme, collaborando con i medici specialisti, può risultare vincente per rispondere ai bisogni di salute di una popolazione nella quale la prevalenza di persone anziane con malattie croniche è in costante aumento. I dati di MilleinRete, estratti dalle cartelle cliniche dei medici di famiglia e aggiornati al 2017, confermano che il diabete riguarda il 7.4% della popolazione (il 17.3% di chi ha più di 65 anni e il 22% di chi ne ha più di 75), la diagnosi di ipertensione interessa il 29% dei cittadini (il 58,9% di chi ha più di 65 anni), e l’elenco continua per fibrillazione atriale, malattie respiratorie, insufficienza cardiaca, tumori. Sono centinaia gli assistiti che per questi problemi di salute accedono dalle 20 alle 30 volte l’anno dal proprio medico. L’integrazione del lavoro di medico di famiglia, infermiere e assistente di studio nelle stesse strutture permette di realizzare i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA). E questo determina effetti positivi prima di tutto per la salute dei malati ma anche per l’efficienza del sistema sanitario regionale. E’ quanto emerge dal Progetto Arcipelago, sviluppato dalla Scuola Veneta di Medicina Generale in 10 Medicine di Gruppo Integrate che verrà presentato al Congresso Regionale SIMG Veneto. L’evento dura due giorni, si apre domani a Padova e vede la partecipazione di oltre 200 camici bianchi. “Quelli con malattia cronica sono una categoria di pazienti che hanno la necessità di cure continuative per lunghi periodi - afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) -. E’ auspicabile che la collaborazione tra medico di famiglia, infermiere e assistenti di studio venga estesa per poter garantire una presa in carico del malato più completa, soprattutto per quanto riguarda la promozione di stili di vita salutari e l’esecuzione degli esami più semplici, il monitoraggio e l’educazione sanitaria, e l’addestramento dei familiari che assistono persone anziane ed ammalate. I vantaggi sono evidenti, nel tempo si riducono le ospedalizzazioni determinate dalle complicanze o dal riacutizzarsi delle patologie croniche.”. “Si tratta di una tipologia di cooperazione che va estesa anche ai pazienti più fragili - prosegue il dott. Maurizio Cancian, coordinatore regionale SIMG Veneto -. Una ricerca recente promossa dalla SIMG e realizzata da 60 medici di famiglia del Veneto su un campione di oltre 80.000 cittadini dimostra che più del 20% delle persone di età superiore a 65 anni si trova in condizione di fragilità. La crescita constante dell’età media della popolazione rende non più rinviabile una riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Il Veneto può rappresentare un laboratorio estremamente interessante dove sperimentare nuove soluzioni organizzative e modelli di presa in carico basati sull’evidenza di efficacia. Al Congresso presenteremo dati relativi ai processi di cura e alle buone pratiche, questi dovranno essere sostenuti da modelli organizzativi e da contesti normativi utili a renderli trasferibili e sostenibili”.

Anteprima News

18/07/18

TUMORI GASTROINTESTINALI CON FUSIONI GENICHE DI TRK: TASSO DI RISPOSTA GLOBALE DEL 67% CON LAROTRECTINIB DI BAYER

• Una sub-analisi conferma risposte marcate, rapide e durature per larotrectinib in pazienti con neoplasie maligne gastrointestinali localmente avanzate o metastatiche che presentano fusioni geniche di neurotrophic tropomyosin receptor kinase (NTRK)
• Larotrectinib è oggetto di Priority Review negli Stati Uniti

Milano, 18 luglio 2018 – Sette pazienti su dieci colpiti da tumori gastrointestinali, che presentano una particolare alterazione genetica, la fusione di geni NTRK (neurotrophic tropomyosin receptor…
16/07/18

AUTISMO: SONO 500MILA GLI ITALIANI COLPITI DALLA MALATTIA
AL VIA IL PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE TRA FIMP E ISS

Firmato un accordo tra la Federazione Italiana Medici Pediatri e l’Istituto Superiore
di Sanità. Le prime attività in programma riguarderanno il riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo e lo studio dell’impatto dei fattori ambientali sulla salute di bambini e adolescenti

Roma,16 luglio 2018 – Sottoscritto un accordo formale di collaborazione tra la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). “Si tratta di un accordo lungimirante…
06/07/18

SIMG: “CONDIVIDIAMO IL DOCUMENTO DELL’ISS SUI VACCINI
CONTIENE DATI E EVIDENZE SOSTENUTI DALLA COMUNITÀ SCIENTIFICA”

Firenze, 6 luglio 2018 – “Condividiamo i contenuti del documento diffuso ieri dall’Istituto Superiore di Sanità. Esso contiene dati di fatto ed evidenze condivise dalla comunità scientifica del…
04/07/18

BRISTOL-MYERS SQUIBB RICEVE IL PARERE POSITIVO DEL CHMP, CHE RACCOMANDA L'APPROVAZIONE DI NIVOLUMAB PER IL TRATTAMENTO ADIUVANTE DI PAZIENTI ADULTI CON MELANOMA

Primo e unico agente anti PD-1 a ricevere parere positivo dal CHMP nel setting adiuvante

PRINCETON, 4 luglio 2018 – Bristol-Myers Squibb Company (NYSE: BMY) ha annunciato che il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia europea per i farmaci (EMA) ha raccomandato…
03/07/18

Carcinoma ovarico: olaparib in prima linea ritarda in modo significativo la progressione della malattia

Lo studio SOLO-1 dimostra un vantaggio statistico e clinicamente rilevante di progressione libera di malattia (PFS), confermando il profilo di sicurezza, nel trattamento in mantenimento di 1° linea per pazienti con carcinoma ovarico che presentino una mutazione di BRCA.

Lo studio SOLO-1 conferma l’importanza dell’identificazione della paziente con mutazione di BRCA sin dalla diagnosi per accedere alla corretta terapia con un PARP inibitore.

Commercializzato da AstraZeneca e MSD, olaparib è ad oggi l'unico PARP inibitore a dimostrare un'efficacia significativa sulla prima linea, ponendosi in un setting curativo e non solo palliativo.

3 Luglio 2018 - AstraZeneca e MSD hanno annunciato i risultati positivi dello studio SOLO-1: il trial di Fase III, randomizzato, in doppio cieco di olaparib in compresse controllato con placebo. Le…

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