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9 febbraio 2018

ABRUZZO: “NEL 2016 OSSERVATI 7.824 NUOVI CASI DI TUMORE
IL 30% DEI CITTADINI FUMA, SERVE PIÙ IMPEGNO NELLA PREVENZIONE”

Pescara, 9 febbraio 2018 – Le 5 neoplasie più frequenti fra gli abruzzesi sono quelle del colon-retto (1.141), seno (1.090), polmone (795), prostata (766) e vescica (646). Nella Regione 58mila persone vivono dopo la diagnosi. Donato Natale, coordinatore regionale AIOM: “Il 40% delle diagnosi è evitabile con uno stile di vita sano”

Nel 2016 in Abruzzo sono stati diagnosticati 7.824 nuovi casi di tumore (4.204 uomini e 3.620 donne). Le 5 neoplasie più frequenti fra gli abruzzesi sono quelle del colon-retto (1.141), seno (1.090), polmone (795), prostata (766) e vescica (646). È la fotografia dell’universo cancro raccolta nel quarto Report del Registro Tumori Regione Abruzzo. Il documento è presentato oggi a Pescara presso l’Agenzia Sanitaria Regionale (ASR) insieme ai dati regionali contenuti nel volume “I numeri del cancro in Italia 2017”, realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM. “I dati contenuti nel libro – spiega il dott. Donato Natale, Coordinatore AIOM Abruzzo e Oncologo Medico presso l’Unità Operativa complessa di Oncologia Medica del Presidio Ospedaliero di Pescara - permettono di impostare programmi efficaci di prevenzione: si deve fare di più per ridurre l’impatto di questa malattia perché oltre il 40% delle diagnosi è evitabile seguendo uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta). È scientificamente provato che il cancro è la patologia cronica che risente più fortemente delle misure di prevenzione”. Gli abruzzesi però sembrano ignorare questi consigli: il 35,8% è sedentario, il 34% è in sovrappeso e il 10,9% obeso, percentuali superiori rispetto alla media nazionale (rispettivamente pari al 32,5%, 31,7% e 10,5%). I fumatori sono il 29,7% della popolazione (26,4% in Italia). “Ogni giorno in Abruzzo vengono diagnosticati più di 20 nuovi casi – continua il dott. Natale -. Quello che veniva un tempo considerato un male incurabile è divenuto in moltissimi casi una patologia da cui si può guarire o con cui si può convivere a lungo con una buona qualità di vita. Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per combattere il cancro, come l’immuno-oncologia e le terapie target che si aggiungono a chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Tutto questo, unito alle campagne di prevenzione promosse con forza anche da AIOM, si traduce nel costante incremento dei cittadini vivi dopo la diagnosi, che nella nostra Regione sono più di 58mila”. “È necessario rispondere alle esigenze di questi pazienti, che spaziano dall’accesso alle terapie innovative, alla riabilitazione fino alle visite di controllo e al reinserimento nel mondo del lavoro – sottolinea il dott. Silvio Paolucci, Assessore alla Programmazione Sanitaria della Regione Abruzzo -. Grazie a un accordo siglato con la Conferenza Stato-Regioni, abbiamo previsto una completa rivisitazione dei percorsi di cura oncologica, con la creazione di HUB regionali (Comprehensive Cancer Center), che andranno a costituire un network nazionale con quelli delle altre Regioni italiane. In questo modo potranno essere condivise metodologie e buone pratiche. Altro punto fondamentale è rappresentato dalla prevenzione, con un ulteriore potenziamento degli screening, che verranno eseguiti con attrezzature diagnostiche sempre più all’avanguardia. Un altro strumento importante che consente di analizzare nel dettaglio i dati epidemiologici è il Registro Tumori Regionale”.
“Il Registro istituito nel dicembre 2014 e gestito dall’ASR ABRUZZO, con il supporto di un Comitato di Coordinamento e di un gruppo tecnico di lavoro multidisciplinare, rappresenta un importante passo in avanti per consolidare l’esperienza della nostra Regione in prospettiva di un continuo miglioramento dell’organizzazione dell’area oncologica – afferma il dott. Alfonso Mascitelli, Direttore Agenzia Sanitaria Regionale -. Le informazioni raccolte, infatti, vengono già utilizzate per l’elaborazione dei percorsi diagnostico-terapeutici approvati di recente, che richiederanno un monitoraggio continuo sulla qualità dei risultati”.
“La grande maggioranza dei registri tumori attivi in Italia ha impiegato diversi anni per riuscire a raccogliere i dati, procedere alle necessarie verifiche, realizzare i database dinamici e le relative analisi – spiega il prof. Lamberto Manzoli, Responsabile Registro Tumori Regione Abruzzo -. L’ASR-Abruzzo si era posta l’obiettivo ambizioso di avviare entro i primi 12 mesi tutte le attività fondamentali del Registro e di presentare i primi risultati: abbiamo realizzato il primo report raccogliendo i dati di incidenza dei più frequenti tumori dei residenti in Abruzzo negli anni 2004-2014, stratificati per sede tumorale e per sesso. Abbiamo poi realizzato un Report specificamente dedicato ai tumori ematologici ed uno studio caso-controllo sui Comuni di Popoli e Bussi sul Tirino. Ora abbiamo concluso il quarto Report, sull’incidenza osservata di tumore nelle province abruzzesi nel 2016, ed i dati aggiornati contenuti nel libro sui ‘Numeri del cancro’ ci permettono di comprendere se esistono differenze nel rischio di tumore rispetto al resto d’Italia, ed eventualmente per quali sedi”. Il Registro Tumori Abruzzo è attivo, ma non ha ancora ottenuto l’accreditamento AIRTUM, qualifica che richiede che siano inviati i dati di attività di almeno 3 anni consecutivi. “I Registri Tumori di popolazione rappresentano un importante strumento per il monitoraggio della patologia oncologica – sottolinea il dott. Paolo Contiero, consigliere nazionale AIRTUM -. La rete dei Registri Tumori italiani riuniti nell’AIRTUM comprende 47 Registri Tumori generali (che raccolgono informazioni su tutte le neoplasie) e 4 Registri Tumori specializzati (per fasce d’età o per specifica patologia) e condivide un archivio centralizzato. In Italia quasi 37 milioni di cittadini, pari al 62% della popolazione, vivono in aree coperte dall’attività dei Registri Tumori accreditati dall’AIRTUM. La rete italiana, in continua espansione, sorveglia attualmente una popolazione tra le più ampie in Europa. Nel Nord Italia ci si ammala di più rispetto al Sud. Il tasso d’incidenza tra gli uomini è più basso dell’8% al Centro e del 17% al Sud/Isole rispetto al Nord e per le donne del 5% e del 18%. Fondamentale importanza rivestono le strategie di prevenzione primaria contro l’inquinamento di atmosfera, acqua e suolo, il sovrappeso, l’eccessivo consumo di alcool e di carni rosse, l’abitudine al fumo e l’inattività fisica. Per quanto riguarda la sopravvivenza, sebbene con differenze meno elevate rispetto agli anni precedenti, si mantiene attualmente ancora un gradiente Nord-Sud, a sfavore delle aree meridionali, sia per il totale dei tumori che per alcune delle sedi principali”. Fra i fattori che incidono in senso negativo sulle percentuali di sopravvivenza per alcune neoplasie vi è la scarsa adesione ai programmi di screening organizzati (PASSI 2013-2016): in Abruzzo solo il 41,5% delle donne ha effettuato la mammografia per la diagnosi precoce del tumore del seno (53,5% Italia), il 39,3% ha eseguito il Pap test per la diagnosi iniziale del tumore del collo dell’utero (44,6% Italia) e solo il 16,6% dei cittadini ha eseguito il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare in fase precoce il cancro del colon retto (36,4% Italia). I tre tumori più frequenti fra le donne nella Regione sono quelli della mammella (1.083 casi nel 2016), colon-retto (488) e polmone (217), fra gli uomini le neoplasie della prostata (766), colon-retto (653) e polmone (578). “La conoscenza dei dati presentati in questo volume - spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione - potrà rendere più facile e incisiva l’azione di miglioramento del livello delle prestazioni e dei servizi, in particolare per lo sviluppo dei percorsi e delle reti oncologiche, garanzia di uguale accesso, tempestività, qualità e appropriatezza sia negli iter diagnostici che nelle cure per tutti i cittadini in tutte le Regioni. Ricerca clinica e traslazionale, umanizzazione, rapporto medico-paziente, informazione e prevenzione sono alcune tra le parole chiave da conoscere ed implementare per chi ha compiti di responsabilità nei confronti dei cittadini ammalati di tumore”. In Abruzzo nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile) sono stati 3.656 i decessi attribuibili a tumore: la neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quella del polmone (591), seguita da colon-retto (449), seno (255) stomaco (208) e pancreas (200).
“Sono oltre 3 milioni e trecentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di cancro – conclude la dott.ssa Stefania Gori, presidente nazionale AIOM -. È un numero importante che evidenzia il peso della patologia oncologica e lo sforzo continuo per migliorare la sopravvivenza dei pazienti non solo in termini quantitativi ma anche di qualità di vita. Oggi le due neoplasie più frequenti, quella della prostata negli uomini e del seno nelle donne, presentano sopravvivenze a 5 anni pari a circa il 90%, con percentuali ancora più elevate quando la malattia è diagnosticata in stadio precoce. Risultati sicuramente incoraggianti, che ci spingono a impegnarci ancora di più sia sul fronte della ricerca che della prevenzione”.

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