mercoledì, 20 settembre 2017

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7 luglio 2017

DECRETO VACCINI: “SOLO LE CURE DEL TERRITORIO GARANTISCONO LA GIUSTA PROFESSIONALITÀ. VANNO INTEGRATI IN RETE GLI STUDI DEI PEDIATRI E DEI MEDICI DI FAMIGLIA”

Roma, 7 luglio 2017 - Il presidente Giampietro Chiamenti: “La profilassi non è solo fare una puntura, ma un’attività che richiede competenze, organizzazione e un rapporto di fiducia costruito nel tempo con le famiglie”

“Il pediatra di famiglia è la figura professionale che in Italia sviluppa e garantisce l’assistenza sanitaria a bambini e adolescenti in tutti i suoi aspetti, in particolare per tutto quanto attiene alla prevenzione ed al mantenimento del buono stato di salute. In queste ore invece, nell’ambito della discussione degli emendamenti alla legge sull’obbligo vaccinale in corso all’interno della XII Commissione del Senato, sembra che ci sia dimenticati di questa evidenza. Va modernizzato il sistema vaccinale integrando in rete gli studi dei pediatri di famiglia e dei medici di medicina generale”. È la presa di posizione del dott. Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) sul testo relativo al decreto vaccini in discussione al Senato. “La vaccinazione di un bambino – spiega il dott. Chiamenti - è un atto sanitario che non può non far parte della professionalità del pediatra di famiglia che dei piccoli pazienti cura ogni aspetto di tipo sanitario e sociale e rappresenta il principale, ed in molti casi esclusivo, riferimento per le famiglie che ogni giorno si rivolgono ai nostri studi per qualsiasi informazione, consiglio, cura e supporto in situazioni di difficoltà. Vaccinare non è solo fare una puntura, ma è un’attività che richiede competenze professionali, formazione continua, sensibilità, organizzazione, capacità relazionali, facilità di accesso, che le famiglie possono trovare solo nell’ambito delle cure primarie e dell’organizzazione capillare che i pediatri di famiglia e i medici di medicina generale offrono in Italia. La vaccinazione non può essere demandata ad altre figure professionali non altrettanto adeguatamente formate e che non possono mettere in campo quel rapporto diretto e fiduciario con le famiglie che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro Servizio Sanitario Nazionale. In Italia abbiamo negli anni garantito ad ogni bambino il suo pediatra di famiglia, crediamo che i bambini abbiano il diritto di essere vaccinati dal loro pediatra e le famiglie di potersi rivolgere per questo allo specialista che hanno scelto per la salute dei loro figli”. “Facciamo un appello – continua il dott. Chiamenti - che è anche un suggerimento alle istituzioni politiche e sanitarie che con grande serietà stanno affrontando un tema così delicato e alle quali la FIMP manifesta ancora una volta la propria soddisfazione per l’attenzione alla salute dei nostri assistiti, a non disperdere queste energie positive e reali che il nostro paese può vantare e che deve avere il coraggio e la responsabilità di coinvolgere ed impiegare al fine di modernizzare il sistema vaccinale che ha dato negli anni passati risultati importanti ma che ora ha necessità di nuove energie e nuovi stimoli di cui il Decreto Legge in approvazione ha bisogno per realizzarsi nei suoi obiettivi”. “Ci aspettiamo – conclude il dott. Chiamenti - che finalmente anche l’ambito delle cure primarie pediatriche possa essere coinvolto nelle attività vaccinali attraverso una programmazione che deve essere avviata in ogni regione e che riconosca nel pediatra di famiglia una figura di riferimento essenziale per fornire una corretta informazione, aumentare l'adesione alle vaccinazioni e raggiungere le coperture vaccinali previste”.

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