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4 luglio 2017

FIMMG, FIMP E SUMAI: “RICONSIDERARE L’ATTO DI INDIRIZZO PER LA MEDICINA CONVENZIONATA PRIORITÀ PER IL MANTENIMENTO DEL SSN”

Giovedì 6 luglio le tre organizzazioni sindacali incontreranno i rappresentanti dei cittadini e dei partiti per fare il punto sulla riforma dell’assistenza sanitaria territoriale

Roma, 4 luglio 2017 – Gli esecutivi nazionali delle tre organizzazioni sindacali più rappresentative dei medici del territorio (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale FIMMG; Federazione Italiana Medici Pediatri FIMP e Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell'Area Sanitaria SUMAI) incontreranno giovedì 6 luglio (alle 10 presso la Residenza di Ripetta in Roma) i rappresentanti dei cittadini e i riferimenti dei partiti sui temi della sanità e del sociale. Verranno affrontate in quella sede le determinazioni degli incontri delle Regioni in programma tra mercoledì 5 e giovedì 6 luglio riguardanti l’assistenza sanitaria territoriale e la sua riforma da attuare attraverso la ripresa dell'attività contrattuale.
Silvestro Scotti (segretario nazionale FIMMG) Giampietro Chiamenti (presidente FIMP) e Antonio Magi (segretario SUMAI ASSOPROF) rappresentanti dei sindacati maggioritari delle tre aree (medicina generale, pediatria e specialistica), da tempo sostengono che la valorizzazione contrattuale dell’assistenza sanitaria territoriale debba passare attraverso un nuovo atto d’indirizzo da parte del comitato di settore Regioni-Sanità. “Abbiamo già registrato con soddisfazione l’impegno in tal senso dell’Assessore Antonino Saitta in sede di Commissione Salute della Conferenza delle Regioni - affermano Scotti, Chiamenti e Magi -. Siamo convinti che per un serio rilancio dell’assistenza territoriale, come minimum data set, si deve stabilire che il rinnovo contrattuale, in considerazione di quando disposto dall’ultima legge di stabilità, abbia un valore economico oltre che normativo. Non vorremmo che si stessero trovando distinguo legati più a schieramenti politici che alle reali necessità del Paese e del servizio sanitario nazionale (SSN). Ci aspettiamo che i Presidenti delle Regioni assumano finalmente una decisione chiara circa la volontà di ammodernare i loro servizi sanitari regionali e di conseguenza tutto il SSN, facendo delle cure primarie un progetto armonico, equamente diffuso e funzionante in tutta la nazione”.

“Le sfide che si prospettano - aggiungono Scotti, Chiamenti e Magi - su temi come la prevenzione, con in testa quella vaccinale, la gestione della cronicità e della non autosufficienza, trovano soluzione tramite lo sviluppo della specialistica ambulatoriale convenzionata interna, della medicina generale e della pediatria di libera scelta attraverso una maggior disponibilità di personale di studio e di strumenti di diagnostica in una logica di medicina di prossimità, per una risposta più immediata e qualificata sia nella presa in carico delle patologie croniche che di quelle acute non complicate. Siamo già in ritardo, visto oltretutto l’evidente e preoccupante diminuzione dei medici dovuta a uno scarso ricambio generazionale. Incontriamo la politica e i cittadini per fare chiarezza sulle responsabilità di chi vuole marginalizzare il territorio per distruggere il SSN. Se non arrivassero risposte immediate dalla Conferenza delle Regioni, liberi da obiettivi negoziali, ci occuperemo di informare i cittadini attraverso campagne di comunicazione per smascherare i veri responsabili del soffocamento dell’assistenza territoriale, utilizzando anche gli strumenti più tipici dell’azione sindacale (stato di agitazione e sciopero) per mostrare al Paese il nostro profondo e radicale contrasto” concludono i rappresentati sindacali.

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