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26 gennaio 2017

TUMORI: 62.900 NUOVE DIAGNOSI NEL 2016 IN LOMBARDIA. “DECISIVI I PASSI AVANTI DELLA RICERCA, NON È PIÙ IL MALE INCURABILE”

Bergamo, 26 gennaio 2017 – Il dott. Giordano Beretta, segretario nazionale AIOM: “Armi efficaci come l’immuno-oncologia allungano la sopravvivenza”. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “È essenziale garantire a tutti cure sempre più innovative”. Nel capoluogo ogni anno si stimano circa 6.450 casi

In Lombardia nel 2016 sono state stimate 62.900 nuove diagnosi di tumore (32.600 uomini, 30.300 donne), il 17% del totale in Italia (365.000). E le cinque neoplasie a maggior impatto (seno, prostata, colon-retto, polmone e stomaco) fanno registrare ogni anno nella Regione circa 32.200 nuove diagnosi. A queste cifre in costante crescita si accompagnano però le sempre più alte possibilità di sopravvivenza come testimoniano le storie dei pazienti raccolte nel libro “Si può vincere” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Il volume è presentato oggi alle 18 a Bergamo nell’Auditorium di Villa Elios - Humanitas Gavazzeni (via Gavazzeni 21), ottava tappa di un tour nazionale di 10 incontri con il coinvolgimento dei cittadini, delle Istituzioni e delle associazioni dei pazienti. “Oggi non si può più parlare di male incurabile – afferma il dottor Giordano Beretta, segretario nazionale AIOM e Responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo -. Il 60% dei pazienti sconfigge la malattia, percentuale che raggiunge quasi il 70% nelle neoplasie più frequenti, fino a toccare il 91% nella prostata e l’87% nel seno. Le morti per cancro sono in netto calo. In circa vent’anni (1996-2014) a livello nazionale sono diminuite del 18% fra gli uomini e del 10% fra le donne. Le esigenze dei pazienti oncologici stanno cambiando e la presa in carico di queste persone richiede una risposta a 360 gradi da parte dei clinici e delle Istituzioni. L’AIOM in questi anni ha messo in campo strumenti concreti ed efficaci, a partire dalle campagne di prevenzione, perché il 40% dei casi può essere evitato seguendo uno stile di vita sano (dieta corretta, no al fumo e attività fisica costante). La riduzione della mortalità nei due sessi, per il complesso dei tumori e per molte neoplasie a più elevato impatto, mostra che l’azione del Sistema Sanitario Nazionale è efficace: funziona infatti la strategia combinata di interventi di prevenzione primaria che riducono l’esposizione ai fattori di rischio oncologici e il numero di nuovi malati, e delle campagne di prevenzione secondaria (gli screening), che garantiscono un’anticipazione della diagnosi, e terapie più efficaci come quelle immuno-oncologiche”. A Bergamo ogni anno si registrano circa 6.450 nuovi casi. Nella provincia i tumori più frequenti fra gli uomini sono quelli della prostata (699), polmone (515) e colon retto (440): fra le donne quelli del seno (823), colon retto (378) e polmone (195). Il melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo, rappresenta in provincia di Bergamo la dodicesima neoplasia sia per gli uomini che per le donne. Rispetto alle altre popolazioni del Nord Italia, l’incidenza nella provincia è leggermente più alta (nel triennio 2007-2009 sono state registrate 545 nuove diagnosi). “Il melanoma – continua il dottor Beretta – è stato il candidato ideale per l’applicazione dell’immuno-oncologia che stimola il sistema immunitario contro il tumore. Ora questo approccio innovativo si sta estendendo con successo a molti tipi di neoplasia, come quella del polmone, del rene, della vescica e del distretto testa-collo. Ecco perché possiamo affermare di essere di fronte a una nuova ‘era’ nel trattamento dei tumori: una terapia capace di allungare in maniera significativa la sopravvivenza, a fronte di una buona tollerabilità. Un’arma che si affianca a quelle tradizionali rappresentate da chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie biologiche”.

Il tour di presentazione del volume “Si può vincere” si inserisce in un’ampia campagna informativa dell’AIOM sull’immuno-oncologia, realizzata grazie al sostegno di Bristol-Myers Squibb. Il libro si divide in due parti, nella prima è analizzata l’evoluzione della cura dei tumori negli ultimi decenni, rispondendo a domande su come sono cambiati i trattamenti, con approfondimenti su chirurgia, chemioterapia, terapie biologiche e radioterapia. È poi descritta la nuova era nel trattamento delle neoplasie rappresentata dall’immuno-oncologia. “La lotta ai tumori – spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione del volume - costituisce una delle priorità del Servizio Sanitario Nazionale per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico. Oggi possiamo affermare che il concetto di cancro come ‘male incurabile’ appartiene al passato. Grazie al progresso della scienza, i tumori stanno diventando sempre più una malattia cronica. I dati, le cifre e le scoperte ci dicono che la lotta contro questa patologia, in parte già sconfitta, può segnare quotidianamente punti a favore di chi la combatte. Questo volume raccoglie le preziose testimonianze dei pazienti trattati con una nuova arma, l’immunoterapia. Le loro parole ci trasmettono coraggio, forza e, soprattutto, speranza. È essenziale poter garantire a tutti i pazienti le cure sempre più innovative che la ricerca mette a disposizione. Aspirare a elevati standard di prevenzione e di trattamento non risponde soltanto a ambizioni di progresso tecnologico e scientifico ma anche di civiltà e di democrazia. Affrontare il tema della salute significa confrontarsi con le aspettative e le attese di milioni di malati, immedesimarsi con i loro disagi quotidiani e difendere la loro qualità di vita”. “Si può vincere” (ed. Guerini, pp.170, a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri, Paolo Cabra) è nelle librerie al prezzo di 14,50 euro e i proventi delle vendite sono destinati alla Fondazione AIOM. “Dobbiamo potenziare i nostri sforzi e la capacità di coordinare e sostenere l’attività di prevenzione e di assistenza – continua il Ministro Lorenzin nella prefazione -. È necessario innanzitutto agire per contenere l’impatto dei tumori con interventi di prevenzione primaria e secondaria. È poi indispensabile collegare in rete i diversi sistemi assistenziali, garantendo un’offerta adeguata sul territorio e realizzando la presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali”.
“Il livello dell’assistenza sanitaria in Lombardia è molto buono – conclude il dott. Giuseppe Fraizzoli, Direttore generale di Humanitas Gavazzeni – e il nostro Ospedale pone il massimo impegno per garantire standard elevati di cura che ne facciano un riferimento sia nella nostra provincia sia al di fuori. Servono da un lato impegno costante da parte dei clinici e delle Istituzioni, dall’altro una modernizzazione continua all’interno delle strutture ospedaliere, dove devono essere presenti tecnologie all’avanguardia, servizi diagnostici efficienti, laboratori di biologia molecolare, personale adeguatamente formato, percorsi di cura, in una prospettiva di organizzazione e collegamento con le altre strutture oncologiche regionali e nazionali”.

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