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12 aprile 2003
08 - LA SCOPERTA: WATSON, CRICK E IL NOBEL 'RUBATO' A ROSALIND FRANKLIN
James Dewey Watson nasce a Chicago nel 1928. Nel 1947 consegue la laurea in Zoologia all’Università di Chicago e tre anni dopo il Ph.D. all’Università dell’Indiana, con la supervisione di Salvador Luria. Successivamente svolge attività di ricerca presso l'Università di Copenhagen. Proprio in questo periodo, durante un simposio organizzato presso la Stazione biologica di Napoli, incontra Maurice H.F. Wilkins, che lo stimola a dirigere le sue ricerche verso la struttura chimica degli acidi nucleici e delle proteine.
Tra il '51 e il '56 è al Cavendish Institute Laboratory dell'Università di Cambridge, dove nasce il sodalizio con Francis H.C. Crick: insieme avviano la ricerca sulla struttura del DNA che li porterà, nel marzo del '53, a proporre la celebre struttura a doppia elica che significò per il giovane Watson la fama mondiale e, nel '62, il Nobel per la Medicina insieme a Crick e Wilkins. Nel ‘76 lasciato l’incarico di professore al dipartimento di biologia molecolare di Harvard, assume quello di direttore del Cold Spring Laboratori di Long Island dove intraprende ricerche di alto livello nel campo dell’oncologia, della biologia molecolare, della biochimica cellulare, della neurologia. Dall’89 al ‘92 si impegna nel progetto mondiale del National Institute of Health per mappare e sequenziare il genoma umano.
Francis Harry Compton Crick nasce in Inghilterra, a Northampton, nel giugno del 1916. Intraprende gli studi scientifici fino a ottenere il Ph.D. nel 1937, ma è costretto, due anni dopo a interrompere le ricerche a causa del conflitto mondiale. In questo periodo è impegnato come scienziato nell’esercito britannico, da cui si dimette nel ‘47 per studiare biologia. Entra con una borsa di studio a Cambridge dove lavora in diversi dipartimenti di medicina e biologia molecolare, occupandosi della diffrazione dei raggi X. Nel 1953-54 è a New York, poi a Harvard. La svolta nella sua vita di scienziato avviene proprio nel ‘53 quando incontra Watson e inizia a lavorare sulla struttura del DNA, scoprendone la doppia elica e lo schema di replicazione, che gli valse il Nobel della medicina nel 1962, oltre a numerosi riconoscimenti e premi ottenuti nel corso della sua carriera. Recentemente si è occupato, con il collega Brenner, di biochimica e genetica.
ROSALIND FRANKLIN E QUEL NOBEL RUBATO
C’erano l’intuizione e gli studi di una donna alla base della scoperta della doppia elica del dna. Ma una sottrazione indebita di documenti da parte di un collega la privò del suo giusto spazio nella storia della medicina e di un Nobel che avrebbe sicuramente meritato. Rosalind Franklin, nata a Londra nel 1921 da una ricca famiglia ebrea, era una brillante e affermata ricercatrice esperta in cristallografia, una delle pochissime donne ammesse fra le austere mura di Cambridge.
All’inizio degli anni ’50 Rosalind Franklin, ricercatrice al King’s College di Londra, lavorava con il collega Maurice Wilkins alla rifrazione ai raggi x. Fra i due la rivalità era fortissima e la simpatia poca. Fu così, un po’ per leggerezza, un po’ per invidia, che Wilkins rubò dai documenti della collega una radiografia passata alla storia come la “fotografia 51” del DNA per mostrala a Watson e Crick. Quella fotografia, insieme a qualche altro documento sottrattole in seguito, si dimostrerà determinante per la scoperta. Molto probamente senza il lavoro della Franklin, Watson e Crick non sarebbero arrivati alla struttura del DNA, almeno non in quel momento. Un inganno, legittimo solo se il fine giustifica i mezzi, ma che divenne meschino quando nel 1962, insigniti del premio Nobel, nessuno dei tre scienziati - nè Watson, né Crick, nè Wilkins - ebbe parole per Rosalind Franklin morta di cancro nel 1958, a soli 37 anni nel 1958.
Un primo impacciato mea culpa fu recitato da Watson nel suo libro “La doppia elica” pubblicato nel 1968, ma per un vero seppur tardivo riconoscimento ufficiale si dovettero attendere moti anni ancora: nel 1998, a 30 dalla sua morte, la foto della Franklin fu collocata accanto a quella dei colleghi vincitori del Nobel alla National Portrait Gallery di Londra. E nel 2000 il King’s College l’ha onorata nominando una sua nuova ala il “Franklin-Wilkins Building”.
Tra il '51 e il '56 è al Cavendish Institute Laboratory dell'Università di Cambridge, dove nasce il sodalizio con Francis H.C. Crick: insieme avviano la ricerca sulla struttura del DNA che li porterà, nel marzo del '53, a proporre la celebre struttura a doppia elica che significò per il giovane Watson la fama mondiale e, nel '62, il Nobel per la Medicina insieme a Crick e Wilkins. Nel ‘76 lasciato l’incarico di professore al dipartimento di biologia molecolare di Harvard, assume quello di direttore del Cold Spring Laboratori di Long Island dove intraprende ricerche di alto livello nel campo dell’oncologia, della biologia molecolare, della biochimica cellulare, della neurologia. Dall’89 al ‘92 si impegna nel progetto mondiale del National Institute of Health per mappare e sequenziare il genoma umano.
Francis Harry Compton Crick nasce in Inghilterra, a Northampton, nel giugno del 1916. Intraprende gli studi scientifici fino a ottenere il Ph.D. nel 1937, ma è costretto, due anni dopo a interrompere le ricerche a causa del conflitto mondiale. In questo periodo è impegnato come scienziato nell’esercito britannico, da cui si dimette nel ‘47 per studiare biologia. Entra con una borsa di studio a Cambridge dove lavora in diversi dipartimenti di medicina e biologia molecolare, occupandosi della diffrazione dei raggi X. Nel 1953-54 è a New York, poi a Harvard. La svolta nella sua vita di scienziato avviene proprio nel ‘53 quando incontra Watson e inizia a lavorare sulla struttura del DNA, scoprendone la doppia elica e lo schema di replicazione, che gli valse il Nobel della medicina nel 1962, oltre a numerosi riconoscimenti e premi ottenuti nel corso della sua carriera. Recentemente si è occupato, con il collega Brenner, di biochimica e genetica.
ROSALIND FRANKLIN E QUEL NOBEL RUBATO
C’erano l’intuizione e gli studi di una donna alla base della scoperta della doppia elica del dna. Ma una sottrazione indebita di documenti da parte di un collega la privò del suo giusto spazio nella storia della medicina e di un Nobel che avrebbe sicuramente meritato. Rosalind Franklin, nata a Londra nel 1921 da una ricca famiglia ebrea, era una brillante e affermata ricercatrice esperta in cristallografia, una delle pochissime donne ammesse fra le austere mura di Cambridge.
All’inizio degli anni ’50 Rosalind Franklin, ricercatrice al King’s College di Londra, lavorava con il collega Maurice Wilkins alla rifrazione ai raggi x. Fra i due la rivalità era fortissima e la simpatia poca. Fu così, un po’ per leggerezza, un po’ per invidia, che Wilkins rubò dai documenti della collega una radiografia passata alla storia come la “fotografia 51” del DNA per mostrala a Watson e Crick. Quella fotografia, insieme a qualche altro documento sottrattole in seguito, si dimostrerà determinante per la scoperta. Molto probamente senza il lavoro della Franklin, Watson e Crick non sarebbero arrivati alla struttura del DNA, almeno non in quel momento. Un inganno, legittimo solo se il fine giustifica i mezzi, ma che divenne meschino quando nel 1962, insigniti del premio Nobel, nessuno dei tre scienziati - nè Watson, né Crick, nè Wilkins - ebbe parole per Rosalind Franklin morta di cancro nel 1958, a soli 37 anni nel 1958.
Un primo impacciato mea culpa fu recitato da Watson nel suo libro “La doppia elica” pubblicato nel 1968, ma per un vero seppur tardivo riconoscimento ufficiale si dovettero attendere moti anni ancora: nel 1998, a 30 dalla sua morte, la foto della Franklin fu collocata accanto a quella dei colleghi vincitori del Nobel alla National Portrait Gallery di Londra. E nel 2000 il King’s College l’ha onorata nominando una sua nuova ala il “Franklin-Wilkins Building”.
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