mercoledì, 21 agosto 2019

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24 gennaio 2003

09 - I DATI DEL SONDAGGIO DELL’UNIONE NAZIONALE ASMATICI

Il nuovo prontuario farmaceutico, entrato in vigore nei giorni scorsi, sembra aver dimenticato gli asmatici e i pazienti pneuomologici in genere. Oltre che dagli specialisti, il ‘j’accuse’ viene dalle associazioni dei pazienti che, temendo i tagli al prontuario, già nei mesi scorsi avevano affilato le armi coinvolgendo un consistente numero di pazienti in un questionario insolito per non dire decisamente arrabbiato. Il questionario, inviato per posta a 994 asmatici adulti sparsi su tutto il territorio nazionale, è stato ideato e elaborato dall’Unione Nazionale Asmatici che ha sede a Verona e il cui vicepresidente è la dottoressa Paola Turco. L’indagine è stata condotta su un campione di pazienti adulti con storia clinica di asma bronchiale da almeno due anni, periodo ritenuto sufficiente a consentire una appropriata coscienza della propria malattia. Hanno aderito all’iniziativa 474 dei 994 pazienti coinvolti. Fra i dati emersi dall’analisi delle risposte il più allarmante è quello relativo al rapporto fra durata della malattia e cura: a fronte di una durata media di malattia di 14 anni, il 57% degli intervistati hanno dichiarato di essere in cura da non più di 8 anni. Tutti, d’altra parte, si dicono soddisfatti della cura che, secondo le linee guida più attuali prevede una terapia regolare basata sull’uso di broncodilatatori e antifiamatori. Al di là della scontata efficacia dei prodotti impiegati, i pazienti cronici, costretti quindi all’assunzione quotidiana e continuativa di farmaci, considerano all’unanimità indispensabile la facilità d’uso e la comodità d’impiego dei farmaci respiratori e dei device per la loro assunzione.
Posti di fronte alla possibilità di risparmiare sulla spesa farmaceutica la quasi totalità dei rispondenti rifiuta l’ipotesi di un ridimensionamento della terapia, e di fronte ad un obbligo di risparmio (circostanza imposta da una legge restrittiva), all’unanimità, si dichiarano non disponibili a vedere decurtato il loro attuale stato di benessere. Nella quasi totalità i malati si sono detti convinti della necessità che il loro medico curante abbia la facoltà di scegliere il farmaco più adatto al loro caso. Nella stragrande maggioranza essi si dichiarano inoltre assai preoccupati della possibilità che possano essere rimborsate solo le specialità medicinali di minor costo, dichiarandosi altresì convinti che ciò possa precludere al paziente l’accesso ai vantaggi dell’innovazione, oltre che riflettersi negativamente sulla qualità delle cure, specialmente per quanto riguarda le fasce sociali più deboli. Di fronte al quesito sulle eventuali responsabilità dell’Industria Farmaceutica nei confronti dei pazienti respiratori cronici, quest’ultimi indicano nella ulteriore semplificazione delle strategie di cura (85,4%), nella riduzione del prezzo dei farmaci (84,1%), e nella necessità di poter disporre di più precise informazioni sui farmaci i tre cardini su cui basare una nuova e più efficace partnership.

scarica il questionario: 10_Sondaggio_U.N.A._Questionaario.doc

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