mercoledì, 17 luglio 2019

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3 marzo 2000

LE BARRIERE ARCHITETTONICHE DEL PAZIENTE ASMATICO

Avere l’asma significa vivere una condizione cronica che urta con molte abitudini di vita diffuse nella nostra società, purtroppo incompatibili con la necessità di tenere la malattia sotto controllo, evitando il peggioramento e l’aggravamento dei sintomi. Il malato asmatico risente doppiamente dei danni dovuti all’inquinamento atmosferico, perché da una parte subisce il danno respiratorio cronico come ogni altro cittadino e dall’altra il danno specifico che, come dimostrato, è causa di aggravamento della malattia

E’ quindi indispensabile per una civile convivenza cercare di spiegare e di far capire quali siano le barriere architettoniche che si frappongono fra chi ha l’asma e chi non l’ha. Il cittadino che non ha esperienza diretta non può rendersi conto delle esigenze del malato asmatico, né dei danni che può provocare anche involontariamente con il suo comportamento. Sul fumo, per esempio, si sa molto, si parla molto ma non si dice una cosa fondamentale: fumare in gravidanza, vicino a bambini piccoli o accanto a persone con malattie respiratorie, fra cui l’asma, dovrebbe essere considerato un vero e proprio abuso, un vero e proprio atto di violenza.
Schiaffeggiare un bambino è considerato a giusto titolo un atto di violenza. Fumare 40 sigarette in casa, in auto o in qualsiasi altro luogo (asilo nido, scuola) è altrettanto violento e pericoloso perché può causare danni irreversibili al bambino, senza toccare le coscienza. Anche fumare vicino a chi ha una malattia respiratoria dovrebbe essere considerato un atto di violenza. Quanti sono i malati in ossigenoterapia o addirittura in ventilazione assistita che vivono con familiari che non si preoccupano affatto di limitarsi nelle loro pessime abitudini almeno in casa? Quanti pazienti non possono andare al ristorante, in pizzeria, in un ufficio, negli ospedali, negli aeroporti perché, nonostante in Italia esista una legge che espressamente vieta di fumare nei luoghi pubblici, troppa gente accende una sigaretta? Non si tratta, dunque, di chiedere nuove norme, ma interventi decisivi che consentano di far rispettare le leggi esistenti.

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